Ex Acc, cassa integrazione in scadenza: 150 lavoratori a rischio licenziamento

Giovedì 17 Novembre 2022 di Eleonora Scarton
L'ex Acc di Mel

BORGO VALBELLUNA - Non c'è pace per i lavoratori dello stabilimento ex Acc di Mel. A fine novembre scade infatti la cassa integrazione ordinaria e per coloro che non hanno ancora fatto il passaggio in Sest o che non sono stati ricollocati nel mondo del lavoro si aprono le porte del licenziamento. Attualmente infatti non c'è un ammortizzatore sociale a cui poter accedere. Questo vuol dire che se non verrà trovata una soluzione al più presto circa 150 persone rimarranno senza lavoro e senza reddito. «Serve urgentemente che venga convocato un tavolo ministeriale per affrontare questa situazione» gridano i sindacati. Le segretarie provinciali di Fim-Fiom-Uilm insieme alle rsu della ex Acc hanno incontrato ieri il commissario straordinario Maurizio Castro per fare il punto sulla procedura di amministrazione straordinaria che si concluderà il prossimo 30 novembre. «Ne è emerso un quadro di forte preoccupazione in merito alla prosecuzione degli ammortizzatori sociali ad oggi riconosciuti fino al 30 novembre - spiega Stefano Bona, sindacalista della Fiom -.

A oggi infatti non risulta che da parte dei ministeri competenti, lavoro e sviluppo economico, siano arrivate comunicazione certe sul rinnovo della cassa integrazione ordinaria».

IL NODO
Il 30 novembre scade infatti la cassa integrazione ordinaria e, l'intenzione, era quella di attivare per i 110 lavoratori che ancora non hanno fatto il passaggio in Sest e i 40 che devono ancora essere ricollocati sul mercato del lavoro, la cassa integrazione per cessazione. «Tale ammortizzatore sociale però non è più stato finanziato e quindi occorre che sia individuato a breve uno strumento utile e fruibile, tra quelli presenti, per garantire, a tutte le lavoratrici e a tutti i lavoratori una continuità di sostegno al reddito derivante dagli ammortizzatori sociali per tutto l'anno 2023 in linea con gli accordi sottoscritti e ratificati dai ministeri competenti» spiega ancora Bona. Il nodo per l'ex Acc è ancora una volta critico. Nella legge 234 del 2021 infatti sono stati creati due percorsi di cassa integrazione da utilizzare in casi emergenziali. Il problema però è che entrambi non possono essere utilizzati nel caso in cui l'azienda in questione sia in amministrazione straordinaria. Come Acc. Cavilli burocratici, certo. Ma che rischiano di mettere in ginocchio tante famiglie del territorio.

NUOVI STRUMENTI
La matassa deve quindi essere sbrogliata dal Ministero dello sviluppo economico, modificando quelli che sono i percorsi previsti o trovando nuovi strumenti da utilizzare. Quello che è certo è che «in assenza di risposte certe a breve vi è il concreto rischio che con la conclusione della procedura di amministrazione straordinaria il commissario sia obbligato ad avviare la procedura di licenziamento con drammatiche conseguenze per i lavoratori soprattutto in questa fase di crisi energetica e inflazionistica» afferma ancora Bona che conclude facendo un appello a «tutte le istituzioni coinvolte per far si che a brevissimo sia convocato un tavolo ministeriale per avere risposte e soluzioni rapide e praticabili».
 

Ultimo aggiornamento: 17:20 © RIPRODUZIONE RISERVATA
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