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Strage sulla Marmolada, nuovo giorno di ricerche. Sette vittime e tre sono venete. I 13 dispersi scendono a 8, cercati con i droni. Avvistati indumenti. Massiccio chiuso ai turisti

Mancano ancora veneti all'appello, le ispezioni continuano. Il soccorso alpino: «Abbiamo trovato tanti reperti in questi ultimi due giorni, sono delle cose molto dolorose»

Martedì 5 Luglio 2022
Strage sulla Marmolada
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Strage sulla Marmolada. Sette vittime - di queste sono veneti 3 accertati - e poche speranze di ritrovare vivi gli 8 dispersi: è il bilancio del crollo sulle Dolomiti, avvenuto nel giorno finora più caldo del 2022. Oggi per i soccorritori è una nuova giornata di lavoro, mentre le famiglie dei dispersi sono a Canazie in attesa di ricevere notizie sui propri cari. Ieri il premier Mario Draghi è arrivato a Canazei e ha portato la vicinanza sua e del governo alle famiglie delle vittime. A complicare il recupero è anche il fatto che alcuni escursionisti sarebbero precipitati nei crepacci che si trovano lungo la via normale. «La situazione è tragica – commenta il governatore Luca Zaia (VIDEO)– perché vorremmo dare delle risposte a questi genitori, fratelli e figli che sono comprensibilmente disperati. Per questo stiamo ragionando con la Protezione civile nazionale di portare un radar, già usato per il disastro di Rigopiano, che verifica i minimi spostamenti della massa di ghiaccio e roccia».

Marmolada, ricerche e ultime notizie di oggi

Sono scesi a 8 i dispersi dopo il crollo del seracco sommitale in Marmolada. Ieri il numero era 13: tra i cinque individuati anche il ragazzo trentino di 30 anni di Fornace ricoverato in prognosi riservata a Treviso, ma che non sarebbe in pericolo di vita. Piano piano, infatti, stanno ricomparendo persone che erano state date per disperse, come ad esempio due alpinisti francesi che sono stati sfiorati dalla frana di ghiaccio e hanno raccontato che, in quel drammatico momento, sulla via normale c'erano almeno 12 persone. Un numero che, calcolando i decessi ufficiali con i nomi delle persone che sono state cercate dai parenti, viene considerato realistico. Gli inquirenti hanno ascoltato anche oggi, come nei giorni scorsi, diversi testimoni proprio per cercare di capire quante persone si trovassero sul ghiacciaio al momento del crollo del seracco. 

I veneti che mancano all'appello

Frai dispersi ci sono i veneti Davide Miotti ed Erika Campagnaro (marito e moglie originari di Cittadella e residenti a Tezze sul Brenta), il trevigiano Gianmarco Gallina di Montebelluna con la fidanzata vicentina Emanuela Piran di Bassano del Grappa, gli altri vicentini Niccolò Zavatta di Barbarano Mossano e Luca (ne è trapelato solo il cognome) di Thiene, a cui va aggiunta la segnalazione di un bellunese di nome Valentino residente ad Agordo. 

  • Trovati indumenti e resti di corpi

Alcuni indumenti, non si sa se riconducibili alle vittime del disastro della Marmolada o a reperti precedenti, sono stati individuati stamani nel corso delle ispezioni con droni in corso nella zona del disastro. Lo ha riferito ai giornalisti Fausto Zambelli, assistente di volo del nucleo elicotteri della Provincia di Trento. Zambelli ha riferito inoltre che «si vedrà ora se e come recuperare questi reperti, e se questo significhi che vi sono delle vittime o se appartengono a escursioni storiche precedenti». L'elicottero del Nucleo Elicotteri di Trento sarà impegnato tutta la giornata per portare in quota materiale e personale necessari alla ricerca. In particolare, spiegano i soccorritori, gli esperti della guida dei droni del Soccorso Alpino. Sorvoli con elicotteri e i droni sono gli unici strumenti per effettuare le ricerche dato che il ghiacciaio è stato interdetto per il pericolo di nuovi distacchi. 

