Luca Zaia in diretta oggi. «Al Governo ho chiesto di rivedere i parametri di giudizio delle zone e portavoce per il Cts». Vaccini, Mongillo: «Decine di reazioni ad AstraZeneca»

Lunedì 22 Febbraio 2021 di Beatrice Mani
Luca Zaia in diretta oggi
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Luca Zaia in diretta oggi, lunedì 22 febbraio 2021, per le ultime notizie sulla pandemia da Coronavirus in Veneto. Continua il pressing dell'Europa per ottenere dosi di vaccini anti Covid, ma nel frattempo si evolve anche l'inchiesta dei Nas sulle proposte di vendita arrivate al Veneto. E se questo da una parte è un'ottima notizia per la chiarezza che si farà sull'affidabilità degli intermediari e sulla validità dei lotti proposti, dall'altra rappresenta un elemento di incertezza che sembra stia "mettendo in fuga" proprio gli intermediari che avevano avviato una interlocuzione con la Regione: lo ha rivelato il governatore durante la trasmissione di Lucia Annunziata Mezz'ora in più, su Rai Tre.

Massima attenzione sempre al contagio e ai numeri dei nuovi ricoveri: in un Veneto che resta giallo il virus continua a circolare, e la situazione non è migliore nelle altre regioni italiane. E proprio oggi il Consiglio dei ministri ha approvato il decreto legge Covid: prorogato il divieto di spostamenti tra Regioni fino al 27 marzo e anche la regola che limita gli spostamenti verso le abitazioni private a due adulti con in più solo i figli minori di 14enni. Stop agli spostamenti in zona rossa verso abitazioni private. Resta in zona gialla e in zona arancione la possibilità, una sola volta al giorno, di spostarsi verso un'altra abitazione privata abitata, tra le 5 e le 22, in massimo due persone, con i figli minori di 14 anni.

Ospite oggi della conferenza il dottor Michele Mongillo, Prevenzione - Sanità pubblica. In primo piano i numeri delle vaccinazioni in Veneto a due mesi dall'inizio della campagna di somministrazione con tutti gli stop e i rallentamenti che si sono visti. Il caso AstraZeneca: il medico ha rivelato che in Veneto c'è stata qualche decina di segnalazioni di reazioni con febbre all'inoculazione del farmaco.

Zaia in diretta

 

Il bollettino

Tamponi molecolari fatti ad oggi oltre 3milioni e 969mila, oltre 3milioni e 051mila test rapidi , + 509 nuovi positivi in 24 ore, 4,93% incidenza dei positivi sui tamponi fatti,  positivi da inizio pandemia 327.016, sono 22.284 gli attualmente positivi. +9 decessi nelle ultime 24 ore, 1.345 ricoveri, 136 terapie intensive, 1.209  ricoveri in area non critica. IL BOLLETTINO DI OGGI (LEGGI TUTTO)

 

Covid in Veneto


«Noi ricoveriamo in media 15-20 persone al giorno in Veneto. E un 10% finiranno in terapia intensiva: abbassare la guardia significa non capire cosa stia accandendo - ha avvertito Zaia -. Gli scenari del contagio possono cambiare molto velocemente. Dobbiamo essere prudenti. Abbiamo fatto i tamponi in piazza sabato nei Covid Point a Verona, Vicenza e Treviso, sono stati trovati positivi (eccetto Verona)». Varianti. «L'incidenza delle varianti del Covd-19 in Veneto è del 17,8%». Lo ha precisato il presidente della regione, Luca Zaia spiegando che «ci sono ormai 17 varianti censite; se prima questo aspetto faceva notizia, ora nella norma. Abbiamo sentore, rispetto all'andamento epidemiologico e le sequenziazioni che sono state fatte sui campioni di altri paesi, che quella inglese sia quella più presente e possa arrivare al 70/80%». «Se dovessi fare una sintesi di quello che è oggi il Veneto, posso dire che è circondato. Perché l'andamento epidemiologico nazionale non fa presagire bel tempo; è un andamento impegnativo». «Ci sono Regioni - ha osservato - che sono al lumicino con 20-30 positivi a settimana però ce ne sono alcune che passano i 700. Noi siamo circondati e preoccupati, dopodichè forse un minimo di assicurazione, ma questo è un dato empirico, è dato dal fatto che abbiamo fatto due mesi, novembre e dicembre, 'pesantì. E mi verrebbe da dire che noi abbiamo "già dato" a sufficienza».

