Omicidio di Anica Panfile, ancora sequestri a casa dell'ex primula rossa Franco Battaggia

Sabato 17 Giugno 2023 di Giuliano Pavan
Omicidio di Anica Panfile, ancora sequestri a casa dell'ex primula rossa Franco Battaggia

TREVISO - Due buste di effetti personali. È quanto prelevato ieri dai carabinieri del nucleo investigativo di Treviso, guidati dal comandante Giovanni Mura, dalla casa di Franco Battaggia, ex primula rossa del Nordest e unico indagato per l’omicidio di Anica Panfile, la 31enne romena ritrovata cadavere il 21 maggio scorso in un’ansa del Piave a Spresiano


IL SOPRALLUOGO
Dopo il sopralluogo nella villetta di via Europa dei Ris di Parma, che mercoledì per sei ore hanno setacciato l’abitazione e il garage alla ricerca di tracce biologiche (soprattutto sangue e dna) della vittima, e che giovedì hanno ispezionato anche le due auto del 76enne poste sotto sequestro (una Mercedes station wagon rossa e un pick-up bianco, che si sospetta possa essere stato utilizzato per trasportare il corpo di Anica prima di essere abbandonato nel Piave), ieri mattina il lavoro è stato portato avanti dalla scientifica dei militari trevigiani. Alla presenza dei due legali di Battaggia, gli avvocati Maria Palomba e Loretta Cassano, i carabinieri sono usciti dall’abitazione con due buste di carta contenenti oggetti ed effetti personali del 76enne. Tutto il materiale verrà sottoposto ad analisi specifiche. L’obiettivo è sempre lo stesso: provare che Anica sia stata uccisa all’interno di quella casa in un lasso di tempo compreso tra le 15.30 e le 16.15 di giovedì 18 maggio, il giorno in cui il compagno della donna, il 58enne Luigino De Biase, ne ha denunciato la scomparsa. Gli inquirenti sanno per certo che la donna si trovava in quella villetta, e che il suo cellulare (mai ritrovato) ha iniziato a risultare irraggiungibile mentre, secondo Battaggia, stava avvenendo la consegna di 5mila euro in contanti che la 31enne gli aveva chiesto in prestito. 


LA VERSIONE
Battaggia non ha mai nascosto di essere stato a casa sua con Anica, ma ha anche detto che alle 16.30 l’ha fatta salire in auto e lasciata di fronte all’Arcade Bike perché la donna aveva un appuntamento con qualcuno. Circostanze che, come sottolineato dal procuratore di Treviso, Marco Martani, non hanno alcun riscontro oggettivo: Anica non è mai stata ripresa da alcuna telecamera in centro ad Arcade. Di conseguenza Battaggia non ha raccontato la verità. E non è l’unico punto oscuro. Il 76enne ha raccontato di essersi trovato con la 31enne a Santa Bona perché doveva consegnarle il Cud: l’unica copia del documento è stata sequestrata alla pescheria “El Tiburon” di Spresiano, dove i due non sono mai stati assieme quel giorno.

E ancora: non ci sono evidenze nemmeno del presunto debito di 10mila euro che Anica, secondo Battaggia, avrebbe contratto con quell’uomo con cui si sarebbe dovuta incontrare il giorno della scomparsa

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