Sparatoria tra kosovari davanti al bar: fu una spedizione punitiva. Arresti e perquisizioni a Trieste

Mercoledì 29 Settembre 2021
La sparatoria davanti al bar a Trieste
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TRIESTE - La Polizia di Trieste è impegnata dalle prime ore della mattina di oggi, mercoledì 29 settembre, in una vasta operazione per eseguire arresti e perquisizioni. La indagini dei poliziotti della squadra mobile sono partite a seguito della sparatoria avvenuta lo scorso 4 settembre che ha coinvolto due gruppi contrapposti di cittadini kosovari. L'operazione, coordinata dalla Procura della Repubblica, vede impiegati oltre 150 poliziotti. Disposti i primi provvedimenti di revoca dei permessi di soggiorno degli stranieri coinvolti nella grave vicenda.

 

 

Eseguite cinque ordinanze di custodia cautelare in carcere ed agli arresti domiciliari emesse da GIP di Trieste, Massimo Tomassini, su richiesta del P.M. titolare del fascicolo processuale, Chiara De Grassi, nei confronti dei cittadini kosovari, a seguito della nota sparatoria.

Gli arrestati

Misura cautelare della custodia in carcere a carico di: Tahiri Gazmend, cl. 83; Islami Meriton, cl. 98; Islami Visar, cl. 85; Zabelaj Clirim, cl. 2000. Misura cautelare degli arresti domiciliari a carico di Islami Fazli, cl. 78. All’importante risultato anzidetto si aggiunge poi quello dell’adozione, da parte dell’Autorità di Pubblica Sicurezza, di provvedimenti amministrativi nei confronti di 5 degli indagati. All’esito dell’esecuzione delle misure giudiziarie cautelari, i poliziotti hanno provveduto alla notifica di 4 provvedimenti di revoca del permesso di soggiorno ed uno di diniego al rilascio del permesso di soggiorno di lungo periodo, emessi dal Questore di Trieste.

La sparatoria a Trieste: cosa successe

Per ciò che attiene il grave episodio delittuoso di via Carducci, si rammenta che, intorno alle ore 7.50 del 4 settembre 2021, alla Sala Operativa della Questura triestina erano giunte diverse richieste di intervento da parte di cittadini che segnalavano, nei pressi di un bar della citata centralissima via cittadina, una oltremodo violenta lite in atto tra numerose persone. Le prime segnalazioni riferivano di esplosioni di colpi di arma da fuoco, di oltre una ventina di persone coinvolte, anche armate di spranghe o bastoni. Sul posto erano intervenuti tempestivamente alcuni equipaggi dell’Ufficio Prevenzione Generale e Soccorso Pubblico e della Squadra Mobile, nonché del locale Gabinetto Provinciale di Polizia Scientifica, che constatavano la presenza di più persone ferite a terra all’esterno del locale. Era sopraggiunto il personale del 118, che aveva prestato i primi soccorsi ai feriti, tutti di etnia kosovara, della famiglia Krasniqi, alcuni con evidenti lesioni al volto ed alla testa ed alcuni attinti anche da colpi di arma da fuoco. Dalle notizie e testimonianze e dalla visione delle prime immagini dei circuiti di video sorveglianza pubblici e privati, si era accertato che il gruppo cui appartenevano i feriti, in quella mattinata, si trovava al bar, insieme ad alcuni conoscenti quando, all’improvviso, era sopraggiunto un gruppo di altri cittadini kosovari, appartenenti alla famiglia Islami, con i quali vi erano già stati dissidi. Ne era scaturita una colluttazione durante la quale i contendenti si erano colpiti con bastoni e spranghe e, nell’occasione, erano stati anche esplosi dei colpi di pistola, noncuranti degli ignari passanti che a quell’ora si trovavano lungo la trafficata via Carducci. Contestuali accertamenti avevano consentito di appurare come gli Islami si sarebbero quindi allontanati a piedi e a bordo di alcuni autoveicoli, abbandonando sul posto anche un autocarro.

