Szumski e i portuali anti Green pass: «Puzzer nel mio studio, visita gradita»

Sabato 20 Novembre 2021
Riccardo Szumski
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SANTA LUCIA DI PIAVE - Si stringe l'alleanza tra Riccardo Szumski e il fronte dei portuali di Trieste contro il Green Pass. Ieri Stefano Puzzer e alcuni portuali, anime della protesta, hanno fatto visita al dottore di famiglia appena radiato dall'Ordine dei medici di Treviso nel suo ambulatorio di Santa Lucia. A rivelarlo è lo stesso Szumski, sempre via Facebook: «Gradita visita in studio di Puzzer e dei portuali di Trieste». In serata, poi, il medico-sindaco è stato ospite della trasmissione dal titolo sibillino Pandemia o pantomima? andata in onda su Canale Italia. E qui, dopo il post con il quale ha dato del traditore a Mattarella, ha bollato le mascherine come museruole e ha pure applaudito chi ha definito il ministro della Salute, Roberto Speranza, come il primo assassino. Ormai è difficile immaginare limiti per Szumski, radiato all'Ordine per le sue posizioni nei confronti dei vaccini contro il Covid, che però può ancora esercitare perché il provvedimento è sospeso, in attesa del ricorso. «L'Ordine mi ha anche mosso l'accusa di aver parlato in pubblico senza museruola ha spiegato riferendosi alla mascherina la radiazione era annunciata già alla prima vista dei capi d'accusa. Ora attendo di leggere le motivazioni. Poi farò ricorso».


L'ATTESA

Sottolinea che non ha ancora ricevuto le motivazioni. E non nasconde di temere che l'Ordine dei medici di Treviso stia temporeggiando volutamente per avvicinare la scadenza dei 30 giorni entro i quali il dottore può presentare ricorso alla commissione centrale del ministero per gli esercenti le professioni sanitarie (Cceps). La radiazione sarà esecutiva solo se quest'ultima la confermerà. Quel che è certo è che lui, a ormai 6 mesi dalla pensione, tira dritto. Nel corso della trasmissione di ieri sera, Leonardo Facco, editore riferimento delle galassie No-Vax e Free-Vax, ha definito Speranza come il primo assassino. Per poi aggiungere che siamo dentro a un regime nazi-comunista. E Szumski non si è negato gli applausi. Poi il riferimento al nodo delle cure domiciliari.


IL NODO DELLE CURE

«Sono stato radiato perché ho curato a casa ha spiegato nel momento in cui c'è un'emergenza, però, non si guardano i protocolli: si prova di tutto». Un atteggiamento, si prova di tutto, che agli specialisti non torna. «L'Ordine mi ha chiesto dove sono gli studi che validano il metodo che seguo ha aggiunto ho chiesto loro dove sono invece quelli che validano la Tachipirina e la vigila attesa. Non ho ricevuto risposte». E le posizioni critiche sui vaccini anti-Covid? Qui ha tirato in ballo anche Roberto Burioni. «Aveva detto che AstraZeneca era perfetto. Adesso non se ne parla più ha sottolineato Szumski, che pure all'inizio della campagna guardava con favore più ai vaccini a vettore virale, proprio come AstraZeneca, che non a Pfizer e Moderna, vaccini a mRna io sono per la libertà. Alcuni miei pazienti si sono vaccinati contro il Covid. Adesso, però, i più anziani dicono che non vogliono fare la terza dose. Pensavano di essere a posto. Invece non è così. Ci raccontano bugie, mi dicono». Non è chiaro se Szumski spieghi loro che non si tratta di bugie. Questo non l'ha specificato. In trasmissione, infine, c'era anche Carmen Amadio, 58enne dipendente dell'Usl della Marca, tra i referenti del comitato Szumski, sospesa dallo scorso luglio sulla base di un video nel quale sosteneva posizioni No-Vax, attaccando pesantemente l'azienda sanitaria. «Sembrava tutto a posto. Invece adesso ci stanno dicendo che bisogna vaccinarsi ogni due, tre, quattro mesi conclude Amadio tante cose ci sono state tenute nascoste. Hanno distrutto quello che avevano costruito i nostri padri e ci stanno portando via il futuro dei nostri figli. È un nuovo nazismo. Ma riusciremo a sconfiggerlo assieme». (m.f.)
 

Ultimo aggiornamento: 21 Novembre, 10:19 © RIPRODUZIONE RISERVATA