Coronavirus

Coronavirus

Cosa è il Coronavirus, quali sono i sintomi e cosa ne sappiamo fino ad oggi dell'infezione che sta tenendo il mondo con il fiato in sospeso.

Coronavirus in Italia
Il primo contagio in Italia da Coronavirus è avvenuto in Lombardia, nel paese di Codogno. Il 21 febbraio si sono registrati in Veneto i primi casi di contagio, e la prima vittima italiana del virus è stata proprio un cittadino padovano, di Vo' Euganeo, il 77enne Adriano Trevisan.

Perché si chiama Coronavirus?
Chiamato inizialmente "virus cinese" perché l'epidemia è scoppiata in Cina e poi "coronavirus" che è però il nome generico di un'intera famiglia di virus cui il "virus cinese" appartiene, il nome scientifico con cui è stato battezzato dopo l'identificazione genetica è in realtà Virus 2019-nCov.

Cosa sono i Coronavirus
I coronavirus, che hanno al microscopio una caratteristica forma a  corona, sono stati scoperti negli anni Sessanta nelle narici dei malati di comune raffreddore e sono diffusissimi sia tra gli animali sia nell'uomo. Causano patologie generalmente poco preoccupanti come la diarrea nelle mucche e nei suini, malattie respiratorie nei polli e anche nell'uomo: sono infatti i responsabili del comunissimo raffreddore, ma anche, in rari casi, di patologie più gravi e potenzialmente mortali come polmoniti e bronchiti. responsabili di patologie nei mammiferi e negli uccelli che comportano il verificarsi di diarrea nelle mucche e nei suini e di malattie respiratorie delle vie superiori nei polli. Nell'uomo, provocano infezioni respiratorie, spesso di lieve entità come il raffreddore, ma in rari casi potenzialmente letali come polmoniti e bronchiti. Prima dello scoppio dell'epidemia "cinese", si conoscevano sette ceppi di coronavirus in grado di infettare l'uomo. Uno di questi è il coronavirus responsabile della epidemia di Sars scoppiata nel 2002, sempre in Cina.

Wuhan, la città del Coronavirus
La Cina ha reso pubblica la comparsa di un nuovo ceppo di coronavirus, ammettendo ufficialmente l'epidemia già in corso da varie settimane nella città di Wuhan, soltanto il 31 dicembre 2019, dopo un periodo in cui le segnalazioni dei medici circa l'esistenza di una nuova forma di sindrome febbrile con polmonite di origine sconosciuta, erano state messe a tacere e punite anche penalmente. L'origine dell'epidemia è legata alle abitudini alimentari cinesi, che considerano una ghiottoneria cibarsi di animali selvatici, che vengono venduti vivi nei mercati e a Wuhan, appunto, c'è il più grande mercato specializzato in selvatici.


I sintomi del Coronavirus
Putroppo i sintomi del coronavirus di Wuhan sono simili a quelli di una normale influenza e non facilitano la rapida identificazione della reale patologia. Esistono, come per l'influenza, pazienti del tutto asintomatici, cioè che stanno benissimo e non accusano alcun problema, e pazienti colpiti in forma lieve o lievissima, che spesso viene presa per un comune raffreddore. I sintomi sono febbre, tosse, raffreddore, mal di gola, e un senso di affaticamento polmonare che può aggravarsi in polmonite e causare anche la morte.

Quanto è contagioso il Covid-19?
Secondo l'Oms (Organizzzione mondiale della sanità) il virus di Wuhan è più contagioso rispetto al virus Sars comparso nel 2002, ma ha un tasso di mortalità inferiore. I coronavirus presenti negli animali passano all'uomo soltanto attraverso un contatto diretto, com'è avvenuto nel mercato di Wuhan, mentre la trasmissione tra umani avviene esclusivamente attraverso la saliva. Ma sono sufficienti minuscole quantità: tipicamente, le goccioline di saliva che escono dalla bocca insieme all'aria espirata.

Come prevenire il contagio?
Per questo, le misure di prevenzione consigliate dall'Oms sono anzitutto quelle di evitare luoghi affollati, assembramenti di persone, forse anche (non è ancora dimostrato) oggetti toccati da molte persone. Tenere una distanza di uno-due metri tra le persone, evita il passaggio del virus attraverso le goccioline di saliva. Lavarsi spesso le mani con prodotti disinfettanti, prima di portare le mani agli occhi o alla bocca, quando si toccano oggetti che possono essere venuti a contatto con persone infette. Consigliato anche l'uso di mascherine, che per "filtrare" il virus debbono essere a standard N95 o FFP2 o FFP3, con valvola.

Alla ricerca di un vaccino
Dopo che il virus è stato isolato e mappato geneticamente, il che è avvenuto a gennaio 2020, sono iniziate in tutto il mondo le procedure per la produzione del vaccino. I primi test potranno presumibilmente partire ad aprile 2020 ma serviranno parecchi mesi prima di poterlo utilizzare con sicurezza nell'uomo.

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