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Strage della Marmolada, quelle 12 vite spezzate dal crollo del ghiaccio Foto Il massiccio prima e dopo

Mercoledì 6 Luglio 2022 di Angela Pederiva
Le vittime: Filippo Bari, Paolo Dani, Tommaso Carollo, Liliana Bertoldi

CANAZEI (TRENTO) - Strage della Marmolada. Nell'aria di Canazei era rimasto sospeso il gemito disperato di mamma Cinzia: «Mio figlio, mio figlio...». Ebbene il suo ragazzo, il trentino Davide Carnielli, è ancora vivo: benché ferito in modo grave, il 30enne è stato individuato ieri come il ricoverato all'ospedale di Treviso e quindi può essere tolto dalla lista dei dispersi, che scendono a quota 5. Sono stati infatti rintracciati alcuni escursionisti che non avevano più dato notizie di sé, ma purtroppo è stata anche identificata nella trentina Liliana Bertoldi la quarta delle 7 vittime finora accertate.

Vittime: chi sono


Ancora provvisorio, ma aggiornato a ieri sera, il tragico bilancio va dunque così rivisto: 7 morti, 8 feriti (dei quali però uno è stato dimesso) e 5 dispersi. Per quanto riguarda le persone decedute, tanto che le loro salme sono state ricomposte nell'obitorio allestito allo stadio del ghiaccio, si tratta dei vicentini Filippo Bari di Malo, Paolo Dani di Valdagno e Tommaso Carollo di Thiene, nonché appunto della trentina Liliana Bertoldi di Levico, 54enne commerciante che lavorava come ambulante con un furgone per la vendita di polli allo spiedo. Dalle attività di conferma svolte dalle autorità consolari, emerge inoltre che a perdere la vita sono stati due cittadini cechi, come confermato dai documenti ritrovati. Ancora da accertare è invece l'identità della settima vittima.

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Dispersi: chi sono


Come detto i ricoverati calano da 8 a 7, mentre va fatta chiarezza sul piano dei soggetti reclamati, che l'altro ieri risultavano 13. Può essere fortunatamente depennato dall'elenco il giovane Carnielli, consigliere comunale a Fornace, riconosciuto dai genitori dopo l'incontro con il governatore Luca Zaia, che ha favorito lo scambio di informazioni tra la famiglia e l'Ulss 2 Marca Trevigiana. Nel frattempo sono ricomparse anche persone di cui era stata segnalata la scomparsa, con grande preoccupazione per la loro sorte. È il caso ad esempio di due alpinisti francesi, che sono stati sfiorati dalla frana di ghiaccio e hanno riferito la presenza di almeno 12 individui sulla via normale al momento del fatale distacco. Un numero che, considerando la lista dei decessi ufficiali e l'elenco dei soggetti ricercati, viene considerato realistico. Oltre ai due escursionisti transalpini, sono stati poi rintracciati pure un altro paio di appassionati di montagna, a loro volta stranieri e in buona salute. Con il passare delle ore, le autorità che coordinano gli interventi sulla Marmolada sono quindi riuscite a contattare altre tre persone, di cui non è stata data la nazionalità, inserite in un primo momento dell'elenco dei dispersi, ma risultate in realtà vive e vegete. Fra loro potrebbero esserci anche un vicentino e un bellunese, rispettivamente segnalati come Luca di Thiene e Valentino di Agordo, che sembrava potessero essere rimasti coinvolti, ma che in realtà sarebbero poi risultati in vita. A questo proposito è stata chiarita pure la situazione delle macchine rimaste parcheggiate all'imbocco dei sentieri che portano al ghiacciaio. I proprietari sono stati individuati e tutti facevano parte della lista in possesso delle forze dell'ordine, il che lascia supporre che il numero dei dispersi possa essere ritenuto definitivo: i coniugi padovano-vicentini Davide Miotti ed Erika Campagnaro, il trevigiano Gianmarco Gallina e la fidanzata vicentina Emanuela Piran, l'altro vicentino Niccolò Zavatta.

FOTO Il massiccio prima e dopo il crollo


CANI
Le ricerche però non si fermano: i sorvoli di droni ed elicotteri sono stati programmati almeno fino a domenica. Inoltre da domani, compatibilmente con le condizioni meteorologiche, scatteranno pure le attività con l'utilizzo dei cani molecolari sul fronte basso della slavina. L'ha comunicato Maurizio Dellantonio, presidente nazionale del Soccorso Alpino, al termine della riunione tecnica che si è tenuta nel pomeriggio: «ll caldo ha sciolto la parte acquosa della valanga, lasciando sulla superficie una parte sassosa che i droni non riescono a vedere. Una squadra di esperti della zona, dopo un monitoraggio, entrerà sulla neve per compiere le perlustrazioni, con vie di fuga assicurate». Mauro Gaddo, direttore dell'ufficio previsioni di Meteotrentino, ha definito «enormi» le dimensioni del seracco che tuttora pende sulla dorsale della montagna: «Noi ragionevolmente abbiamo calcolato che, se si stacca, i pochi soccorritori scelti che interverranno sul terreno avranno quasi un minuto per mettersi in sicurezza in qualche modo». Secondo quanto è trapelato finora, sul campo potranno intervenire al massimo quindici persone divise in due gruppi, uno per ciascun ramo della slavina, con una serie di vedette tutte attorno. La speranza è che il fiuto di esemplari come Maya, pastore belga in forze al reparto cinofili di Moena, possa servire a scovare quello che la Marmolada non ha ancora restituito.

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Ultimo aggiornamento: 17:01 © RIPRODUZIONE RISERVATA
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