«Abbiamo trovato tanti reperti in questi ultimi due giorni, sono delle cose molto dolorose; personalmente posso solo pensare che che quello che c'è sotto è come quello che c'è sopra». Lo ha riferito il presidente del Corpo nazionale del soccorso alpino, Maurizio Dellantonio. «Ci sono - ha aggiunto Dellantonio - parti umane, di dimensioni molto piccole, tanti neanche collocabili in una parte del corpo o l'altra. Tutti quanti verranno esaminati per trovare anche un minimo di relazione tra un reperto e l'altro». Alle famiglie delle vittime «esprimo tutto il cordoglio che tutta la comunità ha nei loro confronti. Non è la prima volta che vedo cose del genere, magari talune forse meno impegnative, altre forse anche di più; purtroppo questo è, questo bisogna accettarlo», ha concluso.

Escursionisti imprudenti e fuorilegge

Sembra impossibile ma la tragedia non ferma gli escursionisti sulla Marmolada: c'è chi ieri ma anche stamattina ha imboccato i sentieri per salire, ma farlo «è pericoloso» dicono i soccorritori, ricordando che esiste l'ordinanza del sindaco di Canazei Giovanni Bernard con cui si indica che la Marmolada «è chiusa». La Marmolada sarà off limits in seguito ad un'ordinanza di chiusura da parte del sindaco di Canazei Giovanni Bernard. Il provvedimento, che ha al momento una durata indefinita, segue l'ordinanza di chiusura parziale di domenica ed è ritenuto necessario per operare in sicurezza e allontanare curiosi dall'aria del disastro.

Soccorso alpino tenta l'ispezioni con i cani

Da domani o al massimo dopodomani il Soccorso alpino tenterà l'ispezione del ghiacciaio della Marmolada «vista-udito» con specialisti delle ricerche e con unità cinofile. Lo ha riferito il presidente del Corpo nazionale del soccorso alpino, Maurizio Dell'Antonio. «La cosa che vorrei fare - ha precisato Dell'Antonio - guardando bene il tempo ma anche le temperature dei prossimi giorni, è un intervento congiunto con tutte le forze che abbiamo in campo: fare dal limite del ghiacciaio in giù un intervento anche con con l'utilizzo dei cani, per vedere se se riusciamo a trovare qualcosa che con i droni è impossibile scovare». Secondo Dell'Antonio in zona dovranno agire «al massimo quindici persone, divise in due; una farà un ramo della valanga e una farà l'altro, con il Col del Bois in mezzo, e metteremo una serie di vedette. Ci saranno tutte le vie di fuga se ci fosse necessario per qualche piccolo crollo, con il massimo attenzionamento. Insomma tutti saranno ben informati di quello che devono fare e prendiamo le persone migliori. Ovviamente dovrò confrontarmi anche con il Capo della Protezione civile e con gli altri a capo delle Forze Armate forze di polizia presenti», ha concluso.

Vittime

Fra le vittime i vicentini Filippo Bari di Malo, Paolo Dani di Valdagno e Tommaso Carollo di Thiene, il quale si trovava con Alessandra De Camilli, rimasta ferita come Riccardo Franchin di Barbarano Mossano, due degli 8 alpinisti ricoverati negli ospedali di Trento, Bolzano, Belluno, Feltre e Treviso, con un paio di casi definiti gravi.
 

Le mamme non hanno un corpo da piangere

«Stiamo molto male perché non abbiamo un corpo, quello di mio figlio». Lo ha detto la mamma di un disperso, un ragazzo veneto, sul ghiacciaio della Marmolada che questa mattina assieme al marito si è presentata al centro operativo allestito a Canazei. «Però dico un'altra cosa, che oltre a dover gestire una cosa così grande, dover gestire anche le orde barbariche di giornalisti, questo no», ha concluso la donna. 

 

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I radar

​ A monitorare i movimenti del ghiacciaio della Marmolada saranno due radar: «uno per captare i movimenti rapidi tipici delle valanghe, un altro invece per sorvegliare quelli più lenti tipici delle frane». A installarli alcuni tecnici tra cui Nicola Casagli, professore di Geologia applicata all'Università di Firenze e al servizio della Protezione civile in caso di grandi disastri. Saranno messi all'altezza del rifugio della Marmolada e serviranno a monitorare lo spostamento del ghiacciaio che «inevitabilmente» - spiega il professore all'Adnkronos - continuerà a franare, vista la pendenza del ghiaccio rimasto 'sospeso dopo il crollo: «nella migliore delle ipotesi cederà a piccoli blocchi, altrimenti in grandi masse». Un crollo che, sicuramente, è legato alle «temperature anomale», conclude Casagli.

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Ultimo aggiornamento: 17:30 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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