Luca Zaia in diretta oggi: «Pochi ingressi in ospedale e tante negativizzazioni: il Covid cala». Accelerata sui vaccini a over 80 e 70. Vaccini, il caso degli irreperibili

Martedì 13 Aprile 2021 di Beatrice Mani
Luca Zaia in diretta oggi
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Luca Zaia in diretta oggi, martedì 13 aprile 2021, per le ultime notizie sul Coronavirus in Veneto. Si parla intensamente di riaperture, le Regioni stanno lavorando sulle linee guida e non è ancora scartata l'ipotesi di un anticipo delle ripartenze. Tutto dipenderà comunque dalla situazione epidemiologica in Italia, con uno sguardo fisso sui ricoveri e le terapie intensive. Il dato odierno del Veneto è buono, il calo dei ricoveri e la crescita delle negativizzazioni si cominciano a vedere, ma sono numeri che devono stabilizzarsi per poter delineare un trend. Tuttavia, nel frattempo l'Oms non dà buone notizie: «In questo momento, siamo a un punto critico della pandemia. La curva dei contagi sta crescendo e, per la settima settimana consecutiva, abbiamo avuto più di 4,4 milioni di nuovi casi segnalati», ha riferito la responsabile tecnica dell’Oms, Maria Van Kerkhove. Lo strumento più efficace per contrastare il virus, come ricorda sempre Zaia, al netto dell'uso di mascherine e del rispetto del distanziamento, è la vaccinazione. Ma in Veneto le dosi arrivano a singhiozzo, per questa settimana sono previste mercoledì 126mila vaccini Pfizer, poi 13mila di AstraZeneca e 14.600 di J&J venerdì. Di Moderna, fino a ieri, non se ne sapeva ancora nulla. Ospite della conferenza stampa di oggi il dottor Michele Mongillo, Prevenzione - Sanità pubblica che ha fornito i dati più aggiornati sulle consegne di dosi fino a maggio. Il governatore ha anche annunciato che entro questa settimana verranno vaccinati tutti gli over 80, dopodiché verrà "aggredita" la categoria dei cittadini dai 70 ai 79 anni. E spuntano i casi di cittadini "fantasma", quelli che la Regione ha tentato di contattare in ogni modo ma che risultano ad oggi irreperibili.

 

 

Zaia in diretta oggi

Il bollettino

Tamponi molecolari fatti ad oggi 4milioni 747mila, test rapidi 4milioni 540mila,  883 nuovi casi registrati nelle ultime 24 ore. Attualmente positivi 30.559. Incidenza 2,47%. Sono  i ricoveri in ospedale 2.076,  285 terapie intensive, 1.791 in area non critica.  +42 vittime nelle ultime 24 ore. IL BOLLETTINO INTEGRALE DI OGGI - LEGGI

Covid in Veneto

Coronavirus uìin flessione per quanto riguarda le ospedalizzazioni in Veneto, torna la speranza. «Abbiamo pochi ingressi in ospedale e tante negativizzazioni: è un segnale del calo, speriamo che si confermi il dato - ha affermato Zaia -. Se la curva delle terapie intensive avesse un cambio di direzione nei prossimi giorni sarebbe una bella novità. Non è finita, il virus c'è ma pare che la situazione abbia preso una buona piega. Speriamo perché affrontiamo le possibili riaperture con dei dati che possono essere portati a contributo, anche se la situazione non è omogenea in tutta Italia».

Verona, l'Ulss si fa prestare le dosi di vaccino

«L'Ulss Scaligera di Verona si farà prestare vaccini dalle altre per chiudere la fascia Over 80». Lo ha precisato il presidente del Veneto Luca Zaia, a proposito della campagna vaccinale in corso in regione. 

Vaccini over 80

Accelerata sulla campagna vaccinale per gli anziani. «Se non ci sono forze contrarie noi questa settimana chiudiamo gli over 80, alcune realtà ce la faranno in 24 ore, chiuderemo anche gli allettati a casa. 35.8540 sono gli ultraottantenni, dei quali 100mila non autonomi, e ce ne restano oggi da vaccinare 56.115, pentro domenica chiuderemo. Domattina alle 11 tutti i direttori delle Ulss faranno una conferenza stampa per annunciare le scelte adottate per chiudere le veccinazioni agli ultra 80enni. Si parla di prima dose di vaccino, alcuni però hanno già ricevuto anche la seconda (il 41% ha fatto già entrambe le dosi)».

