Raffaele Alajmo, manager della ristorazione: «Piazza San Marco ancora vietata, è assurdo»

Domenica 18 Aprile 2021 di Claudio De Min
Raffaele Alajmo

PADOVA - Raffaele Alajmo, padovano, è il manager di uno dei più importanti gruppi italiani della ristorazione di alta qualità, 10 indirizzi da Rubano (Pd) a Parigi, da Marrakech a Venezia fino a Roncade. Proprio a Venezia la famiglia gestisce Amo all’interno del Fondaco dei Tedeschi, il Quadri e il Quadrino in Piazza San Marco, oltre all’Hosteria Certosa, in primavera ed estate, nell’omonima isola. E, forse per la prima volta dall’inizio della pandemia, Raffaele è davvero preoccupato: «Soprattutto per il Quadri. Nel ristorante al primo piano l’anno scorso avevamo ridotto i coperti da 40 a 25 e al bistrot Quadrino, al piano terra li avevamo portati da 36 a 16. Pochi, ma qualcosa si riusciva a fare. Adesso se sarà confermato il distanziamento di due metri al chiuso sarebbe impossibile aprire».

E dire che avreste la possibilità di usufruire del più bel plateatico del mondo, Piazza San Marco…
«Purtroppo il regolamento comunale vieta di servire cibi all’aperto in piazza. L’estate scorsa avevamo chiesto una deroga per utilizzare almeno una parte degli spazi per servire i nostri piatti ma ci hanno detto no. Mi chiedo perché sia impossibile in una situazione di totale emergenza come questa, mettere Comune, Regione e Sovrintendenza attorno ad un tavolo per cercare di venire incontro ad un’attività storica e aiutare un gruppo che dà lavoro a 200 persone. E siamo pronti a ripartire all’isola della Certosa anche se le polemiche sollevate in merito all’utilizzo dell’isola hanno creato turbativa. In tutto questo comunico che la mia azienda ha ricevuto zero aiuti dal governo. Sa quale è l’unica certezza di questa crisi?»

Non saprei...
«Che al peggio non c’è mai fine. Pensavamo che il precedente esecutivo non fosse all’altezza, ma quello nuovo non è certo meglio, anzi...»
 

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