«Sono 327.016 le persone che in un anno, dal 21 febbraio 2020, quando vi furono i primi due casi a Vo', sono rimaste infettate dal virus SarsCov-2 in Veneto». Lo ha ricordato oggi il presidente della Regione, Luca Zaia, spiegando che «questo è il risultato degli oltre 7 milioni di tamponi (tra molecolari e antigenici) effettuati da quella data».

Visite nelle case di riposo: «il Veneto sta silando un protocollo per far rientrare i parenti, chiaramente non come un tempo, seguendo misure chiare», ha spiegato l'assessore alla Salute Manuela Lanzarin.

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Incontro con il Governo

«Ieri sera abbiamo avuto la riunione con il Governo, con il nuovo ministro Gelmini e tutti i presidenti, l'argomento sono state le norme Covid. Ma abbiamo parlato anche di quello che dovrà essere il nuovo Dpcm del prossimo 5 marzo. La nostra posizione è questa: che vi sia un "tagliando" rispetto approccio e parametri, visto che abbiamo un anno di esperienza in merito all'emergenza Coronavirus - ha spiegato Luca Zaia -, ho chiesto che il Cts venga rivisto e rafforzato e che diventi autorevole al punto da avere uno "speaker", un portavoce, per evitare dichiarazioni e contro dichiarazioni e quella confusione che si è vista fino ad oggi. Credo sia doveroso rivedere i parametri, noi ci riferiamo all'Rt, ad esempio, ma lo valutiamo vecchio di 2 settimane. Il vero tema sono terapie intensive e ricoveri in area non critica. Misure restrittive fatte dalle Regioni: ho chiesto che vengano fatto in intesa con il ministro. Ci incontreremo più frequentemente con il Governo, ci siamo impegnati a costruire insieme questo Dpcm e spero che sia l'ultimo e che poi si esca dalla pandemia». Richiesta l'apertura dei ristoranti la sera? «Abbiamo parlato di questo, con la possibilità di dare i test fai da te per teatri, cinema, ristoranti..., in alcuni Paesi europei questo esiste già. Non so però quale sarà la soluzione adottata dal Governo e non siamo entrati nel vivo di questo argomento». Ristori. «Ne abbiamo parlato tutti, ci sono aziende che stanno soffrendo pesantemente e che per molti i ristori si sono risolti in quattro lire».

Vaccini

«Le vaccinazioni stanno dando i primi effetti sia sulle Rsa che sui focolai ospedalieri - ha affermato il governatore del Veneto -. Siamo tutti d'accordo che i vaccini sono la via d'uscita. Io spero che Draghi ci possa dare una mano per rimpinguare le scorte di vaccini. Tutta la squadra veneta, se avessimo vaccini a sufficienza, può fare 50mila vaccini al giorno. Ad oggi ne facciamo 20mila al giorno. Superata questa prima fase di difficoltà dovremmo avere più vaccini, speriamo arrivino velocemente. Di certo una Regione e un Paese Covid Free possono andare sul mercato con una forza maggiore».

