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Marmolada, chi sono i morti e i dispersi. Le vittime venete: Filippo Bari, Paolo Dani e Tommaso Carollo

Lunedì 4 Luglio 2022
Il disperso Davide Miotti tra le vittime Paolo Dani (sinistra) e Filippo Bari (a destra)

Sono in corso le procedure di identificazione delle 7 salme fin qui registrate dopo il crollo del ghiacciaio sulla Marmolada. Identificati come vittime Filippo Bari, Paolo Dani e Tommaso Carollo. I corpi sono stati collocati presso il Palaghiaccio di Canazei.  Tra i dispersi c'è Davide Miotti, 51 anni, guida alpina di Bassano, e la moglie Erica Campagnaro. Tra i dispersi anche un'altra coppia veneta: Gianmarco Gallina di 33 anni ed Emanuela Piran.

Numero dei dispersi in continuo aumento

Quattro persone ritenute disperse nel crollo della Marmolada sono state rintracciate e sono in salvo. E nel pomeriggio si è fatto vivo anche un escursionista austriaco. Il conteggio dei dispersi dunque scende a 13. Sono in corso verifiche sulle targhe di vetture italiane e straniere ancora nei parcheggi attorno a passo Fedaia.

Marito e moglie coinvolti: Davide Miotti ed Erica Campagnaro dispersi

Tra le persone coinvolte nella tragedia sulla Marmolada c'è quindi il padovano Davide Miotti di Cittadella e la moglie 45enne Erica Campagnaro, che risultano ancora dispersi. Miotti è un appassionato scalatore, da oltre 25 anni pratica sport in montagna. Dal 1998 è titolare del negozio di abbigliamento e materiale per montagna “Su e giù sport” di Belvedere di Tezze sul Brenta (Vicenza). La coppia ha due figli, di venticinque e sedici anni.

Un'altra coppia tra i dispersi

Altri due veneti Gianmarco Gallina di 33 anni ed Emanuela Piran, partiti insieme per il ghiacciaio della Marmolada. Entrambi dispersi. 

 

Filippo Bari, 27 anni residente a Malo e papà di un bimbo

Filippo Bari è fra le vittime accertate nella tragedia della Marmolada. Era comparso sui social un selfie che riprendeva il giovane ieri sulla vetta della Marmolada, prima del crollo del seracco. Le speranze di ritrovarlo vivo si sono infrante oggi, la salma del giovane è stata identificata.

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Paolo, tradito dalla sua Marmolada

Paolo Dani, 52enne di Valdagno, è tra le vittime della Marmolada. Era partito dal Vicentino con un gruppo di amici per una cordata domenicale. 

Il ferito gravissimo a Treviso: ancora senza nome

Il paziente trasferito ieri, 3 luglio, al Ca’ Foncello dopo la tragedia della Marmolada presentava al momento del ricovero politrauma e ipotermia. Dopo le prime valutazioni è stato sottoposto a embolizzazione per lesioni agli organi interni. Gli accertamenti successivi hanno evidenziato un importante edema cerebrale la cui origine è in fase di definizione. Le condizioni cliniche attuali sono stabili: la prognosi rimane riservata. Il paziente, la cui identità resta al momento sconosciuta, è tuttora sedato e intubato.

Feriti ricoverati a Trento

Sono 4 i feriti in seguito al crollo del seracco sulla Marmolada ricoverati a Trento. Due di questi si trovano in rianimazione e altri due, meno gravi, sono invece in reparto. Si tratta di una donna di Pergine Valsugana di 29 anni che si trova in rianimazione, di una donna di Como di 51 anni non grave ricoverata in reparto, cui si aggiungono un 27enne di Barbarano Mossano (Vicenza) inizialmente portato in ospedale a Cavalese e poi trasferito al Santa Chiara di Trento. Infine, è in condizioni stabili ed è anch'egli ricoverato in reparto, un 33enne di Pergine Valsugana che inizialmente era stato portato a Bolzano ed ora è in rianimazione a Trento.

Due turisti tedeschi in Terapia intensiva a Belluno

Negli ospedali dell'Ulss Dolomiti sono attualmente ricoverati in terapia intensiva due pazienti soccorsi ieri in Marmolada. Lo comunica la stessa azienda sanitaria bellunese. Si tratta di un tedesco di 67, ricoverato in Terapia Intensiva, e di una sua connazionale di 58 anni, attualmente in Osservazione Intensiva. Entrambi sono in prognosi riservata. I due pazienti sono strettamente monitorati. Le comunicazioni sono state facilitate grazie alla presenza di personale che parla il tedesco e sono stati curati i rapporti con la famiglia. 

Le auto parcheggiate: indizi per dare un nome alle vittime

La Questura di Trento sta cercando conferme delle persone coinvolte nel disastro della Marmolada anche attraverso le auto lasciate la scorsa notte nei parcheggi solitamente utilizzati dagli escursionisti. Attualmente, risultano circa una decina di automobili di cui ancora non si è riusciti a individuare i proprietari. «Si tratta di un dato molto aleatorio, perché un escursionista lascia spesso l'auto dove trova posto e poi si sposta anche di molti chilometri, fermandosi a dormire nei bivacchi. Per noi ha particolare rilievo solo se un conoscente ci comunica che non ha più notizie del proprietario dell'automobile», ha però spiegato il questore vicario di Trento, Luigi Di Ruscio. A quanto specificato da Di Ruscio, oltre al personale impegnato nelle indagini, vi sono anche una decina di agenti specializzati del Centro addestramento alpino di Moena che collaborano direttamente con il Soccorso alpino. «Vi è un grande sforzo di tutto il personale della Questura di Trento», ha concluso il questore.

Parenti dei dispersi arrivano a Canazei

Tra le 20 e le 25 persone, parenti e familiari dei dispersi dopo il disastro in Marmolada, questa mattina si sono presentate al comando dell'Aiut Alpin e del corpo di Soccorso alpino di Canazei per chiedere notizie. Tra questi, anche due coppie di genitori, che sono arrivate chiedendo notizie dei rispettivi figli, usciti ieri in escursione con una guida e mai rientrati. A quanto si apprende, inoltre, sono stati tutti identificati i proprietari delle 16 auto che ieri sera erano state ritrovate nei parcheggi attorno a Passo Fedaia, mentre ci sarebbe un'altra decina di veicoli parcheggiati di cui ancora non si conosce il proprietario.

Ultimo aggiornamento: 5 Luglio, 17:18 © RIPRODUZIONE RISERVATA
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