Uccide il compagno, Rosangela migliora: presto l'interrogatorio per chiarire il giallo

Sabato 30 Gennaio 2021 di Francesco Campi
Rosangela Dal Santo

POLESELLA A breve potrebbero emergere i dettagli che mancano per completare il quadro della tragedia di Polesella. Sono infatti migliorate le condizioni di Rosangela Dal Santo, che martedì ha vibrato contro il compagno 55enne Costantino Biscotto svariate coltellate rivelatesi letali per l'uomo e che ha poi tentato il suicidio con il gas di scarico della propria auto. Anche lei, soccorsa grazie all'intervento di tre vicini, che insospettiti dal rumore della Peugeot col motore acceso nel box chiuso, e trasportata dal Suem al Pronto soccorso per un principio di intossicazione, si è poi scoperto, una volta arrivata in ospedale, aveva svariate ferite provocate da coltellate, una delle quali, all'addome, gravissima, che ha richiesto un'operazione d'urgenza nottetempo. Ieri hanno sciolto la prognosi e alla donna potranno quindi essere rivolte tutte le domande che, fino ad ora, sono rimaste in sospeso.


LITIGIO FURIBONDO

In particolare, quale sia stata la dinamica del litigio con il compagno, che si suppone essere deflagrato per motivi passionali: il loro rapporto, che andava avanti da una decina d'anni, sembrava attraversare un momento di profonda crisi, anche per la gelosia della donna, oltre che per alcuni atteggiamenti del 55enne. Le ferite che anche la donna ha riportato, infatti, possono essere state la conseguenza di un primo tentativo di suicidio, ma potrebbero essere anche state vibrate dal compagno stesso. Non una questione da poco, perché da questo discende l'ipotesi di reato che può eventualmente essere formulata nei confronti della 57enne, da omicidio ad eccesso di legittima difesa.


GLI INTERROGATIVI

Ma la donna dovrà chiarire anche cosa sia accaduto nel lungo lasso di tempo fra il litigio, culminato con l'accoltellamento mortale, che il medico legale ha collocato nella prima parte della mattinata, e il momento in cui è stata estratta dalla sua Peugeot 206, alle 20.30. Non solo, ma ancora i carabinieri, che hanno minuziosamente analizzato e repertato ogni dettaglio di quanto trovato nell'appartamento al secondo piano della multifamiliare di via Mayer 183/A, non hanno rinvenuto nessuno dei due telefoni, né quello di Biscotto, né quello della Dal Santo. Anche dall'analisi dei due cellulari potrebbero emergere altre informazioni utili a livello investigativo. Per il momento, infatti, tutto è stato congelato e anche nei confronti della 57enne non è stata emessa alcuna misura cautelare, non sussistendone gli elementi: né il pericolo di fuga, né quello di reiterazione del reato, né quello di inquinamento delle prove. Ieri era ancora troppo presto per sottoporre la donna, ancora debilitata, alla inevitabile tensione dell'interrogatorio, ma già nelle prossime ore il sostituto procuratore Francesco D'Abrosca potrebbe decidere di procedere.


LE INDAGINI

Il tutto mentre si attendono anche le risposte dal laboratorio del Ris di Parma, al quale sono stati inviati alcuni dei reperti raccolti nell'abitazione, come i due grossi coltelli da arrosto, con una lama di una trentina di centimetri, trovati a terra accanto al cadavere di Biscotto, che, quando i carabinieri hanno aperto la porta dell'appartamento per controllare che la 57enne appena salvata dal suicidio non avesse lasciato il gas aperto, si sono trovati davanti, riverso a terra, supino, con le gambe aperte, rivolte verso il portoncino d'ingresso. Senza che a terra vi fosse molto sangue. Perché, secondo le ipotesi, una delle coltellate vibrate dalla donna avrebbe provocato un'emorragia interna. Ma anche questi aspetti medici troveranno risposta con l'autopsia che verrà eseguita lunedì dal medico legale ferrarese Lorenzo Martinelli.

 

 

Ultimo aggiornamento: 16:41 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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