Luca Zaia in diretta oggi. Didattica al 100%, «non ci sono i bus». Monoclonali: Veneto primo in Italia. Il caso: 1% di over 80 svaniti nel nulla

Lunedì 19 Aprile 2021 di Beatrice Mani
Luca Zaia in diretta oggi
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Luca Zaia in diretta oggi, lunedì 19 aprile 2021, per gli ultimi aggiornamenti sulla pandemia da Coronavirus in Veneto. Si avvicina il momento delle riaperture e c'è molta attesa per la ripartenza delle attività secondo le linee guida. Ma un grosso problema incombe sulla data del 26 aprile: il trasporto degli studenti a scuola. Questo perché da quella data è previsto il ritorno in classe in presenza del 100% degli alunni di tutte le età, ma in Veneto (e non solo, il problema riguarda molte regioni) mancano i bus: «Per fronteggiare questo ritorno sui banchi, considerando che i pullman devono viaggiare con la capienza al 50%, ce ne servirebbero 1.000 in più».

Intanto si va avanti con le vaccinazioni, oggi Pfizer ha annunciato «Altre 100 milioni di dosi nel 2021 per l'Unione Europea».E anche in Veneto, dalla prossima settimana, sono previste già 50mila dosi in più. Uno strano caso si sta verificando sul nostro territorio: quello dell'1% di anziani over 80 che non sono rintracciabili, le hanno provate tutte per fargli arrivare la chiamata della vaccinazione ma sembrano essere svaniti nel nulla.

Ospite la professoressa Evelina Tacconelli, professore ordinario di Malattie infettive a Verona, per presentare lo studio "Mantico": il Veneto infatti è primo in Italia nel trattamento dei pazienti con le terapie monoclonali e adesso è arrivato un riconoscimento in più, Aifa ha assegnato alla nostra regione la ricerca su questo tipo di cure. Saranno 1260 i pazienti over 50 che potranno entrare in questo studio.

 

 

Zaia in diretta oggi

Il bollettino

Tamponi molecolari fatti ad oggi 4milioni 838mila, test rapidi 4milioni 141mila,  497 nuovi casi registrati nelle ultime 24 ore. 401947 positivi da inizio pandemia, come 4 grosse città del veneto. Attualmente positivi oltre 26mila cittadini. Incidenza 4,61%. Sono 1.759  i ricoveri in ospedale (-7) , 264  terapie intensive (+1), 1.495 in area non critica (-8). Sono 7 le vittime nelle ultime 24 ore. IL BOLLETTINO INTEGRALE - LEGGI

Covid in Veneto

«Mi riservo di vedere anche il bollettino di domani, questo è quello del fine settimana, ma il trend da 8 giorni è di calo sulle terapie intensive che sulle aree non critiche, e anche l'algoritmo ci dà una previsione di calo - ha commentato Zaia -. Gli attuali ingressi in terapia intensiva sono ancora ingressi di vecchi ricoveri fatti, la situazione sanitaria sta scontando le vacanze pasquali, ne verremo fuori ma occorre essere prudenti e mai abbassare la guardia».

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Vaccini

La vaccinazione degli over 80, «per noi la partita è chiusa (abbiamo un 1% che non si trova, sono anziani spariti, non si sa dove siano finiti), stiamo lavorando sui più fragili, stiamo lavorando sulla forzatura della prenotazione se il sistema non riconosce il codice fiscale, andando al punto vaccinale con la certificazione». «Ora la fascia da aggredire è quella dagli ultra70enni, sono 490 mila, noi in Veneto abbiamo la percentuale più alta, persone che ora contiamo - conclude - di iniziare a vaccinare».

Forniture di vaccini
«Da lunedì 26 ci dovrebbero arrivare 50mila Pfizer in più, quindi dovremo andare a 170mila. Poi ne arriveranno 181.350 il 29 aprile, 171.990 6 maggio e 171.990 il 13 maggio. Moderna, abbiamo 21mila dosi (dato di stamani), in questi giorni è il più difficile da inoculare perché è stato altalenante nelle forniture».

Il Veneto ieri sera ha raggiunto il record del 92,4% di dosi somministrate rispetto a quelle consegnate, ma vi sono altre regioni, come il Lazio, che hanno cominciato a prendere le prenotazioni per i 58enni. «Ognuno fa quello che vuole a casa sua - ha risposto il presidente del Veneto Luca Zaia - noi ragioniamo diversamente. Intanto stamattina alle 6 in magazzino avevamo 103mila dosi. Vi spiego io perché quell'8% non lo abbiamo fatto: le 103 mila dosi sono i richiami che facciamo oggi, domani, dopodomani e abbiamo dovuto accantonarli nell'attesa che arrivino i vaccini». Zaia ha ribadito che il Veneto «fa la scelta per target». Per il Presidente del Veneto la decisione è irrevocabile: «finché non si finisce un target non se ne va ad aggredire un altro. Vi dico un'altra cosa - aggiunge - andate a guardare la percentuale degli ultra 70enni vaccinati da quelle regioni, noi siamo quelli che hanno la percentuale più alta». Il Veneto «ha deciso di non aprire - ha ripetuto - finché non abbiamo finito: è inutile che io apra i 60enni se ho ancora gli 80enni da finire».

