IoApro, Zaia contro i manifestanti violenti: «Non si va in piazza a fare casino, i miei si sono chiamati fuori»

Martedì 13 Aprile 2021
IoApro, Zaia contro i manifestanti violenti: «Non si va in piazza a fare casino, i miei si sono chiamati fuori»
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Bombe carta, fumogeni, urla: la protesta delle categorie ieri a Roma si è fatta sentire, e oggi arriva il commento schietto del presidente della Regione Veneto, Luca Zaia, sulla manifestazione “IoApro”. Si alle manifestazioni, dice Zaia, «finché non subentra la violenza, che va condannata senza se e senza ma».

Il governatore ha parlato durante un intervento a Mattino Cinque (GUARDA LA VIDEOINTERVISTA): «Oggi incontrerò una rappresentanza di lavoratori, credo che la manifestazione sia il sale della democrazia - ha affermato stamani il presidente veneto - ma penso anche che quando trascende e si trasforma in violenza non c'entri più nulla con la democrazia: questi fatti sono da condannare quando parte la violenzaI miei ristoratori, gli esercenti, gli albergatori non vanno in piazza per far casino ma per portare la loro istanza che è la disperazione. Molte attività non rialzeranno la serranda. Le piazze non vanno mai ignorate, è fondamentale ascoltare il grido di questi operatori, ma la violenza va condannata senza se e senza ma».

«I miei esercenti - ha aggiunto Zaia - quando hanno visto la malaparata se ne sono chiamati fuori. Le scene di aggressione alle forze di polizia sono incomprensibili. Il momento non è facile, la disperazione c'è, stiamo facendo l'impossibile per riaprire con le regole, e le vaccinazioni - ha concluso - sono direttamente correlate con le riaperture». 

 

Video

 

Cosa è successo alla manifestazione

Momenti di tensione si sono registrati inizialmente in piazza San Silvestro dove il grosso dei manifestanti poco prima delle tre del pomeriggio è stato fatto confluire. Alcune decine di manifestanti hanno cercato di forzare il cordone di protezione. La polizia ha risposto con gli idranti, un manifestante è rimasto ferito da una bottiglia lanciata dal retro delle file verso gli agenti, anche un poliziotto ha riportato lievi contusioni, così come un fotografo colpito da un petardo. Dopo una trattativa è tornata la calma. Ma alle cinque, quando la piazza si era già svuotata, altri gruppi hanno proseguito per via del Corso verso piazza del Popolo, rovesciando monopattini e cassonetti. Sempre seguiti a vista dalle squadre di polizia, carabinieri e finanzieri in tenuta antisommossa e in borghese. Quando i poliziotti hanno tentato di fermarli è scoppiato il caos: una cinquantina di persone, un gruppo composto soprattutto da manifestanti marchigiani e siciliani, ha bloccato il traffico delle auto. Sono partite cariche di alleggerimento.

Sono state circa 120 le persone identificate dalla polizia durante i servizi per la manifestazione non autorizzata, di cui 20 alla stazione ferroviaria di Roma Termini, la cui posizione è al vaglio per quanto attiene la manifestazione non autorizzata e la violazione delle misure anticovid. Sei persone sono state portate in questura e la loro posizione è attualmente al vaglio. Al casello autostradale Roma Nord, invece, sono stati intercettati e fermati dalla polizia due pullman provenienti da Bologna i cui occupanti, in possesso di autocertificazione, hanno dichiarato di dover partecipare alla manifestazione non autorizzata a Piazza Montecitorio. Dopo l'identificazione sono stati fatti rientrare nella regione di provenienza.

Ultimo aggiornamento: 14 Aprile, 09:16 © RIPRODUZIONE RISERVATA