Addetto di Ecoambiente nelle case raccoglieva i rifiuti e rubava le grondaie di rame

Venerdì 27 Maggio 2022 di Francesco Campi
Un'abitazione spogliata delle grondaie

BADIA POLESINE - Un “doppio lavoro”, uno lecito come addetto alla raccolta dei rifiuti per l’azienda provinciale Ecoambiente ed uno, sempre di raccolta, ma per nulla legale, di asportazione delle grondaie di rame dalle abitazioni. È per questa sua seconda “attività” che martedì i carabinieri  di Badia Polesine, a conclusione di una serie di accertamenti ed indagini, hanno denunciato in stato di libertà alla Procura della Repubblica di Rovigo per il reato di furto aggravato un 32enne polesano. I militari badiesi sono riusciti ad acquisire elementi che - secondo quanto riferito - inchioderebbero l’uomo. Dalle loro indagini, infatti, sarebbe emerso che egli - come detto addetto all’attività di raccolta rifiuti - nelle mattinate del 20 aprile e del 26 aprile scorso avrebbe svitato dei pezzi di grondaia di rame da due abitazioni e le avrebbe poi portate via, causando così un danno complessivo ai proprietari delle dimore “spogliate” stimato in circa mille euro. 

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I vertici di Ecoambiente, al momento, preferiscono non rilasciare dichiarazioni in quanto si tratta di una vicenda ancora oggetto di indagini e sulla quale sono stati attivati gli iter del caso. 

I PRECEDENTI

I furti di rame, il cosiddetto “oro rosso”, sono una costante in tutto il Polesine, anche se con le misure per il contrasto alla pandemia avevano aver registrato una contrazione. Negli ultimi mesi, invece, i casi sono stati numerosi. Fra i più eclatanti, quello dello scorso 9 settembre, quando ad essere preso di mira fu il cimitero di San Pietro Polesine. Il rame rubato era stato poi trovato dai carabinieri in un “deposito” lungo l’argine del Po, a Castelmassa: fu denunciato un 50enne di origini marocchine residente a Sermide, che era stato arrestato il precedente 15 luglio, dopo essere stato beccato a rubare grondaie dalla casa di un 80enne a Castelmassa. A novembre, invece è stato razziato il cimitero di Ficarolo e sono stati arrestati altri tre predoni di “oro rosso”, trovati a spellare i cavi rubati in un’azienda di Ficarolo; l’indagine era partita da Adria, dal furto di un furgone Mercedes-Benz “Sprinter”.
 

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