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Riaperture

«Dal 26 si apre, occorre massima attenzione - ha ammonito ancora il presidente del Veneto -. Logico che se ci chiudiamo in casa a doppia mandata rischiamo di meno, ma la situazione di equilibrio sta nel mezzo ed è quella del buonsenso com mascherina, distanziamento e igienizzazione: questo vale come un lockdown». Come faranno i ristoranti senza spazi esterni? «Vedo che c'è una discussione nel Governo per prendere una decisione più equa, penso ai ristoranti veneziani che generalmente hanno pochissimi plateatici. Ovvio che la decisione deve essere supportata da evidenze scientifiche».

 

Scuole riaperte, Veneto senza bus

Riapertura delle scuole e ritorno in classe degli studenti, di ogni ordine ed età. «ll vero tema è il mettere mano al tema delle scuole e dei trasporti. Abbiamo 2700 mezzi schierati per un'apertura al 50% in Dad e 50% in presenza. Abbiamo aggiunto 500 mezzi dei privati e oltre 200 assunzioni di stuart per gestire questa condizione. Portando la didattica al 100% da lunedì e mantenendo gli autobus pieni al 50%, capite che come minimo occorre raddoppiare la dotazione dei bus: ci servirebbe un migliaio di autobus in più. Perché non lo facciamo? Perché non ci sono i mezzi, non ci sono sul mercatoNon vorrei sentire martedì 27 che gli autobus sono pieni. Basti pensare che, per aumentare la dotazione, la Provincia di Vicenza è riuscita a fare dei contratti con autobus che arrivano dalla Sicilia».

Ma quali potrebbero essere le soluzioni secondo Zaia? «Orari di entrata differenziati, facoltà di decidere se andare in Dad o a scuola (la Puglia ha deciso di lasciare libera scelta ai genitori di mandare o meno i figli a scuola, per esempio), ridurre la percentuale in presenza arrivando magari al 75%, qualcosa dovrà essere deciso per affrontare questa situazione. L'altro problema saranno i serpentoni di questi bus che creeranno traffico, ne ho parlato con il Governo. E non abbiamo intenzione di fare ordinanze restrittive, il Decreto vigente è chiaro: non ci dà la facoltà giuridica di farlo».

 

 

Anticorpi monoclonali: la terapia in Veneto

La dottoressa Tacconelli spiega come stiano precendendo le cure con le terapie monoclonali in Veneto e annuncia un traguardo ragigunto dal Veneto. «Sugli anticorpi monoclonali notiamo che in Italia ne sono state somministrate 2000 terapie, ossia 2000 pazienti, di questi 410-420 sono veneti. A Verona ne sono state fatte 115. Su questi posso dare qualche dato in più: questi 120 pazienti, seguiti nel tempo, sono egualmente distribuiti fra maschi e femmine, hanno più di 70 anni e con almeno una patologia severa concomitante. Le percentuali parlano chiaro per questo tipo di categoria di persone: il 27 % secondo gli studi subiscono un ricovero e di questi il 25% muore. Invece noi, di questi pazienti trattati con i monoclonali, ne abbiamo ricoverati 14 (contro i 35 che la media avrebbe previsto) e non abbiamo avuto alcun decesso. I monoclonali devono essere somministrati il prima possibile, quando il paziente non ha ancora i propri anticorpi, e basta un tampone rapido per far scattare il trattamento».

Monoclonali, il Veneto vince bando Aifa


«Venerdì Aifa ci ha contattati e abbiamo saputo di aver vinto a livello nazionale il bando per lo studio sui monoclonali. Siamo arrivati primi e ora possiamo farlo in tutto il Veneto», ha annunciato la dottoressa Tacconelli. Lo studio Mantico: il piano di budget comprende 1260 pazienti, chi sono? «Sono inclusi pazienti con più di 50 anni con diagnosi entro 4 giorni di infezione da Covid con almeno uno dei sintomi nelle liste riconosciute a livello internazionale, non devono aver bisogno di ossigenoterapia. Sono questi i pazienti che tratteremo, chi avrà sintomi, anche solo stanchezza, con tampone positivo, avrà diritto ad entrare nello studio. Lavoreremo anche con una rete nazionale e i dati confluiranno tutti a Verona. Nella ricerca useremo i monoclonali consentiti da Aifa».

Riaperture e scuole, l'opinione della dottoressa Tacconelli
«Sarebbe facile dire "non riapriamo", è una pandemia, l'isolamento del singolo è il modo migliore per farla finire, ma a questo punto, con tutto quello che abbiamo, possiamo stare tranquilli, usando mascherina e igiene, se usiamo questa consapevolezza agli anticorpi monoclonali, possiamo essere più sereni. Scuola in presenza al 100%? Credo che sia una decisione che non possa essere valutata solo sulla base del rischio Covid, i ragazzi in Dad prolungata hanno anche altri effetti collaterali dei quali soffrono, bulimia, anoressia, inoltre la Dad non credo sia il modo migliore per creare una conoscenza solida. Se il personale della scuola è nella maggior parte vaccinato, con il sistema delle scuole sentinella, sarei tendenzialmente favorevole al ritorno in presenza. Se tutto continua a funzionare così bene mi sembra più utile riaprire che non riaprire».

 

 

Ultimo aggiornamento: 20 Aprile, 12:43 © RIPRODUZIONE RISERVATA