Zaia in diretta oggi: Nuova ordinanza domani. «Superato il numero massimo dei ricoverati avuti nella prima fase del Covid». Sci: linee guida pronte. Ristori, partita aperta

Lunedì 23 Novembre 2020 di Beatrice Mani
Luca Zaia in diretta oggi: Coronavirus in Veneto, tutti gli aggiornamenti e le misure della Regione
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Luca Zaia in diretta oggi, lunedì 23 novembre 2020, con gli aggiornamenti sulla pandemia da Coronavirus in Veneto. La nuova ordinanza regionale slitta a domani, martedì 24 novembre. I cittadini si chiedono se, visto l'andamento del contagio da Covid, ci saranno restrizioni ulteriori o qualche apertura (QUI LE ANTICIPAZIONI). Il governatore ha precisato che le misure cercheranno «di fare degli aggiustamenti rispettosi di chi lavora ma anche della salute pubblica», e aggiungendo: «Da zona gialla qualche preoccupazione ce l'abbiamo».

Il Veneto per adesso resta in fascia gialla, o gialla plus, come l'ha definita il governatore, fatto che, se da una parte prevede misure meno restrittive, dall'altra confina la regione al di là della linea che consente di accedere ai ristori, aiuti che Zaia, alla luce delle norme introdotte con l'ordinanza appena scaduta, si aspettava dal Governo. E il presidente del Veneto ha ribadito oggi lo scontento per questa decisione: «Dobbiamo passare di zona per avere i ristori?», si è chiesto, affermando di aver chiesto alla Conferenza delle Regioni di domandare a Roma «il riconoscimento dei ristori per coloro che hanno adottato misure restrittive autonome come previsto dal Decreto».

Intanto le Regioni guardano avanti e pensano alla stagione sciistica invernale, pun non sapendo se e quando gli impianti potranno riaprire: «Abbiamo voluto comunque approvare le linee guida per l'apertura delle piste di sci», ha annunciato Zaia, parlando del confronto avuto stamane con i Governatori su questo tema. «Non vuol dire che abbiamo segnato un gol - spiega - diciamo che in via preventiva troviamo assurdo non "preparare a magazzino" le linee guida, perché semmai decidessero di aprire noi comunque le abbiamo fatte».

Il punto sulla pandemia, con il bollettino e un focus sulla mortalità è stato uno dei punti salienti della conferenza di oggi: «È stato abbondantemente superato in questi giorni il numero massimo di ricoverati in area non critica che avevamo a marzo-aprile». Lo ha riferito ancora il presidente dopo aver divulgato i dati.

 

 

Zaia in diretta oggi

 

 

Il bollettino

Tamponi molecolari fatti ad oggi oltre 2 milioni e 600mila, 125.222 sono i positivi da inizio pandemia (+2540 nelle 24 ore), in isolamento ci sono 37.920 persone, 2.395 sono le persone ricoverate in area non critica (+67), 306 quelle in terapia intensiva (+9). 3.258 i decessi (+37, sempre nelle 24 ore). IL BOLLETTINO INTEGRALE DI OGGI ORE 8 - LEGGI

 

Superati i ricoveri di marzo

«Dire che è finita la battaglia vuol dire non capire la situazione - ha ammonito il presidente Zaia -, i ricoverati ci sono, abbiamo già superato il massimo dei ricoverati che avevamo nella prima fase. Lo dico perché, da zona gialla, temiamo che ci siano conseguenze, ricordo a tutti i cittadini che ci stiamo avvicinando ai ricoveri massimi delle terapie intensive, anche se in questa fase il virus ci ha in qualche modo "graziati" proprio sulle terapie intensive».

La diffusione del contagio in questa fase si è implementata, e il motivo è uno solo: «gli assembramenti». «Abbiamo segnalazioni di clienti ai bar con mascherina abbassata a chiacchierare con gli amici. Ho visto assembramenti davanti ai bar fino alle 18 in punto, perché dobbiamo farlo? Ricordo che ci sono anche tanti giovani ricoverati, teniamolo presente. La prima ondata è stata gestita con il lockdown per due mesi abbondanti dove c'è stata minima relazione sociale, oggi viviamo una fase di convivenza ed è inevitabile che il contagio si diffonda», ha spiegato Zaia.

 

Terza ondata

Dobbiamo aspettarci una terza ondata di Coronavirus? «Probabile che ci sia, ma nessuno ha la sfera di cristallo. Io credo che noi avremo una serie di montagne russe - ha detto Zaia -dove il virus è presente, momenti in cui scema, poi torna su, non sono convinto che la curva vada solo ad esaurirsi. Il tema climatico della stagionalità pesa, non facciamo finta di non averlo capito, siamo nell'ambito dell'infezione influenzale, e fattori come temperature e ultravioletti pesano. Dobbiamo andare avanti e vaccinare».

 

Il caso Crisanti

E proprio sulla questione vaccini e le posizioni degli scienziati, fra le quali spicca quella piuttosto scettica di Andrea Crisanti, il presidente del Veneto ha voluto precisare: «Io non stronco e non rispondo a Crisanti quando dico che farei il vaccino. Mi spiace che una risposta mia venga venduta come la risposta al professore, io ho sempre detto che mi sarei vaccinato». 

