Zaia: «Covid, pressione sugli ospedali veneti, soprattutto in area non critica»

Giovedì 19 Novembre 2020 di Beatrice Mani
Luca Zaia in diretta oggi alle 12.30. Le ultime notizie sul Coronavirus in Veneto
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Luca Zaia in diretta oggi, giovedì 19 novembre 2020. Il presidente della Regione Veneto in conferenza dalla sede della Protezione Civile di Marghera ha dati gli utlimi aggiornamenti sull'andamento della pandemia da Coronavirus in Veneto.

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Secondo le ultime indiscrezioni che trapelano da Roma, il Veneto sarebbe destinato a restare in fascia gialla, la decisione è prevista per le prossime ore. Ma parametri e algoritmo sono sempre oggetto di discussione fra regioni e Governo e, come ha ricordato Zaia nei giorni scorsi, per quanto sereno, il risultato finale e le decisioni romane riservano sempre una certa percentuale di imprevedibilità. Intanto domenica alle 24 scadrà l'ultima ordinanza emessa dalla Regione e probabilmente lunedì Zaia ne presenterà una nuova, a meno, ovviamente, di un passaggio di area per il Veneto.

Sale la pressione sugli ospedali del Veneto, non tanto per i ricoveri nelle terapie intensive quanto per quelli in area non critica, tuttavia - ha spiegato il governatore - c'è anche un grande turnover dei posti letto. A fronte di questo, il presidente ha rivolto un ulteriore appello ai cittadini perché rispettino le regole e un accenno anche al Natale e acosa li aspetterà: «Sarà una festa in famiglia - ha ammonito - senza assembramenti». Nel frattempo in Regione si scatena il dibattito sull'uso dei test rapidi e sulla loro validità, per superare ogni polemica, il Cts regionale ha scritto un nota al proprio coordinatore per chiarire la questione, Zaia ha annunciato che successivamente verrà domandato un parere anche al Cts nazionale per stabilire una linea coerente per tutti, decisa alla luce delle evidenze scientifiche più recenti. Infine la questione vaccini, sia anti Covid che anti influenzali, la dottoressa Francesca Russo, direttore regionale della Prevenzione, è intervenuta sull'argomento cercando di dare informazioni utili su approvvigionamento e somministrazione.

 

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Zaia in diretta oggi

 

Il bollettino

Tamponi molecolari fatti ad oggi 2milioni e 624mila. Test rapidi 29mila 712 fatti ieri. Positivi sale a 112mila (+3753 nelle ultime 24 ore). 36887 persone in isolamento in Veneto. Ricoverati 2242 pazienti (+50), terapie intensive 296 persone (+5). Morti 3057 (+38). Sono molti i pazienti dimessi, il tourn over è molto alto, il tasso di occupazione dei letti è più basso. LEGGI TUTTO IL BOLLETTINO DI OGGI

 

Virus, pressione sugli ospedali

Il Covid preme sugli ospedali della regione. «C'è tensione per i ricoveri in Veneto, cominciamo ad avere 300 persone in terapia intensiva, quello che più ci preoccupa è l'area non critica che sono più di 2mila e 200, e rappresenta la vera pressione ospedaliera, perché abbiamo anche i pazienti non Covid, e anche perché sono pazienti, quelli Covid, che richiedono cure specifiche», ha spiegato Luca Zaia.

«La vera differenza rispetto a marzo - precisa - è che abbiamo incidenti sul lavori e i politraumatizzati, pazienti non Covid, che entrano in terapia intensiva, per cui la pressione si sente». Zaia ricorda che il Veneto può arrivare ad attivare mille terapie intensive: «abbiamo i letti, i diffusori, i monitor, tutto quello che serve. È ovvio che ci sono alcune, come quelle delle sale operatorie, che allestiremo per ultime. Ne abbiamo, ora, più di 800 allestite e altre sono già pronte: in 36 ore sono in funzione».