Vaccini, i cittadini irreperibili

Ed esplode un caso, quello dei cittadini "fantasma", ossia coloro che pur contattati non riescono ad essere rintracciati. «In molti casi ci sono persone che non rispondono al recall per il vaccino (a Padova, per esempio), tutti dicono che c'è un fondo del barile che non si riesce a raggiungere, c'è un target, gli Aire (ossia quelli all'estero ma che sono nelle nostre anagrafi - il caso è fortemente presente a Belluno) per esempio, poi ci sono anche anziani che non vogliono vaccinarsi e non rispondono, e poi gli irraggiungibili veri e propri, che sono stati contattati in tutti i modi possibili. Domani faremo un'altra chiamata, anche con accessi diretti». «Avevo programmato un accesso diretto sabato e domenica - ha detto ancora Zaia -ma ci sono Ulss che finiscono prima, altre che finiscono dopo (le vaccinazioni) e non ce la farebbero, quindi abbiamo deciso di tagliare un "abito sartoriale", per cui ogni Ulss si organizzerà».

Vaccini over 70

Finiti gli over 80 la Regione passerà alla categoria successiva. «In questo modo potremo partire con la classe da 70 a 79 anni della quale ci manca circa il 57% da vaccinare: in totale sono 494.443, ne mancano ancora 293mila. Dalla prossima settimana ci occuperemo di loro».

 

Accompagnatori

Caos accompagnatori, come risolverlo? «Domani faremo una circolare per chiarire questa situazione, si parla delle vaccinazioni agli accompagnatori degli over 70 e di altre categorie».

 

AstraZeneca, i rifiuti

Paure e sospetti, AstraZeneca continua ad essere rifiutato da alcuni cittadini. «Rifiuti? Sono i medici a decidere, non i pazienti - ha precisato Zaia -. A tutti piacerebbe scegliere il vaccino ma non funziona così, i dottori sono in sede proprio per fare la namnesi, per parlare con i cittadini e poi decidere».

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Prima dose senza appuntamento per la seconda

Chi ha ricevuto la prima dose di vaccino e non ha avuto un foglietto con l'appuntamento per la seconda dose sarà ricontattato dall'Ulss. «Il lotto della vaccinazione deve essere dato alla prima dose - ha detto Zaia - e le Ulss si uniformeranno per darlo». «Quando la persona fa la prima dose viene fissata già la seconda dose in calendario, automaticamente, sia che venga dato il promemoria alla persona sia che non venga dato, con l'attestazione di avvenuta prima vaccinazione e non di certificato vaccinale che viene dato solo dopo la seconda dose», ha specificato il dottor Mongillo.

 

Vaccinati all'estero

Come devono comportarsi i cittadini che hanno ricevuto il vaccino all'estero? «Se il paziente arriva con una certificazione ufficiale credo che possa essere inserito nel registro dei vaccinati. Faremo magari un test a campione per verificare la copertura anticorpale, ma non credo che le persone si facciano la certificazione "tarocca"», ha specificato Zaia.

 

Trapiantati

Segnalazioni di familiari di trapiantati, per i quali spetterebbe il siero, e invece non vaccinati, come dovrebbe funzionare? «Noi abbiamo dato indicazione di vaccinare (con i dati del centro trapianti del Veneto) i familiare nell'Ulss di competenza, dove vivevano. La modalità era questa», ha spiegato l'assessore Manuela Lanzarin.

 

Fragilità e disabilità

«Li stiamo vaccinando in contemporanea agli over 80, devono ricevere Pfizer o Moderna - ha detto l'assessore Lanzarin -. Inps ha fornito le tabelle con 130mila persone, ci siamo accorti che molte persone mancavano, quindi stiamo incrociando i dati - e anche le singole Ulss lo stanno facendo -, tra i nostri elenchi e quelli dell'Inps. I centri che seguono specifiche malattie stanno ricostruendo quali pazienti siano titolati a ricevere il vaccino. Azienda Zero sta capendo se possa aprire le vaccinazioni con il metodo della certificazione portata al momento della somministrazione». 

 

Numero Verde

Numero verde, funziona oppure no? Come migliorarlo? «Abbiamo capito che ci sono state difficoltà di comunicazione, faremo verifiche rispetto alle risposte e alle indicazioni che fornisce questo numero verde - ha spiegato l'assessore veneto alla Sanità Manuela Lanzarin -. Cercheremo di affinare questa comunicazione, ma è molto complesso. Le chiamate arrivate da inizio aprile all'11 sono 70mila 813 con punte maggiori l'8 aprile 8.903 e il 9 aprile con 9.064 telefonate. Cercheremo di preparare delle Faq per rendere più omogenee le risposte».

