Zaia oggi: primo week end di restrizioni, misure ok all'80% Test fai da te: esiti in 90 secondi

Lunedì 16 Novembre 2020 di Redazione online
Luca Zaia, diretta dalla sede della Protezione civile con il dottor Roberto Rigoli
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Luca Zaia in diretta oggi lunedì 16 novembre, dalla sede della Protezione Civile di Marghera. Gli ultimi aggiornamenti sulla pandemia da Covid in Veneto e sull'avvio della sperimentazione (della durata di 2 settimane) dei test rapidi "fai da te" che il Veneto testa su 5.000 campioni in diverse microbiologie del Veneto, per primo a livello nazionale. La diretta è condotta assieme al dottor Roberto Rigoli (coordinatore delle 14 microbiologie del Veneto). In mattinata il governatore ha definito «una follia» la proposta di «introdurre la clausola di supremazia nazionale» rilanciata dalla maggioranza di governo, in particolare da Italia Viva. Per Zaia anche il sistema delle fasce/zone rosse-arancione-gialla è da rivedere.

Bollettino: I nuovi positivi sono 1.966, i ricoverati sono 2094 (+48), in terapia intensiva  265 (+12). I morti nella notte sono stati 7 per un totale di 2867. In isolamento domiciliare 25.428 persone. In totale i positivi in Veneto oggi sono 62.698.

Zaia in diretta oggi

 

 

Nuova ordinanza, primo bilancio

«Bilancio del primo fine settimana con le nuove regole, stanno funzionando, diciamo al 75-80%. Stanno funzionando ma facciamo un piccolo sforzo in più. Niente assembramenti. Vogliamo restare in zona gialla».

Test fai da te in diretta tv

«Merito del dottor Rigoli, l'Elon Musk del Veneto. All'inizio ci guardavano storto, ma non abbiamo scoperto niente di nuovo, semplicemente siamo stati i primi a valutare questo tipo di test e il nuovo scenario. Nel giro di un mese avremo decine di aziende che propongono questi test al mercato. E' chiaro che si apre ora una prospettiva diversa anche in tema di tracciabilità. Il kit è molto semplice: "saponetta", provetta, reagente. "Saponetta", tampo»ncino, 5 volte per narice, introduzione nel reagente e in meno di 2-3 minuti c'è il risultato». Il governatore ha dimostrato su stesso, nella diretta Facebook, in un minuto e mezzo in tutto come si fa il test e il relativo risultato (negativo). Esito immediato, senza passare per alcun laboratorio.

Domanda: il tampone va inserito nella narice fino in alto? «Se il virus c'è in una carica da prendere in considerazione - spiega Rigoli - lo si trova a livello nasale e anche nel retrofaringe. Se a questo livello non viene rilevata la presenza del virus, vuol dire che molto probabilmente è sceso a livello dei polmoni»

Sperimentazione e prospettive

Il dottor Roberto Rigoli ha spiegato che il test sarà provato sui dipendenti delle Uls e nei Pronto soccorsi. Saranno circa 2.000 test fatti in doppio.

L'affidabilità del "test fai da te" collaudato nei mesi scorsi a Treviso su 3.486 persone - ha aggiunto - è elevata, al 99.98% . Questo passaggio era necessario per arrivare alla validazione del test a livello nazionale.

Quale può essere l'impatto dei test in autodiagnosi sulla profilassi? «La mia idea personale - risponde Rigoli - è che può dare una svolta su vari fronti. Aumenta la capacità di fare screening e quindi mettere i confini alla circolazione del virus. Si può ipotizzare anche, in futuro, dato il prezzo molto basso, di poter aiutare ristoratori e commercianti per riavviare determinate attività, sotto controllo. Immaginate ad esempio l'applicazione negli alberghi. Ma queste, ripeto, sono idee mie».  Aggiunge Luca Zaia: «Quando siamo partiti c'era un'azienda al mondo (coreana) che forniva questo test, oggi sono 30 le aziende che vendono tamponi rapidi. Qui non stiamo favorendo nessuno, tanto per essere chiari. In questo settore l'evoluzione è continua, pensate che a marzo parlavamo del pungidito». 

