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Lido di Venezia, l'hotel Excelsior diventa inglese: venduto per oltre 104 milioni di euro

Sabato 30 Luglio 2022 di Angela Pederiva
Lido di Venezia, l'hotel Excelsior diventa inglese: venduto per oltre 104 milioni di euro

VENEZIA - Illustri ospiti come Edoardo VIII e Winston Churchill ci avevano visto giusto: un giorno l'Excelsior avrebbe parlato inglese. Quel momento è arrivato ieri, quando è stata ufficializzata la firma dell'accordo di cui si vociferava da almeno sei anni. Dopo averne già assunto la gestione, l'operatore britannico London & Regional Hotels (L+R) ha rilevato da Coima Sgr per conto del fondo Lido di Venezia II (LdV II) anche la proprietà dello storico albergo affacciato sul Lungomare Marconi, attraverso una complessa operazione finanziaria che comprenderà pure il rilancio dell'iconico des Bains.


LA COMPRAVENDITA
Ad annunciarlo è stata Coima, società che gestisce 30 fondi immobiliari con oltre 9 miliardi di impieghi stabilizzati per conto di investitori istituzionali. La compravendita include anche alcuni cespiti accessori, tra cui le concessioni ventennali delle spiagge, per un importo «che eccede il valore di perizia dei beni ceduti», stimato ancora nel 2017 in 104 milioni di euro. Ma l'esborso finanziario da parte dell'acquirente d'Oltremanica non vale solo per l'acquisto in sé, bensì pure (e soprattutto) per il risanamento dei conti di LdV II lasciati in eredità dalla precedente conduzione di Est Capital Sgr, di cui il ministero dell'Economia aveva ordinato l'amministrazione straordinaria nel 2014. «Coima Sgr viene puntualizzato ha dovuto fronteggiare un lascito di indebitamento finanziario che ad oggi ammonta a circa 137 milioni di euro, di cui 92 milioni relativi all'Hotel Excelsior e beni ancillari e 45 milioni al compendio dell'Hotel des Bains».


LA RISTRUTTURAZIONE
Su richiesta dei quotisti e delle banche, fin dal 2015 Coima ha svolto una serie di attività di ripristino, messa in sicurezza e ristrutturazione del moresco Hotel Excelsior, dell'attiguo Palazzo Marconi e delle spiagge antistanti, tanto che il complesso è rimasto operativo anche durante la pandemia, rimanendo ad esempio un punto di riferimento per i vip durante la Mostra del Cinema. Ora la cessione a L+R «è stata effettuata viene ribadito per un corrispettivo superiore all'indebitamento finanziario in essere relativo agli asset ceduti, generando quindi il rimborso integrale delle linee di finanziamento inizialmente concesse da Intesa San Paolo e Unicredit, ad oggi pari a circa 92 milioni di euro, e riducendo l'esposizione complessiva del ceto bancario di oltre il 67%». Fondamentale si è rivelata la solidità del gruppo alberghiero londinese, che nel proprio portafoglio conta 23.300 camere fra Regno Unito, Europa Continentale, Stati Uniti e Caraibi, da Londra a Montecarlo, da Los Angeles alle Barbados. Il perfezionamento della vendita dell'Excelsior, infatti, pone le basi per il progetto di riqualificazione del des Bains.


I TIMORI
Dovrebbero così essere fugati i timori che da tempo serpeggiavano a Venezia, tanto da culminare lo scorso anno in un'interrogazione del deputato dem Nicola Pellicani al ministro Dario Franceschini, in cui veniva lamentato che «di quello che una volta era il Grand Hotel, simbolo di ospitalità colta, ricercata e cosmopolita rimane solo il ricordo». A quella preoccupazione i Beni Culturali avevano risposto affermando di non essere «a diretta conoscenza del piano industriale e dei relativi aspetti finanziari» di Coima e L+R. La lunga nota diffusa ieri evidenzia invece che la società di gestione patrimoniale «si propone di fornire una risposta concreta per gli stakeholder del territorio e per gli investitori del fondo Lido di Venezia II», i quali fra l'altro manterranno una partecipazione nella rigenerazione del des Bains «senza essere chiamati a investire ulteriori risorse finanziarie».


LA DESTINAZIONE
L'intesa va dunque vista in un'ottica di ampio spettro. Magari ripartendo dal masterplan, elaborato un lustro fa da Coima insieme a Cdp (Cassa depositi e prestiti), che prendeva in considerazione pure l'aeroporto Nicelli e il golf club agli Alberoni. Secondo la Sgr, «il Lido di Venezia può rappresentare una straordinaria operazione nazionale di rilancio del turismo mettendo a sistema le caratteristiche storiche, culturali e ambientali che lo qualificano e che potrebbero contribuire a farlo tornare una destinazione mondiale».
 

Ultimo aggiornamento: 31 Luglio, 09:55 © RIPRODUZIONE RISERVATA
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