Cambio vita. Bancaria e diventa suora di clausura

Venerdì 9 Ottobre 2020 di Cristiana Sparvoli
La scenta di Caterina, a 37 anni lascia il posto da bancaria e diventa suora di clausura
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ORMELLE (TREVISO) - Dal lavoro in banca al monastero di clausura delle Sorelle Povere dell'Ordine di Santa Chiara (le Clarisse) a Bergamo, sospinta dall'esempio di Giovanni Paolo II. Caterina Elisa Lot, 37 anni di Ormelle, laureata a Gorizia in Scienze internazionali e diplomatiche, è oggi suor Anna Chiara di Gesù Eucarestia.

 

«Mollo il posto, l'azienda, la sicurezza e vado a vivere in campagna»
 

Da bancaria a suora

Dopo nove anni di percorso vocazionale, trascorsi nel convento di Boccaleone, nella Città Alta, domenica 11 ottobre pronuncerà la professione solenne dei consigli evangelici, nella cattedrale di Sant'Alessandro martire, celebrazione presieduta da monsignor Francesco Beschi, vescovo di Bergamo. Le comunità di Tempio e di Ormelle (Treviso) sono in festa per la consacrazione della nuova monaca, che ha scelto la vita contemplativa, nel segno di San Francesco e Santa Chiara, invece che intraprendere una carriera diplomatica o mantenere il posto in banca, in cui ha lavorato per sei mesi dopo la laurea conseguita a 26 anni. Caterina Elisa è la quinta dei sei figli di Giancarlo Ros (già dirigente dell'Azione Cattolica) e di Maria Rosa Ros. In famiglia si contano già due cugini sacerdoti. «Mia sorella si è diplomata al liceo linguistico europeo di Oderzo e si è laureata con il massimo dei voti», racconta Giovanni Lot, «le sue amiche erano stupefatte per l'intelligenza e la grande capacità di studio di Caterina Elisa. È sempre stata attiva nella nostra parrocchia, ma la sua vocazione è nata con la partecipazione alla Giornata Mondiale della Gioventù di Colonia, dove eravamo insieme. Io poi la invitai a partecipare ad un'esperienza in comunità e da lì ha costruito il suo percorso di ricerca di una vita dedicata al Signore». Un momento molto forte ha spinto la giovane trevigiana ad interrogarsi sul senso della propria vita. Lo racconta Suor Anna Chiara, nel video registrato in occasione della veglia vocazionale della diocesi di Bergamo: «Studiavo Scienze internazionali e diplomatiche e vivevo una normale vita universitaria. Un evento significativo è stata la morte di Giovanni Paolo II. Di fronte alla morte di quell'uomo grande, che aveva vissuto così intensamente tutta la sua vita, io sentivo che stavo sprecando la mia vita. Mi stavo lasciando vivere. Allo stesso tempo, sentivo che il Dio, che è padre come mi avevano insegnato, in realtà era distante da me. Eravamo due estranei. Ed è così che ho iniziato a cercare. La mia ricerca mi ha portato alla Giornata mondiale della gioventù di Colonia del 2005. In quella esperienza di chiesa, ho aperto finalmente il mio cuore all'incontro con questo Padre. Ho scoperto che ero amata gratuitamente e personalmente. Da allora in poi tutto è cambiato, anche se esternamente le cose sono rimaste le stesse, all'inizio. Però in me era nata quella gioa che non mi ha più abbandonato». 

 

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Come si diventa suora?

La giovane di Ormelle è arrivata alla vita consacrata dopo un lungo itinerario spirituale: la permanenza di due anni nella Comunità delle Beatitudini di Sovere (nel frattempo lavorava come impiegata in una azienda informatica); la partecipazione agli incontri vocazionali e formativi dalle Clarisse ad Assisi e poi in quelle di Lovere; l'approdo al monastero di Boccaleone, dove è entrata il 1° ottobre del 2011 come postulante; la professione temporanea quattro anni dopo, il 2 agosto del 2015; domenica 11 ottobre la professione solenne. Con suor Anna Chiara nel monastero di clausura vivono altre 19 monache, tra i 33 e gli 86 anni d'età. Pregano, coltivano l'orto, eseguono preziosi ricami e lavori su pergamena, contemplano e accolgono la solitudine con gioia. 

 

 

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Ultimo aggiornamento: 10:10 © RIPRODUZIONE RISERVATA