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Elezioni politiche, la sfida in Veneto. Ai Moderati solo un posto, e se lo prende Brugnaro. Per tornare a Roma il senatore padovano De Poli dovrà "emigrare" in Sicilia

Venerdì 12 Agosto 2022 di Alda Vanzan
Luigi Brugnaro
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Erano insieme, poi si sono divisi, adesso vanno di nuovo d'amore e d'accordo. Però nessuno ha rinunciato al proprio marchio, così sulla scheda il prossimo 25 settembre gli elettori li troveranno tutti: all'interno dello stesso simbolo ci sarà a destra il fucsia di Coraggio Italia di Luigi Brugnaro con lo Scudocrociato dell'Udc di Lorenzo Cesa e Antonio De Poli, a sinistra gli altri due centristi, vale a dire Noi con l'Italia di Maurizio Lupi e Italia al Centro di Giovanni Toti. Le malelingue in Veneto, che pure sarebbero tra i promotori centristi, hanno così sintetizzato: una marmellata. Fatto sta che il simbolo che mette assieme queste quattro forze politiche - un cartello elettorale denominato Noi Moderati - aspira a ottenere almeno il 3,5%. In Veneto, però, i centristi di Noi Moderati avranno poca rappresentanza: l'unico seggio sicuro tra i 17 collegi uninominali del centrodestra - di cui i centristi sono appunto alleati - è per Coraggio Italia del sindaco di Venezia, Luigi Brugnaro, e pare che l'eletta, per una questione anche di rappresentanza di genere oltre che di stima e fiducia da parte del patròn di Umana, sarà una veneziana, la presidente di Confindustria Vetro, Martina Semenzato. E gli altri fucsia? In assenza di un collegio sicuro - ma mai dire mai, in fin dei conti per presentare le liste c'è tempo fino al 22 agosto - i coraggiosi brugnariani Andrea Causin e Raffaele Baratto saranno spostati sul proporzionale. Potrebbe, invece, avere più chance Michaela Biancofiore.


FUORI IL FVG
E gli uomini di Lupi? E quelli di Toti? A quanto pare nessuno a Norest. Lupi avrebbe 4 posti, ma nessuno in Veneto né in Friuli Venezia Giulia e i garantiti, oltre allo stesso leader di Noi con l'Italia, sarebbero Alessandro Colucci, Saverio Romano, Gianpiero Samorì, forse Andrea Costa. Anche il friuliano Renzo Tondo - che puntava sull'assessore di Udine Giulia Manzan - sarebbe escluso dai giochi. Per non dire dei totiani: per tornare a Roma il padovano Marco Marin dovrà chiedere ospitalità in Liguria. L'Udc di Cesa sarebbe, poi, tutta al Sud: per il senatore padovano Antonio De Poli si preannuncia infatti un seggio in Sicilia.
Tra l'altro la ripartizione dell'altra sera che dava un aumento da 11 a 15 dei seggi riservati alla galassia centrista sarebbe per eccesso: i posti sarebbero sì 15, ma non tutti sicuri, quelli blindati oscillerebbero in realtà tra 7 e 10. E di questi, solo uno - sicurissimo - in Veneto: appunto per i fucsia di Brugnaro.


I COMMENTI
«Credo che l'alleanza di centrodestra sia quella giusta in questo momento - ha detto ieri Brugnaro, in video collegamento con la conferenza stampa tenutasi a Roma per la presentazione di Noi Moderati e del simbolo -. Voglio ringraziare i leader che hanno guardato con favore a questa iniziativa, si rendono conto che siamo noi la vera squadra d'assalto in queste elezioni. Quello che stiamo facendo oggi è particolarmente significativo perché rappresenta la buona politica. Il mondo del lavoro, e soprattutto penso alle imprese è poco rappresentato in Parlamento». Alla presentazione dei Moderati c'era anche il padovano Antonio De Poli: «La squadra del centrodestra - ha detto il senatore questore dell'Udc - si arricchisce grazie a Noi Moderati che crede nella forza dei valori e della ragionevolezza. In Veneto si apre oggi uno spazio politico importante per chi come noi vuole ascoltare e dare risposte soprattutto ai territori, al di là dei colori politici. Questa è e sarà la nostra forza: il legame col territorio per far compiere un salto di qualità alla politica. Tra le nostre priorità - ha sottolineato l'esponente dello Scudocrociato - c'è non a caso l'autonomia del Veneto, riforma che è prevista dalla nostra Costituzione, rispettando il volere di 2,3 milioni di cittadini veneti che si sono espressi col referendum. Daremo attenzione massima alle politiche sociosanitarie, a tutela delle fasce sociali più deboli della popolazione (anziani, persone non autosufficienti, disabili) e al sostegno nei confronti di piccole medie imprese, artigiani e commercianti, e del mondo agricolo in un momento di grande difficoltà».

Ultimo aggiornamento: 11:39 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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