Omicidio di Costantino Biscotto: processo al via, udienza lampo. Alla sbarra la compagna Rosangela

Sabato 22 Gennaio 2022 di Francesco Campi
Rosangela Dal Santo e Costantino Biscotto

POLESELLA - Un processo che potrebbe concludersi in tempi molto rapidi, quello a Rosangela Dal Santo, la 58enne accusata dell'omicidio volontario del compagno Costantino Biscotto, accoltellato al culmine di una lite la mattina del 26 gennaio, nella loro abitazione a Polesella. Ieri si è celebrata la prima udienza di fronte alla Corte d'Assise presieduta da Angelo Risi con Silvia Varotto giudice a latere, e c'è stato subito un colpo di scena: la difesa dell'imputata, affidata all'avvocato Gianni Morrone del Foro di Padova, ha prestato il proprio consenso all'acquisizione di tutti gli atti delle indagini, eseguite dai carabinieri e coordinate dal pm Francesco D'Abrosca. Questo significa che quanto è stato raccolto in fase preliminare entra direttamente all'interno del processo, senza la necessità di ascoltare i vari testimoni.

UDIENZA LAMPO

È quello che avviene nel caso dei riti abbreviati, che tuttavia sono preclusi nel caso di reati che prevedano pene fino all'ergastolo, quali appunto, l'omicidio volontario. L'udienza di ieri si dunque è conclusa molto rapidamente. E già nella prossima udienza, il 25 marzo prossimo, potrebbe chiudersi l'istruttoria ed aprirsi il dibattimento con l'arringa dell'accusa e la requisitoria della difesa e della parte civile. Nel processo si è infatti costituita la sorella della vittima, assistita gli avvocati Luca Azzano Cantarutti e Giuseppe Steri.

LA TRAGEDIA

L'omicidio di Biscotto era stato scoperto solo nella tarda serata del 26 gennaio, quando i carabinieri sono intervenuti dopo la segnalazione del tentativo di suicidio, con il gas di scarico della propria auto, all'interno del garage, da parte della donna. Una volta entrati nella loro abitazione, al civico183/A di via Mayer, si sono poi trovati davanti al corpo senza vita del compagno 55enne, che lavorava come rappresentante della Parmalat, steso sul pavimento a pancia in su, con le gambe leggermente divaricate, rivolte proprio verso la porta d'ingresso, con evidenti ferite da arma da taglio su tutto il tronco e due grossi coltelli da cucina, di quelli da arrosto, poco distante. Un aspetto sul quale in fase preliminari ci si è lungamente soffermati è stato quello relativo alla capacità d'intendere della donna, attualmente nel carcere femminile di Verona Montorio, che, dopo essere stata a lungo in ospedale, dove era stata trasportata la sera dell'omicidio per il principio di intossicazione provocato dal suo tentativo di suicidio con il gas di scarico era stata poi operata d'urgenza dopo la scoperta di ferite d'arma da taglio, risultate effetto di un altro gesto di natura autolesiva. Dopo un primo ricovero di tre giorni in prognosi riservata in Rianimazione era stata poi trasferita in Chirurgia e poi in Psichiatria.
 

Ultimo aggiornamento: 12:07 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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