Sulle tracce di due famiglie rivali

Erano scattate, quindi, con l’ausilio di personale della Polizia Stradale e dei Commissariati di Pubblica Sicurezza delle Province limitrofe, immediate ricerche volte al rintraccio dei veicoli dei fuggitivi. Il piano di ricerca, così attuato, aveva permesso, dopo appena mezz’ora, di rintracciare, in località Lisert (GO), uno dei mezzi ricercati, un’auto Volkswagen Golf di colore nero, che era stata bloccata sullo svincolo di Monfalcone da equipaggi della Polstrada di Trieste e Gorizia. A bordo della Golf erano stati identificati i cittadini stranieri Islami Arton, cl. 81, e Islami Clirimtar, cl. 99, i quali, accompagnati presso il Commissariato di Monfalcone (GO), erano stati sottoposti ad accertamenti urgenti che avevano consentito di rilevare delle macchie di sangue sulla loro persona e sugli indumenti; inoltre, i kosovari venivano riconosciuti come partecipanti allo scontro attraverso la visione di alcune immagini acquisite sul luogo del fatto. I due sono stati sottoposti, d’iniziativa, a fermo di indiziato di delitto per l’ipotesi di reato di concorso in tentato omicidio aggravato e, quindi, associati presso quella Casa Circondariale. Successivamente, i poliziotti sono andati in un’abitazione nella disponibilità della famiglia Islami per eseguire una perquisizione. All’interno dell’immobile erano stati rintracciati Islami Avni, cl. 74, Islami Mergim, cl. 97 e Islami Lumni, cl. 71, riconosciuti anch’essi come partecipanti ai gravi fatti avvenuti nella mattinata: gli stessi presentavano lesioni ritenute conseguenza dello scontro ed indossavano i medesimi abiti, alcuni macchiati di sangue, fotografati e ripresi dalle telecamere. All’esterno dell’abitazione è stato rinvenuto, inoltre, un furgone di colore bianco con il parabrezza ed il finestrino laterale infranti ed al proprio interno erano ancora visibili estese tracce ematiche. I tre, quindi, erano stati accompagnati al pronto soccorso dell’ospedale di Monfalcone e, dopo le cure del caso, tratti in arresto per il reato di tentato omicidio aggravato ed in concorso. Nella stessa giornata del fatto e nel prosieguo dell’attività d’indagine, il certosino esame dei vari filmati acquisiti permetteva di stabilire che uno dei Krasniqi feriti, durante le fasi dello scontro, era stato immortalato mentre impugnava una pistola e per questo arrestato una volta dimesso dal pronto soccorso. Gli ulteriori approfondimenti investigativi consentivano, inoltre, lo scorso 20.09.2021, di sottoporre a fermo di indiziato di delitto Barjrami Fatmir, cl. 72, il quale è risultato gravemente indiziato di aver preso parte, quale intraneo al gruppo degli “Islami”, alla “spedizione punitiva” attuata il precedente 4 settembre, in armi ed altri oggetti contundenti, contro quello dei “Krasniqi”.

Alle prime ore della mattinata odierna, contestualmente all’esecuzione dei richiamati provvedimenti cautelari, in una oltremodo complessa azione dinamica, convenzionalmente denominata “Crazy Shooting”, si è dato anche luogo all’esecuzione di 22 decreti di perquisizione emessi dal P.M. titolare del pertinente fascicolo processuale a carico di tutti i soggetti identificati e che si assumono coinvolti nel confronto armato di via Carducci. Sommando ai precedenti gli arresti odierni, il complessivo bilancio dell’operazione può sintetizzarsi come segue: 7 soggetti sono attualmente detenuti in carcere; 4 agli arresti domiciliari con braccialetto elettronico. 13, al momento, gli indagati. 

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Ultimo aggiornamento: 13:08 © RIPRODUZIONE RISERVATA