 

Rispettare le regole

Come un mantra, Zaia torna a chiedere il rispetto delle regole per superare la pandemia: «Ai cittadini rivolgo un ulteriore appello: siamo nei giorni cruciali dei numeri (venerdì il Governo stabilisce le nuove fasce delle Regioni). Rispettate le regole. Se diciamo di lasciar libere le prime due ore per far la spesa per gli anziani, allora invito proprio gli anziani di non andare a fare la spesa alle 11, di approfittare di questo orario privilegiato». 

 

Decessi in italia

Perché l'Italia ha così tanti decessi? «L'età media della popolazione credo incida molto sui decessi in Italia, dove l'età media è alta - ha commentato Zaia -. Da noi il 90% dei ricoverati ha più di 70 anni, noi abbiamo molti anziani».

 

Parametri e fascia

La grande discussione sui parametri per stabilire le zone o fasce nelle quali iinserire le Regioni va avanti senza sosta: «Oggi alle 16 avremo il confronto con il governo, quella delle Regioni è una richiesta tecnica sui parametri, oggi abbiamo indicatori che ci fanno sperare in un buon esito della classificazione, anche perché abbiamo sotto controllo la situazione sanitaria - ha spiegato Zaia -. Abbiamo votato tutto quello che il Governo ha proposto, adesso abbiamo chiesto un chiarimento sui parametri, questo non significa "scontro". Non è più concesso chiedere e proporre? Allora non siamo più in democrazia».

 

Natale

Come sarà il Natale 2020? «Se guardiamo la Francia che ci ha preceduto ha già iniziato una fase decrescente, ma sui ricoveri siamo ancora nel picco, non vorrei si pensasse che la bufera sia passata - ha ancora sottolineato il governatore -. Natale? Ci vorrebbe una sfera di cristallo, chi è in grado di fare previsioni? Natale è dietro l'angolo, credo che più noi investiamo nella tutela e nel rispetto delle regole più possibilità avremo di un Natale semi normale. Ma sarà un Natale in famiglia, senza assembramenti».

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Impianti sciistici aperti?

Impianti, hotel, ristoranti, rifugi, e molto altro ancora, tutto quello che concerne la stagione sciistica invernale in Veneto è messo a rischio dal Covid, e fare previsioni sembra davvero difficile, Zaia ha così commentato: «Noi tifiamo perché venga la neve e si torni alla normalità ma dobbiamo avere anche buonsenso. La montagna invernale per noi è una grande preoccupazione».

 

Test rapidi

«E' stato dato il via libera per il test Lucera, è un tamponcino, e questo per dire quanto il mercato stia andando in questa direzione. E' successo negli Usa, ma non arriverà in Italia perché si farà man bassa e non ci saranno - ha sentenziato Zaia -. In Italia c'è una legge che dice che tutto quello che è autorizzato nei paesi del G7 non necessita di autorizzazione italiana, e gli Usa sono nel G7. Sui test fai da te veneti aspettiamo la fine della sperimentazione e la validazione, se funziona arriverà, altrimenti butteremo via tutto, a costo zero, sia bene inteso».

 

I dubbi sui tamponi rapidi

«Il Cts regionale nostro ha mandato una nota al coordinatore dello stesso Cts dottor Saia chiedendo se sia meglio fare i tamponi molecolari a chi è in prima linea negli ospedali ogni 8 giorni, oppure un rapido ogni 4 giorni. E' stato chiesto un parere su questo quesito». Questo perché sono stati avanzati dubbi sui test rapidi e la loro attendibilità. «Ricordo che qui non c'è il partito dei tamponi rapidi o molecolari, ma il partito di chi vuol fare bene le cose. Chiederemo il parere del Cts nazionale perché ci sia una risposta chiara e avallata dalla scienza. Questo argomento sta diventando materia anche sindacale, occorre un parere del Cts nazionale».

