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Tragedia sulla A28, cugine morte. Ma le bambine di Sara Rizzotto sono finalmente tornate a casa

Martedì 22 Febbraio 2022
Sara Rizzotto e Jessica Fragasso

SAN FIOR (TREVISO) - Dopo tre settimane di ospedale sono finalmente tornate a casa, insieme al papà le due figliolette di Sara Rizzotto, la 26enne di Conegliano morta insieme alla cugina Jessica Fragasso, 20enne di Mareno, nel tragico incidente della A28. Le piccole hanno fatto ritorno nella casa di San Fior dove abita papà Devis Da Ros, che in questi 20 giorni non ha mai smesso di assistere le sue bimbe, di 2 anni e mezzo e 5 mesi. «Stanno meglio. Mi prenderò cura di loro» - garantisce il giovane papà, che le dovrà crescere senza Sara. Ma non sarà da solo: al suo fianco ci sono i nonni e la famiglia Fragasso. Le piccole sono rimaste ricoverate tre settimane tra gli ospedali di Udine prima e di Conegliano poi.


LA DEGENZA

La più grande è stata operata a entrambe le gambe e la riabilitazione sarà ancora lunga. La più piccola invece era rimasta a lungo sotto osservazione per il trauma cranico. E tra le mamme del reparto di neonatologia era scattata anche una gara di solidarietà per donarle il latte materno, visto che Sara la allattava al seno. La stessa solidarietà che in queste settimane ha spinto più di 400 persone ad aderire alla raccolta fondi organizzata dalle amiche di Jessica: l denaro raccolto (già più di 13mila euro) verrà devoluto alle bimbe di Sara.

APPELLO A MATTARELLA

Intanto il papà di Jessica, Alain Fragasso, che ieri è andato a trovare le piccole, continua a bussare alla porta delle istituzioni per chiedere giustizia. Indignato per la scarcerazione di Dimitre Traykov il pirata che la sera del 30 gennaio ha travolto l'auto delle due cugine. L'imprenditore bulgaro si trova ora ai domiciliari, con il braccialetto elettronico, nella sua casa di Pordenone. «Ho scritto già due volte al presidente Mattarella - dice Fragasso -. Ma anche al premier Draghi e alla ministra della Giustizia Cartabia. Confido che prima o poi qualcuno mi risponda. E se non lo faranno scriverò di nuovo. Non ho intenzione di arrendermi: voglio giustizia». Intanto il destino ha voluto che uno dei due grappoli di palloncini bianchi lanciati da San Vendemiano il giorno del funerale delle cugine atterrasse in viale Felissent, vicino all'università frequentata da Jessica. Dopo un volo di 30 chilometri. «E' un segno che lei è ancora qui con noi».

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