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Foto e post sorridente sotto l'epigrafe della vittima della tragedia di Jesolo. Spedizione punitiva: autore pestato

Sabato 20 Luglio 2019 di Davide De Bortoli
Foto e post sorridente sotto l'epigrafe della vittima della tragedia di Jesolo. Spedizione punitiva: autore pestato
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MUSILE DI PIAVE (Ve) - Una foto oltraggio alla memoria di uno dei ragazzi morti nell’incidente di Jesolo, la rabbia feroce sui social che monta fino al pestaggio dell’autore di quel post. Non si è ancora spenta la commozione per i funerali allo stadio per i 4 ventenni vittime del tragico incidente, che la tensione esplode a Musile. Ieri il pestaggio di un uomo, padre di famiglia, preso a pugni alla testa da sconosciuti per un post su Facebook che lo ritraeva in un atteggiamento beffardo davanti all’epigrafe di Giovanni Mattiuzzo, una delle vittime.



Ieri mattina, anche la sorella di Giovanni si era accorta dell’oltraggio alla memoria del fratello e aveva postato una  replica sdegnata: «Dopo aver seppellito mio fratello vengo a conoscenza di un post di cattivo gusto...a me non frega un c... se avevate bevuto o fumato perché delle persone che si permettono di agire in questo modo davanti a una tragedia del genere devono  avere solo dei problemi mentali gravi. Chiudetevi in casa e vergognatevi del vostro gesto schifoso, spero di aver la possibilità di agire legalmente!». Il post ha scatenato una tempesta di insulti e minacce nel web, culminate con una spedizione punitiva nei confronti del giovane, un 33enne, preso a pugni da uno dei tre aggressori. 

INSULTI A ALIN
Non solo, ma chi abita nel quartiere dove vive Marius Alin Marinica, il romeno arrestato con l’accusa di aver causato la strage, riferisce di aver sentito invettive gridate da qualcuno rivolte al 27enne romeno, dopo che lo stesso era stato oggetto di attacchi di ogni genere in rete nei giorni scorsi. Una situazione talmente esplosiva da richiedere ripetuti passaggi di una pattuglia dei carabinieri durante la giornata. Ma le stesse vittime sul web erano state fatte oggetto di illazioni, tanto da provocare la reazione risentita di Milena Smaniotto, madre di Leonardo Girardi, che aveva trovato la forza di zittire coloro che avevano bollato la tragedia come “strage del sabato sera”. In alcuni commenti online, infatti, veniva adombrando che le quattro giovani vittime potessero essere alterati. «Mio figlio e i suoi amici non erano né drogati né ubriachi – aveva risposto indignata la madre - Erano ragazzi che avevano un’educazione d’altri tempi». Il vicepresidente della Regione Gianluca Forcolin, infatti, assieme ai commercianti del quartiere dove abita Marinica sollecitano tutti a ritrovare la calma. «Invito tutti ad abbassare i toni – esorta Forcolin - sia in rete sia nella vita reale». Per il vicegovernatore «è comprensibile lo sfogo dei cittadini che hanno protestato sotto casa del romeno ma non si deve andare oltre, nessuno pensi di farsi giustizia da solo. Capisco quanto possa montare la rabbia in certi momenti ma non siamo nel Far West. Lasciamo che la giustizia faccia il suo corso, a maggior ragione spero che i giudici facciano presto. Soprattutto evitiamo aggressioni, forzature anche in rete, che possano portare a conseguenze peggiori anche per i loro autori. Plachiamo tutta questa rabbia che non serve ai parenti né alla comunità musilense». Un invito ad affrontare la situazione con maggiore serenità arriva anche da parte dei commercianti. «Giovedì abbiamo tenuto tutti chiuso in segno di lutto – spiegano alcuni esercenti – certo il dispiacere è immenso per quei ragazzi. Marinica lo conosciamo, non aveva mai creato problemi. Ma il clima di tensione fino a giovedì scorso ha tenuto distanti i clienti anche le nostre attività. Nel parcheggio c’erano pochissime auto, tutti si sono rimasti alla larga sapendo che lui abita in questa zona». «Non è facile lavorare con questo clima – aggiungono altri commercianti – per una drammatica coincidenza le vittime e l’indagato per l’incidente vivano nello stesso piccolo paese». 

Ultimo aggiornamento: 21 Luglio, 15:16 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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