Zaia: «Rivedere il Pnrr». Brunetta d'accordo, Franco nicchia: «Non va ridiscusso tutto»

Martedì 22 Marzo 2022 di Angela Pederiva
Il dibattito sul Pnrr

VENEZIA - Il giro d'Italia del Pnrr ha fatto tappa a Venezia. Secondo le cifre snocciolate da Palazzo Chigi al nuovo auditorium delle Procuratie Vecchie, il Piano nazionale di ripresa e resilienza da 220 miliardi di euro ne stanzia 2,719 per il Veneto, tra cui 1,2 per le infrastrutture, 580 milioni per la salute, altri 169,5 per la Biennale e 227 per il Porto. Tutte somme che sono state quantificate dopo il Covid, ma prima di Russia-Ucraina, motivo per cui si è riaperto il dibattito sulla revisione dello strumento: «Bisogna rinegoziarlo o pensare a un nuovo Recovery Plan», ha ribadito il governatore Luca Zaia; «Serve un Next Generation Ue 2», ha concordato il ministro Renato Brunetta (Pubblica amministrazione); «Può darsi che dovremo rivedere le valutazioni su alcune opere, ma non credo sia il caso di rimettere in discussione tutto quanto», ha però frenato il collega Daniele Franco (Economia).


LE CONDIZIONI

Eppure secondo Zaia «le condizioni ci sono tutte» per un ripensamento: «Questo è un Pnrr programmato per quando l'inflazione era al 2%, mentre ora è al 6%». Assenso di Brunetta: «Come non essere d'accordo con Zaia? Dopo tutto quello che è successo e sta accadendo, non abbiamo bisogno di un aggiornamento semplice dovuto al passare del tempo, ma di un aggiornamento profondo, soprattutto per quanto riguarda la difesa, la sicurezza e la transizione energetica. In parte a Versailles se ne è già parlato e se ne riparlerà questa settimana al Consiglio europeo, che si terrà alla presenza di Joe Biden».
Ha però osservato Franco: «Molti si chiedono se gli ultimi eventi debbano indurci a cambiare il Pnrr. Secondo me no, perché i motivi per cui l'Italia e l'Europa si sono date questo piano non sono cambiati: uscire dalla recessione, affrontare la questione climatica, cambiare i prodotti e il modo di viaggiare e consumare, attuare la rivoluzione digitale e l'inclusione delle donne e dei giovani. Ovviamente l'aumento dell'inflazione e dei prezzi può determinare dei problemi. Quindi può darsi che dovremo rivedere il costo delle opere e trovare altre risorse europee o nazionali, ma l'importante è che ogni intervento sia selettivo, che vada a trovare i problemi e risolverli. Non credo invece che sia il caso di rimettere in discussione tutto quanto, anzi, quanto sta accadendo dovrebbe indurci a correre».


LA SOLLECITAZIONE

Roberto Papetti, direttore del Gazzettino, ha rilanciato dal palco una domanda della folta platea, composta da sindaci, imprenditori, studenti, rappresentanti delle categorie economiche e delle parti sociali: sarebbe opportuno riallocare una quota del Pnrr per renderci autonomi sul fronte energetico? Lì per lì Franco è rimasto sulla sua posizione: «Il Piano è una costruzione complicata e concordata con gli altri Paesi dell'Ue. Se vi è un'emergenza che induce a cercare di correre di più per essere più autonomi sulle rinnovabili, cerchiamo di trovare altri strumenti che in aggiunta al Piano ci aiutino ad andare più veloci. Ma non smontiamo il Piano: non si cambiano i termini dell'accordo unilateralmente». Brunetta invece è stato più conciliante: «Forse è il caso di pensare a un'altra sfida, a un'altra operazione per affrontare le nuove necessità dei tempi difficili che stiamo vivendo».
Zaia è così tornato all'attacco: «Da settimane propongo di rinegoziare il Pnrr, adesso prendo atto che siamo ai supplementari. Ma non vorrei che passasse l'idea che il Piano non è negoziabile, perché l'articolo 21 lo prevede. Dopo l'aumento dell'inflazione, la guerra ha portato in superficie problemi di sovranità energetica e alimentare che vanno affrontati». La sollecitazione ha finito per determinare una piccola apertura da parte di Franco: «È vero, è prevista la possibilità di revisione. Rivedremo una per una ogni linea progettuale che abbia problemi e criticità, ma evitiamo di rimettere in discussione tutto in questo momento. Parleremo con la Commissione se mancano risorse. Bisognerà accelerare sulle rinnovabili, porsi il problema della sicurezza alimentare».


LA CRESCITA

Al netto dei possibili cambiamenti, il tredicesimo dei Dialoghi del ciclo Italiadomani ha presentato un territorio reattivo rispetto alla pioggia di fondi europei. «Venezia è il modello Draghi: fare le cose insieme e rapidamente», ha evidenziato il sindaco Luigi Brugnaro. «Abbiamo fatto un lavoro unico a livello nazionale ha specificato Zaia attivando un tavolo di partenariato e raccogliendo 150 progetti assieme a 60 interlocutori del territorio. In più abbiamo redatto un ulteriore progetto di fattibilità da 7,8 miliardi, che riuscirà a movimentare 22 miliardi di Pil a livello nazionale e a generare 110.000 occupati, di cui 43.000 in Veneto». Un lavoro in linea con la filosofia del Pnrr, come ha rimarcato Franco: «È un Piano che cerca di portare la sanità più vicina ai cittadini, che investirà molto negli asili nido e nelle scuole materne. Quindi non è una crescita purchessia, ma una crescita che deve accompagnare le famiglie e i cittadini verso un mondo in cui si viva meglio».
Ecco allora le iniziative per Venezia, elencate da Brugnaro: «Il futuro della città passa da grandi progetti come quelli per la nuova stazione di Mestre, la nuova Questura a Marghera, le nuove strutture sportive, la mobilità lenta, le produzioni alternative di chimica verde che Eni realizzerà a Porto Marghera, la prenotabilità della città per contenere il turismo, la crescita del numero di studenti». A questo proposito, il ministro Maria Cristina Messa (Università) ha così dettagliato la programmazione: «Dobbiamo portare i giovani a scegliere di proseguire gli studi universitari, dimostrando loro che la laurea dà l'empowerment necessario per poter affrontare una società sempre più complesso. Per questo occorre garantire un adeguato supporto economico-finanziario. Così si spiegano lo stanziamento di 1 miliardo per le nuove residenze universitarie, che passeranno da 40.000 a 100.000 posti letto, ma anche l'aumento delle borse di studio per gli iscritti fuori sede, le ragazze che vogliono intraprendere lauree Stem e i dottorandi di ricerca».

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Ultimo aggiornamento: 23 Marzo, 10:43 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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