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Stop all'acquisto o trattativa dei vaccini? C'è una comunicazione formale? «Non mi risulta - ha commentato Zaia -, ieri ne abbiamo parlato ma non approfondito. Ora le carte le hanno in mano le autorità e verificheranno». L'inchiesta dei Nas sui vaccini: «Con i numeri dei lotti abbiamo una tracciabilità dei vaccini, per adesso ancora non li abbiamo, ma ora la partita è gestita a livello nazionale. Flor non aveva firmato contratti né nulla, questo ci teniamo a precisarlo. Chiarire se questo mercato parallelo dei vaccini c'è o non c'è è fondamentale». Rendere libere le licenze dei vaccini? «Questa è una visione etica e molto romantica - ha commentato Zaia -. Tutti condividiamo questo concetto ma stiamo parlando di aziende private che hanno investito e producono, e non sono io a fare queste leggi, sono questioni che non competono le Regioni». La lettera del dottor Flor mostrata da Piazza Pulita. «L'ho vista pubblicata anche su qualche testata - ha spiegato Zaia -, ho chiesto al dottor Flor e mi ha detto che è la richiesta fatta e concordata con Arcuri per richiedere il numero dei lotti di vaccino ed è un taglia e cuci di una lettera vera. Io non ho avuto contatti con nessuno, bisogna parlare con il dottor Flor e questa è una corrispondenza del dottor Flor».


Vaccini in Veneto

Il dottor Michele Mongillo, direttore dell'unità organizzativa di Prevenzione e Sanità pubblica, approfondisce il tema vaccini in Veneto. I primi due mesi di campagna vaccinale come sono andati? Fase di fornitura, fase di somministrazione e risultati con chi ha completato il ciclo di vaccinazione, questi sono i tre momenti fondamentali. «Sono 287.645 i vaccini somministrati alle 12 di oggi (alle 10.30 erano 285.799). La fornitura: sabato mattina abbiamo avuto le previsioni di arrivo per tutto il mese di marzo, nella prima settimana Pfizer invierà 52mila dosi e poi 56mila 160 dosi per le settimane successive. Moderna, 66mila dosi in arrivo entro marzo. AstraZeneca, la somministrazione è iniziata questo fine settimana, al 20 febbraio sono arrivate 41mila dosi, 5mila in meno del previsto, a marzo dovrebbero arrivare 273.500».

Reazioni AstraZeneca
«Abbiamo qualche reazione locale, come la febbre, è vero, abbiamo qualche decina di segnalazioni di una reazione di questo tipo su 6mila somministrazioni, ma sono reazioni attese dopo un vaccino. Ed è un buon segno, significa che il vaccino ha innescato una difesa», ha spiegato Mongillo. «In Italia abbiamo un grande sistema di vigilanza in tempo reale per raccogliere tutte le segnalazioni di reazioni avverse, questo va tenuto di conto».

Il prospetto giornaliero delle somministrazioni giornaliere, «l'andamento è altalenante, è evidente l'interruzione di Pfizer a metà gennaio che ci ha costretti a somministrare solo le seconde dosi, poi la campagna è ripresa. Nella prima settimana di febbraio siamo andati un po' al rallentatore, tenevamo conto di una grande incertezza per marzo, fortunatamente adesso abbiamo i numeri della fortinura e possiamo progettare e andare più veloci. Sono 108.141 le persone che hanno completato il ciclo di vaccinazione. Da questa settimana inizia la vaccinazione dei soggetti fragili, la tabella ministeriale identifica le situazioni di estrema vulnerabilità: oncologici, malati di fibrosi cistica e trapiantati o in attesa di trapianto. Verranno vaccinati indipendentemente dall'età. L'indicazione è di estendere la vaccinazione anche ai conviventi del soggetto vaccinato».

Vaccini e varianti: funzionano?
«Pfizer e Moderna, gli studi rassicurano sulla loro efficacia. E anche su Astrazeneca mi sento di dare rassicurazioni, l'indicazione dell'uso sotto i 55 anni di età è in fase di revisione, è questione di giorni perché possa essere somministrato fino ai 65 anni».

 

 

Ultimo aggiornamento: 23 Febbraio, 15:28 © RIPRODUZIONE RISERVATA