 

Vaccini, quando arrivano in Veneto?

Il dottor Michele Mongillo, Prevenzione - Sanità pubblica, aggiorna sui vaccini. «Al Veneto viene assegnato l'8,14% del quantitativo nazionale di sieri - ha spiegato il dottor Mongillo -, 1milione 194mila i vaccini sono quelli inoculati ieri sera, superati il milione e 200mila dosi oggi. Arrivi nelle prossime settimane: 157mila dosi abbondanti, dal 19 aprile 166mila, 126mila l'ultima di aprile, 125mila la prima di maggio. Pfizer consegna il mercoledì in Veneto. Domani arriva Pfizer 129mila dosi in totale, di queste 126 arrivano domani e 3mila sono arrivate oggi. AstraZeneca 13mila dosi arrivano tra mercoledì e giovedì, ne arrivano 14.650 di J&J tra giovedì e venerdì. Moderna deve arrivare entro fine aprile ma non sappiamo tempi e quantità, quindi non possiamo consumarlo per garantire le seconde dosi (20mila dosi sono in magazzino). L'apparente calo dell'ultima settimana di aprile: noi abbiamo solo il dato di Pfizer, mancano tutti gli altri vaccini, nella nostra previsione i vaccini andranno a incrementare, purtroppo abbiamo come dato certo solo quello di Pfizer».

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Categoria "altro", chi sono?


Ci sono ancora 38mila dosi da verificare, in Veneto, somministrate a pazienti che rientrano nella categoria "altro" ma che non si è ancora capito se ne avessero diritto o meno. E' ancora il dottor Mongillo a spiegare la situazione e a chiarire chi, effettivamente, finisca in questa macro categoria che ha destato tanti dubbi e sospetti: «La categoria "altro" nelle vaccinazioni, abbiamo una quota rilevante di estremamente vulnerabili e 70-79 anni. ​Nel 97% dei casi le somministrazioni sono state fatte a soggetti identificabili come categorie specifiche. Sono 375mila vaccinazioni, dosi somministrate e non persone vaccinate, in Veneto: 185mila sono cittadini over 70 (tra 70 e 79 anni che nel portale online nazionale non sono contemplati come categoria, mentre ci sono gli over 80). L'altra voce che finisce in "altro" sono i soggetti vulnerabili e disabili con 82mimla vaccinazioni. Operatori non sanitari delle Rsa appartengono alla categoria "altro", tutti gli studenti di area sanitaria, tutti i familiari, caregiver dei soggetti ad altro rischio, tutti i farmacisti, protezione civile, donatori di sangue, vigili del fuoco, detenuti, polizia penitenziaria sono nella categoria "altro". Il 3,23% delle somministrazioni nella categoria "altro" non appartiene a questi settori, il fenomeno quindi è molto contenuto. Nel 97% dei casi il controllo è stato rigoroso, sono quindi circa 38mila dosi - non persone - somministrate da accertare. Ogni singola Ulss ha il riferimento numerico per fare le verifiche e capire chi sono i soggetti interessati». 

 

Crisi da Covid

«Ho incontrato i rappresentanti della Appe Fipe di Padova che portano la tragedia del settore della ristorazione, un comparto massacrato dal Covid. A questo si è aggiunto l'apri-chiudi, le normative di questo anno. Sono aziende che devono essere aiutate, riconoscendo la devastazione economico finanziaria e non hanno avuto aiuti sufficienti, si è dato a pioggia a tutti nella prima fase, dall'altro dobbiamo puntare al tema delle riaperture con gradualità e buonsenso, ma ora dobbiamo pensare alla fase di convivenza con il virus. Spero che il Governo si esprima in merito, anche riguardo alle linee guida per le riaperture sulle quali stanno lavorando le Regioni. Lo faccia - ha aggiunto - attraverso il Cts, attraverso le più grandi autorità che ha a disposizione, ma si esprima. Anche i sindaci dovrebbero aiutare questi lavoratori, qualche metro in più all'esterno, qualche tavolo in più, sono fiduciosi che capiscano».

 

 

Ultimo aggiornamento: 14 Aprile, 08:39 © RIPRODUZIONE RISERVATA