Test, costi e quando in farmacia

«Il prezzo - ha detto Rigoli - sarà di 3 euro alla produzione, poi ci saranno i ricarichi al dettaglio. In farmacia i test saranno disponibili dopo l'ok dell'Istituto superiore di Sanità (e dopo le inevitabili polemiche)». 

App veneta a giorni

Il governatore ha annunciato che a giorni la App veneta sarà scaricabile.

Medici di base

«Noi vogliamo tutelare i medici che si comportano bene». È il commento del presidente del Veneto Luca Zaia a una domanda sulla polemica sorta nel fine settimana per un documento del Comitato di crisi sul Covid, che chiedeva di segnalare i medici di base che inviano i pazienti al Pronto soccorso al minimo sintomo riconducibile al Covid-19. «Su 3.250 medici - ha spiegato Zaia - ce n'è uno che non risponde al telefono? Il richiamo è a tutela degli altri che si comportano bene. Ci capita che arrivino a pronto soccorso pazienti che non sono riusciti a recuperare il loro medico. Il che non vuol dire che offendiamo i medici di base, ma che per colpa di qualcuno - ha concluso - viene screditata l'intera categoria». 

La polemica dei sindacati dei medici e dell'Ordine contro il collega Paolo Rosi che ha chiesto di "schedare" chi invia i pazienti al pronto soccorso senza aver effettuato alcun approfondimento clinico. «Penso abbia sbagliato- dice Zaia - bene hanno fatto Ordine e i sindacati a intervenire. I medici di base sono una colonna del sistema sanitario».

Sistema delle zone da rivedere

Il metodo per definire le zone dell'emergenza Covid «lo abbiamo approvato come Regioni ed era un'occasione per avere un benchmark, poi è diventato un elemento di giudizio, penso che dovrà essere modificato»«È utopia - ha spiegato Zaia nella mattinata in un'intervista alla radio- pensare che esista un frullatore nel quale metti gli ingredienti e vien fuori un prodotto finito, ed è aleatorio pensare che esista un algoritmo che dia l'assoluta immagine della realtà. Ci vuole buon senso, e delle valutazioni che vanno al di là dei numeri». Ricordando quindi l'ordinanza concordata con Emilia-Romagna e Friuli Venezia Giulia, per Zaia «pensare che il Veneto sia rimasto in zona gialla e le altre siano ora arancioni è la follia dei numeri e delle formule. Poi ci sono elementi che hanno un forte carattere di discrezionalità». 

Liga, dimissioni del segretario veneto Fontana

«Non ne ero a conoscenza, mi ha avvisato Fontana verso le 11 di ieri mattina. Mi ha detto che stava per uscire un comunicato e stop. Rischio che arrivi un commissario?  Mi fermo qui. Sono in modalità Covid con il cervello. Cosa volete che importi ai malati di Covid che ci stanno guardando?».

Batterio a killer a Verona, relazioni a confronto

«La relazione ministeriale è molto più succinta rispetto a quella della mia commissione, che è più puntuale e approfondita». Lo ha affermato il governatore a conclusione della diretta di oggi 16 novembre, commentando l'esito dell'ispezione del Ministero della Salute all'ospedale della Donna e del Bambino di Verona, in seguito alle infezioni da Citrobacter. «Non sto criticando la relazione - ha precisato Zaia - ma non posso accettare che passi l'idea che questo documento sveli cose che non c'erano in quella della Commissione ispettiva regionale. La vera partita è adesso in mano alla Procura, so che si è già mossa in maniera importante, e ha avuto tutta la nostra documentazione».

Ultimo aggiornamento: 17 Novembre, 15:56 © RIPRODUZIONE RISERVATA