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Elezioni, la sfida in Veneto. Il difficile percorso del centrosinistra. La rottura tra il Pd e Calenda complica le cose

Mercoledì 10 Agosto 2022 di Alda Vanzan
Elezioni, la sfida in Veneto. Il difficile percorso del centrosinistra

Il Veneto non è mai stato una regione facile per il centrosinistra e le Politiche del prossimo 25 settembre rischiano di confermare il trend. A rendere più complicata la partita è stata anche la rottura tra il Partito Democratico di Enrico Letta e Azione di Carlo Calenda. Quest'ultimo, che alle Europee del 2019 era stato eletto proprio nella circoscrizione del Nordest nella lista Pd-Siamo Europei - risultando il più votato tra i dem in Italia - punta a ottenere un buon risultato in questa regione. Il voto si preannuncia così frantumato e, con i 17 collegi uninominali dati sulla carta per certi al centrodestra, la battaglia per essere eletti a Roma si consumerà nel proporzionale, tra le singole liste.


DEMOCRATICI E PROGRESSISTI
La novità nel centrosinistra è la lista unitaria - chiamata Democratici e Progressisti - promossa da Partito Democratico, Articolo Uno, Partito Socialista Italiano, Demos. Poi ci saranno altre tre liste: +Europa, Sinistra Italia-Verdi, Impegno Civico di Luigi Di Maio e Bruno Tabacci. Resta da capire se anche in Veneto il Pd darà diritto di tribuna a qualche esponente dei partiti più piccoli o, addirittura, ad ex grillini: aspira a un posto il ministro Federico D'Incà.


PARTITO DEMOCRATICO
Sono 8 i parlamentari uscenti del Pd (al Senato il veronese Vincenzo D'Arienzo e il veneziano Andrea Ferrazzi, alla Camera il veronese Gian Pietro Dal Moro, il bellunese Roger De Menech, il veneziano Nicola Pellicani, la veronese Alessia Rotta - che però era stata eletta in Toscana -, il padovano Alessandro Zan, il vicentino Diego Zardini) e tutti e 8 figurano nelle rose delle proposte mandate al Nazareno. Non tutti, però, ce la faranno: anche se la previsione è di confermare tra i 7 e gli 8 seggi, il partito ha proposto anche altri esponenti espressione del territorio (Carlo Bettìo e Vanessa Camani a Padova, Laura Puppato e Rachele Scarpa a Treviso). Blindati appaiono Alessia Rotta (fresca tra l'altro di elezione a Verona con 1.009 preferenze dove si è spesa per la vittoria di Damiano Tommasi), Alessandro Zan, il segretario regionale Andrea Martella che da gennaio ha rilanciato il partito in Veneto e che dovrebbe correre nel proporzionale al Senato, il capogruppo in consiglio regionale Giacomo Possamai (quest'ultimo, però, più interessato a tentare di strappare l'anno prossimo il Comune di Vicenza al centrodestra; in caso di una sua rinuncia si parla di Achille Variati e Chiara Luisetto).


ARTICOLO UNO
Tra i candidati di Articolo Uno ci saranno l'ex deputato ed ex vicesindaco di Venezia Michele Mognato e il coordinatore veneto Gabriele Scaramuzza.


+EUROPA E SI-VERDI
Sarà Anna Lisa Nalin, portavoce veneto e componente della segreteria nazionale, la candidata di punta di +Europa: dopo la rottura con Calenda e la decisione di restare fedeli al patto firmato con il segretario del Pd Enrico Letta, il partito di Emma Bonino conta di ottenere un seggio in Veneto. Tra i Verdi, invece, potrebbe essere candidata la veneziana Luana Zanella.


IL TERZO POLO
In attesa delle Politiche, il partito di Carlo Calenda entra nella giunta di Sergio Giordani a Padova: l'assessore Margherita Cera risulta infatti pronta ad aderire ad Azione. Al di là delle dinamiche locali, l'obiettivo è di eleggere in Veneto uno se non due parlamentari: i favoriti sono l'imprenditore Alberto Baban e il sociologo Stefano Allievi. Tra i possibili candidati ci sarebbe anche il deputato padovano, che ha appena lasciato Forza Italia, Roberto Caon. «Dopo la rottura con il Pd abbiamo registrato un'impennata di attenzione - dice il segretario veneto di Azione, Marco Garbin -. Addirittura si sono fatti avanti 150 volontari, tutti giovani, disponibili a darci una mano. Correre da soli ci favorirà. Un listone con Italia Viva di Renzi? Non ci risulta». Quanto ai renziani, tre i parlamentari veneti uscenti: il veronese Davide Bendinelli che è coordinatore regionale, la veneziana Sara Moretto e la vicentina Daniela Sbrollini. In Veneto nel 2018 era poi stata eletta Lucia Annibali, passata anch'essa dal Pd a Renzi.


MOVIMENTO CINQUE STELLE
Nel M5s sono terminate lunedì scorso le presentazioni delle autocandidature. Le votazioni si svolgeranno martedì prossimo 16 agosto, sempre sulla solita piattaforma. Quindi, fino ad allora, non sarà possibile conoscere i nomi dei candidati. E in parecchi sanno già che resteranno a casa: il 25% del 2018 non si ripeterà.

Ultimo aggiornamento: 16:45 © RIPRODUZIONE RISERVATA
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