La Cina che avanza: non solo bar e parrucchieri, i figli vogliono di più

Lunedì 16 Maggio 2022 di Filomena Spolaor
CINESI Un locale a Venezia gestito da cittadini della Repubblica Popolare
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MESTRE - Non più solo bar e parrucchieri, sartorie e pulisecco a basso prezzo, negozi di paccottiglia gestiti da cinesi. Crescono gli imprenditori orientali di seconda generazione con attività diversificate come pasticcerie o nell’ambito dell’informatica, tabaccherie multi-servizi, molti dei quali investono a Mestre pur provenendo da altre città come Treviso. Segno dell’evoluzione di una società multiculturale, dove i cinesi nati in Italia dimostrano capacità imprenditoriali più qualificate rispetto ai “pionieri” del passato. 
 

DOLCI ORIENTALI
È di due settimane fa l’apertura della pasticceria “One cake” in via Torre Belfredo 43, gestita da Fan e Jess, due amiche nate in Cina, ma in Italia da più di dieci anni con i genitori. Vivono in provincia di Treviso, dove hanno frequentato l’istituto alberghiero. Molti degli ex compagni vivono a Mestre, motivo per cui le due amiche hanno deciso di aprire l’attività in città, a pochi metri dal parco di via Torre Belfredo. Prima facevano torte in casa, poi è arrivata l’occasione di prendere in affitto il negozio, dove prima c’era una panetteria. All’interno c’è il laboratorio, Fan e Jess producono solo dolci cinesi: tra i più tipici al gusto di tè verde o nero, oltre ai biscotti “fiocco di neve”, i cheesecake e la “mooncake”, la crema pasticceria con latte di soia, gli spicchi di sesamo nero, i pasticcini di pasta sfoglia, i budini personalizzati. Pasticcerie cinesi sono presenti a Roma, Bologna Milano, “One cake” è la prima in città. «A Mestre si vedono solo bar o ristoranti sushi - spiega Fan -. Vogliamo fare conoscere anche altri prodotti come i dolci. Ci piacerebbe importare pasticceri cinesi per fare conoscere lo stile del nostro paese in realtà di ristorazione di tipo multiculturale».
 

INFORMATICA E TABACCHERIA
Tengfei Technology in piazzale Donatori di sangue non è solo un negozio di riparazione cellulari, pc e accessori, ma un’attività specializzata in informatica che nel tempo ha attratto molti clienti. Il gestore è un giovane imprenditore di seconda generazione, nato a Shangai e arrivato in Veneto dieci anni fa. Ha studiato informatica all’istituto professionale di Treviso, ma non ha voluto affiancare i genitori nella gestione di un bar e ha preso in affitto il negozio in centro, che prima era di abbigliamento. «Mi piace lavorare a Mestre – afferma il titolare –. Ci sono sono più stranieri rispetto ad altre città, anche se i miei clienti sono soprattutto italiani».
Dietro al banco della tabaccheria Zhang al civico 160 di via San Donà, dove prima c’era un fiorista, ora si incontrano padre e figlia. Lei ha 22 anni, è nata in Piemonte, ma vive con la famiglia a Mestre da quattro anni, studia economia e commercio a Ca’ Foscari e aiuta il padre nell’uso dell’italiano con i clienti che pagano le bollette, devono fare fotocopie o giocare al lotto, anche di domenica. Il padre è in affitto da dicembre 2021, mentre prima gestiva un bar e una sala giochi a Quarto D’Altino. «Mio papà - racconta la giovane - ha preso la cittadinanza italiana perché era l’unica possibilità per gestire questa tabaccheria».
 

«CITTÁ MULTIETNICA»
Maurizio Franceschi, direttore Confesercenti metropolitana di Venezia Rovigo, giudica positivamente l’evoluzione delle attività imprenditoriali cinesi, analizzando anche il problema dei negozi sfitti. «L’offerta commerciale deve rafforzarsi - osserva -. Gli imprenditori cinesi vengono a Mestre, perché credono e investono nella città, diventata un centro multietnico e internazionale». 
 

 

Ultimo aggiornamento: 17 Maggio, 17:42 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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