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Venezia. Ritorno in massa dei borseggiatori in centro storico, tra minacce e impunità. Bande di romeni scatenate

Il grido d'allarme dei cittadini non distratti: criminali senza freni. «Siamo andati dai carabinieri per fare denuncia ma l’hanno presa come segnalazione perché non ci sarebbero reati rilevanti»

Mercoledì 10 Agosto 2022 di Michele Fullin
La manifestazione anti borseggiatori dei "cittadini non distratti"
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VENEZIA - Il turismo di massa c’è, i borseggiatori anche. Quello che manca davvero è un controllo capillare sulle diverse bande che da mesi son tornate ad infestare Venezia e, con i loro misfatti, a lasciare un pessimo ricordo della città e della visita. La polizia locale ha tutti i giorni una squadra dedicata antiborseggio, formata da agenti esperti e in grado di riconoscere all’istante un movimento sospetto. E, in caso di necessità, anche di bloccare e neutralizzare i malviventi.

Tra luglio e questa decade di agosto ne sono stati fermati una decina in flagranza di reato tra uomini e donne, ma poi questi tornano liberi e il giro ricomincia. Ed è evidente che una lotta al fenomeno non si può fare se non con la partecipazione di tutte le forze dell’ordine, con tre pattuglie in borghese. I numeri per tenerle in piedi con costanza pare non ci siano e quindi si va avanti così, con malviventi che vengono denunciati, arrestati, continuano ad accumulare condanne, ma che fino al raggiungimento del cumulo necessario ad entrare in carcere (tre anni) continuano a far strage di portafogli e a far piangere i malcapitati che vengono derubati.

 

Borseggiatori a Venezia: bande di maschi e rom incinte


Una nuova escalation del fenomeno è data dal ritorno delle bande maschili, per lo più formate da romeni, molto determinate e formate da persone che non esitano a minacciare e menar le mani, se necessario. Da quando sono arrivati questi personaggi, le bande di ragazze rom incinte (di provenienza per lo più bosniaca e croata) si sono fatte da parte o rimangono nelle zone non battute dagli uomini. Sanno infatti, che potrebbero passare anche loro un brutto quarto d’ora. Adesso questi ladri sono passati alla fase due: quella di minacciare apertamente chi disturba il loro “lavoro” criminale, vale a dire le persone che avvertono le potenziali vittime del pericolo.

Uno dei ladri è arrivato verso di me minacciandomi e dicendomi “Fatti i c... tuoi”


Minacce ai cittadini: non solo insulti e sputi


I “Cittadini non distratti” sono persone normali, che però trascorrono alcune ore della loro giornata a segnalare le bande e a sventare borseggi. Un tempo provvedevano anche a fermare i responsabili presi in flagranza, ma questo tipo di attività è diventata anch’essa pericolosa. Che le ragazzine incinte insultassero e sputassero a coloro che le disturbavano è risaputo e anche lì ci sono stati degli episodi di aggressione. Ma la scala è cambiata da quando sono entrati in “servizio” le bande maschili.

«Sappiamo dove abiti»


«Giovedì scorso - racconta uno di loro - verso le 13 avevo notato che tre borseggiatori noti si erano piazzati davanti alla calle stretta che da campiello dei Meloni porta a Sant’Aponal per aspettare gruppi di turisti da alleggerire. Quando hanno cercato di derubare un anziano ho gridato “Attenzione! Attenzione!” e la vittima si è girata facendo saltare il furto. Uno dei ladri è arrivato verso di me minacciandomi e dicendomi “Fatti i c... tuoi”. Ma non è finita - prosegue - perché lunedì ero per strada, sempre in quella zona con mia moglie e un’amica di lei e i tre mi hanno riconosciuto. Uno si è avvicinato, mi ha mostrato dal suo telefonino alcune mie foto dicendomi “Sappiamo dove abiti”. Poi mi ha sputato in faccia».


Denuncia? Macché, segnalazione 


«Siamo andati dai carabinieri per fare denuncia e abbiamo raccontato la vicenda - conclude - ma l’hanno presa come segnalazione e non come denuncia perché non ci sarebbero reati rilevanti. A questo punto, tanto vale non intervenire, perché è inutile ricevere insulti e minacce da persone che sono sempre libere. O le autorità si muovono, a cominciare da Procura, Prefettura e Questura, oppure noi molliamo. Essere altruisti va bene,a essere anche minacciati è davvero troppo».

Ultimo aggiornamento: 12:35 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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