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Sara e Jessica uccise sull'A28, la perizia: «La loro auto travolta a 180 km all'ora»

Giovedì 31 Marzo 2022 di Cristina Antonutti
L'incidente sull'autostrada A28
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È un bolide che viaggiava in prossimità dei 180 chilometri orari quello che la sera del 30 gennaio scorso ha travolto la Fiat Panda di Sara Rizzotto, 26enne di Conegliano che rientrava da una gita al mare assieme alla cugina Jessica Fragasso, 20 anni, di Mareno di Piave, e le figlie di due anni e mezzo e cinque mesi, le uniche sopravvissute all’incidente. Lo ha stabilito perizia affidata dalla Procura all’ingegner Pierluigi Zamuner, depositata nella giornata di ieri e ora a disposizione delle parti. Il sostituto procuratore Federico Facchin aveva chiesto al consulente di ricostruire la dinamica e di stabilire le cause del violento impatto tra il Land Rover Freelander condotto dall’imprenditore Dimitre Traykov, origini bulgare, residente a Pordenone (sottoposto alla misura degli arresti domiciliari con braccialetto elettronico per duplice omicidio stradale) e l’utilitaria delle due giovani della provincia di Treviso.

 


LA VELOCITÀ


Dai rilievi della Polizia stradale di Pordenone era emerso che Traykov viaggiava ad elevata velocità in un tratto in cui il limite è di 130. E che in seguito all’urto l’utilitaria è stata scaraventata a 125 metri dal punto di impatto, mentre il Suv si è fermato a 225 metri, ruote all’aria. Il consulente della Procura ha confermato l’alta velocità. Dai calcoli effettuati, infatti, il contachilometri del Land Rover Freelander toccava quasi i 180 all’ora quando ha investito la Panda, che invece procedeva in direzione Conegliano a una velocità di circa 90 chilometri orari. 


LA DINAMICA


La tragedia è riconducibile a un tamponamento. Traykov, nel tratto di A28 compreso tra Villotta e Azzano Decimo, ha travolto con la parte anteriore la Panda facendola ruotare su sè stessa e scaraventandola contro il guardrail alla sua destra. Il Suv si è ribaltato e ha proseguito la corsa slittando verso la Fiat 500 di Alain Fragazzo, il papà di Jessica che faceva strada all’auto con le ragazze e le bimbe. Dopo aver urtato anche la macchina dei genitori di Jessica, il Land Rover Freelander ha proseguito ancora la corsa fermandosi poi in mezzo alle due carreggiate.


L’IMPATTO


È stato violento e ha lasciato profondi segni sull’asfalto. La Panda si è accartocciata e la parte anteriore del Suv è gravemente danneggiata. In seguito all’impatto si sono deformati persino i seggiolini in cui erano state assicurate le due bambine, che per fortuna ha retto salvando a entrambe la vita. L’utilitaria viaggiava regolarmente nella corsia normale. Secondo il perito, l’incidente si è verificato perché Traykov non avrebbe rispettato la distanza di sicurezza e perché l’eventuale guida in stato di ebbrezza potrebbe averne ritardato i tempi di reazione, impedendogli di calcolare l’esatta distanza con l’auto che lo precedeva.


L’INDAGATO


Traykov è indagato per omicidio stradale pluriaggravato, comprese l’omissione di soccorso e la fuga. L’uomo, difeso dagli avvocati Gianni Massanzana e Loris Padalino, dopo l’incidente è tornato indietro a piedi verso Villotta, dove si trova la sede italiana della sua ditta di trasporti, la Traykov Trans Ltd, società di autotrasporti. È stato arrestato due ore dopo l’incidente dai poliziotti della Polstrada, che lo hanno rintracciato nella sua casa di Pordenone positivo all’alcoltest: un tasso alcolemico di 2,38 grammi/litro che ha giustificato con un bicchiere di vino bevuto al momento del suo rientro.

Ultimo aggiornamento: 07:17 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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