 

Mortalità Covid

Il governatore Zaia ha anche riferito alcuni dati in merito alla mortalità da Covid: «Dal 21 febbraio al 17 novembre: decessi in area critica 434 (il 14,2% dei morti totali ad oggi), in area non critica i decessi sono stati 1719 (56%). Un morto su due è morto in ospedale in area non critica. Il 22%, quasi 23%, (698 persone) di decessi sono stati nelle Rsa».

 

Nuova ordinanza domani

«Domani presenterò la nuova ordinanza, anche se la vecchia è già scaduta - così Zaia ha annunciato lo slittamento del provvedimento, che era atteso per oggi -. Domani cercheremo di mettere in fila tutti i provvedimenti per risolvere alcuni temi, cercando di interpretare meglio e rispettare chi lavora e la salute pubblica. Si prevedono ulteriori restrizioni? Stiamo pensando a misure compatibili con la vita, con il lavoro, ma che scoraggino al massimo possibile gli assembramenti». 

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Tamponi sulla popolazione?

Seguire l'esempio di Bolzano e testare tutti i cittadini? Non è un'ipotesi da scartare per il Veneto. «Ci stiamo ragionando, potrebbe riguardare alcune zone, ma rispetto all'Alto Adige, dove questo viene fatto, noi abbiamo numeri più grossi, molti più abitanti da testare. Nella valle dell'Agno, per esempio, abbiamo visto che esiste una diffusione del virus molto particolare e abbiamo valutato l'ipotesi di fare tamponamenti, così come Auronzo. Si tratta di cluster che si creano e poi sfumano, ma è fondamentale studiarli».

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Linee guida per lo sci

«Con i presidenti delle Regioni, oggi in videoconferenza, abbiamo deciso di approvare le linee guida delle piste da sci». Lo ha detto il presidente del Veneto, Luca Zaia in diretta oggi. «Stamani molte videoconferenze, una in particolare con i presidenti di Regione, nella quale si è parlato delle linee guida per le piste da sci: sono state infatti approvate le linee guida per l'apertura delle piste, se decidessero a Roma di riaprire, noi saremmo pronti. Teniamo conto della salute pubblica ma anche dell'economia montana».

Una riflessione poi sulle "diseguaglianze" a livello europeo sui provvedimenti, differenze che potrebbero costare caro al Veneto: «Ma il coordinamento sulle piste da sci dovrebbe essere europeo, perché siamo nello stesso bacino epidemiologico, non possiamo restare chiusi noi e magari si vede sciare sulle piste in Francia. Una stagione senza sci con gli altri che sciano è un suicidio per la nostra economia».

Natale in pista o no?
«Non voglio far partire il dibattito sullo sci a Natale per rispetto dei medici e di tutti i pazienti e gli operatori che il Natale lo faranno in ospedale. Il Natale sulle piste da sci è qualcosa di lontano dalla realtà di oggi, ma in 30 giorni può accadere di tutto, si può appiattire o impennare la curva, ovvio che io tifo perché si possa lavorare, ma non voglio che il dibattito parta adesso. Accompagnamo in maniera prudente, approvando le linee guida, una riapertura se ci sarà, compatibilmente con il contesto epidemiologico». Ma la preoccupazione per quel settore che punta tutto sulla stagione invernale è tanta: «Se se ne andrà il ponte natalizio con l'Epifania ho l'impressione che l'economia montana ne uscirà in ginocchio. Noi vogliamo confrontarci su questo problema con il Governo, tenendo in primo piano sempre la salute».

Sci, cosa cambia?
In sostanza, queste linee guida approvate, quali temi toccano? «Prevedono misure che contrastano gli assembramenti, ma non chiusure di attività commerciali, prevedono invece il contingentamento degli ingressi e la regolamentazione delle code per gli impianti».

 

Ristori al Veneto

Il nodo dei ristori è ancora da sciogliere e il governatore del Veneto Zaia non sembra aver alcuna intenzione di lasciar cadere l'argomento: «Ho chiesto che ci sia il riconoscimento dei ristori per coloro che hanno adottato misure restrittive autonome come previsto dal Decreto presentato dal presidente del Consiglio. Lo disse, Conte, che il Governo avrebbe provveduto con i ristori per chi avesse adottato misure più restrittive. Io mi sono assunto una responsabilità, ho firmato un'ordinanza, ma siamo fra gentiluomini e non vorrei dover andare a ripescare i video (del Governo ndr.) dove si parla di questo».

«Ambulanti, a mio avviso dovrebbe essere riconosciuto il ristoro, se il principio nazionale è che il sacrificio si chiede a pochi per il bene di tutti, allora logicamente dovrebbe esserci un ristoro. Non abbiamo fatto un lockdown nazionale, ma solo pochi si sacrificano per il bene della comunità».

 

 

Ultimo aggiornamento: 24 Novembre, 12:07 © RIPRODUZIONE RISERVATA