«Io se dovessi fare mi farei un tampone rapido senza problemi, ad oggi la letteratura scientifica ci dice che un tampone rapido ha affidabilità alta, ma siccome è stato fatto partire un dibattito, allora domandiamo il parere, perché se il problema è l'attendibilità, allora è bene sapere e farsi dire dal Cts nazionale se è cambiata la strategia».

«Se il tampone rapido deve retrocedere di categoria ce lo devono dire»: lo afferma il Presidente del Veneto Luca Zaia parlando ancora del dibattito sul grado di attendibilità dei test molecolari e antigenici. «Chiederemo al Comitato tecnico scientifico» di chiarire la questione, aggiunge, «perché non si tratta del problema di un ospedale o di una regione».

 

Ordinanza, scade sabato

L'ultima ordinanza del Veneto resterà valida fino a domenica alle ore 24. Poi cosa succede? «Lunedì, eventualmente farò una nuova ordinanza. Se dovessero metterci in altre aree l'ordinanza verrebbe assorbita, ma noi speriamo proprio di non passare in altre fasce», ha risposto Zaia. 

 

Vaccini Covid

La dottoressa Francesca Russo, medico specialista in Igiene e Sanità pubblica, direttore regionale della Prevenzione, aggiorna sul tema vaccini contro il Coronavirus. «Avremo tra la fine di questo anno e l'inizio del prossimo le prime consegne a livello nazionale e poi regionale. Non abbiamo ancora i numeri ma abbiamo rilevazioni del Ministero della Salute, per la possibilità di stoccare vaccini a -80 gradi e anche a temperature di -2. Il personale sanitario verrà vaccinato con il siero della Pfizer. Aspettiamo che il Ministero ci invvi il piano per la vaccinazione». 

 

Vaccini antinfluenzali

Caccia al vaccino contro l'influenza, ma la ricerca è difficile, ecco perché: «E' un problema che riguarda tutte le regioni, c'è difficoltà di approvvigionamento del vaccino. Anno scorso il Veneto ha chiesto 800mila dosi di vaccino antinfluenzale, quest'anno 1milione e 300mila dosi (più il 20% richiesto e ancora non arrivato) destinato alla Sanità Pubblica. Noi abbiamo agito molto presto, allargando il numero delle dosi, ma abbiamo avuto richieste superiori rispetto alle nostre disponibilità. Abbiamo richiesto 50mila dosi di vaccino in età pediatrica. Il quadrivalente per gli adulti abbiamo chiesto di poter avere il 20% in più - 80mila dosi - che avevamo prenotato. Abbiamo 30mila dosi congelate da dare ai farmacisti (di regola le farmacie acquistano il vaccino privatamente) e le daremo ai primi di dicembre, sperando di poterne fornire anche di più se il Governo ce le dà».

 

Pedemontana

Zaia ha fatto anche riferimento all'inagurazione questa mattina di un nuovo tratto della Pedemontana veneta: «Oggi inaugurata, io ero in collegamento per l'inaugurazione del terzo tratto. Nella primavera del 2021 la quasi totalità sarà aperta. Questa infrastruttura cambierà il nostro modo di pensare, i tempi di percorrenza verranno dimezzati. La Pedemontana nasce nelle carte nei primi anni '90, l'inizio lavori 2011. Oltre 2 miliardi di investimento, è un'opera enorme realizata in una decina di anni, dal bando di gara all'inizio lavori».

 

 

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Coronavirus . In questi nove mesi da parte degli esperti ne abbiamo sentite di tutti i colori. Fra le tante, che il Covid era "clinicamente morto", ma anche che il patogeno è "tornato cattivo". Di sicuro c'è stata una prima ondata e ora ne è in corso una seconda: con quali differenze in Veneto, sul piano dei contagi, dei ricoveri e dei decessi?

Ultimo aggiornamento: 20 Novembre, 10:13 © RIPRODUZIONE RISERVATA