Mercato storico di Rialto a Venezia, fra i pochi banchi storici che resistono e il vuoto che avanza Foto

Crisi delle botteghe storiche, chi resiste e i tanti che hanno chiuso: le opinioni e i timori

Venerdì 19 Novembre 2021 di Marta Gasparon
Mercato storico di Rialto a Venezia, fra i pochi banchi storici che resistono e il vuoto che avanza
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VENEZIA - Aqua Grande e Covid hanno messo in ginocchio il mercato di Rialto, accelerando una crisi che era già iniziata prima del 2019 . La situazione non è più la stessa da tempi ben più lontani, risalenti addirittura agli anni 80-90. «Fino a quel momento le cose andavano bene, poi l'avvio di una spirale negativa, i cui risultati sono ancora oggi sotto i nostri occhi. E non mi risulta sia in corso un'inversione di tendenza». A parlare è Andrea Vio, operatore in Pescheria da 45 anni e membro dell'associazione Progetto Rialto, ricordando come allora i banchi di pesce fossero 18 mentre al momento soltanto 6. Attività resilienti, inserite in un contesto ormai snaturato di quell'essenza insita nella storia di Venezia, i cui ricordi legati ad un mercato vivo - cuore pulsante della città d'acqua - sono sempre più sbiaditi nella nostra memoria.

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Mercato di Rialto a Venezia oggi

Girando di mattina tra le attività rimaste, avvolte in una quiete alquanto surreale per il contesto in cui ci si trovava, le immagini di ciò che il mercato di Rialto è stato si mescolavano a quelle del presente. «La ripresa? Non c'è. Ciò che si vede qui, in qualche modo rispecchia l'andamento cittadino generale: camminando per strada ci si rende conto di come il tessuto connettivo si sia frantumato. E il problema va riscontrato anche nel fatto che nella fase pandemica più acuta i fondi hanno continuato a costare come prima, senza che il Comune intervenisse per regolamentarli. Con la conseguenza che tanta gente è stata costretta alla resa». L'attività di Vio richiama soprattutto i veneziani, ma è pur vero che nei fine settimana non mancano turisti con seconde case in città che vanno ad acquistare qualcosa. Pulizia e decoro dell'area mercatale, discussione intorno al tema della residenzialità, facilitazioni e incentivi alle categorie in attività; questi, per Progetto Rialto, i nodi più urgenti da sbrogliare.

 


Licenze a Rialto, la crisi

«Vedere un mercato così confessa Nerio Baita, di Sant'Erasmo, titolare di un banco di frutta e verdura da mezzo secolo fa male. È un vuoto che fa pensare. I momenti in cui non si passava neanche, tanto era pieno, con i vigili che gestivano il flusso, sono lontani. In termini di fatturato siamo al 60% in meno rispetto ai tempi buoni. La clientela è poca, mancano i residenti. Per il futuro dell'attività? Si vive alla giornata». Cinquantaquattro licenze di frutta e verdura, negli anni 90, a fronte delle 8 attuali. A fornire qualche numero è Gino Mascari, della storica drogheria veneziana con 75 anni di storia alle spalle. «La ripresa commenta, sottolineando come il proliferare dei supermercati abbia dato un po' una mazzata al mercato storico non si basa certamente sulle masse di persone che arrivano in città nei weekend, quello è fumo negli occhi. La ripartenza vera sarebbe fatta di quel bel turismo di cui Venezia, dove orde di ragazzini (e ragazzoni) spesso urinano dove capita, ha ormai perso la leadership. Io sono una mosca bianca, a rappresentanza di quella qualità che i veneziani dimostrano di continuare ad apprezzare. È grazie a loro se sono ancora vivo». Titolare da 6 anni del negozio di giocattoli BimBumBam, Roberta Trevisan traccia un bilancio poco roseo, con un calo del 50% del fatturato rispetto al 2019, pur tuttavia confermando una luce in fondo al tunnel da questa estate. «I proprietari del fondo spiega mi sono venuti incontro, sono stata fortunata». Ha uno sguardo ottimista, Filippo Aliani, la cui attività la Casa del Parmigiano esiste a Rialto dal 36. «Lo spopolamento c'è stato afferma tuttavia negli ultimi due anni, specie nei weekend, vedo tante coppie under 50 che vengono a fare la spesa da noi. Quello che noto è un turismo bello, sano; le carovane a cui abbiamo assistito in tempi pre Covid io qui non le vedo».


Intanto per oggi, alle 17.30, è stata indetta nella loggia della Pescaria un'assemblea pubblica grazie al supporto della Municipalità di Venezia, affinché associazioni, esercenti e cittadini discutano insieme sul destino dell'insula realtina.

 

Ultimo aggiornamento: 20 Novembre, 10:00 © RIPRODUZIONE RISERVATA