I medici di base: «15 anziani su 100 dicono no ad AstraZeneca e ci rispondono anche male»

Domenica 11 Aprile 2021 di Luca Bagnoli
Partita la campagna vaccinale targata medici di base
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MESTRE «Tanti rifiutano AstraZeneca e ci rispondono anche male». La partenza della preziosa campagna vaccinale targata medici di famiglia, che ieri alla Gazzera ha registrato circa 230 inoculazioni, si scontra sulle limitazioni anagrafiche e sulle paure suscitate dal siero anglo-svedese. Fuori dalla palestra dell’Istituto Salesiano San Marco, i prenotati si presentono fin dalle prime ore della mattina, qualcuno in anticipo perfino di un’ora rispetto all’appuntamento.

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«State tranquilli che entrate tutti», rassicura un’addetta dell’organizzazione. «Questi arrivano un’ora prima, per forza poi si crea confusione - commenta Adriano in attesa della moglie - Comunque è proprio una bella cosa che i medici inizino a vaccinare, basta adesso non accalcarsi tutti davanti all’ingresso». All’interno della struttura, dove vengono ammessi anche gli accompagnatori, si contano quattro postazioni modello cabina elettorale, occupate dai medici Giampietro Giaccari, Maria Pia Moressa, Fabio e Giuseppe Barbiero, un quartetto a cui si aggiungerà Jacopo Scaggiante. «Ringraziamo i padri salesiani per l’ospitalità, e gli addetti che ci stanno aiutando, perché sono nostri pazienti e familiari, tutti volontari - dice il dottor Giaccari - Ora, potenzialmente siamo in grado di vaccinare 80 persone a testa, questo vuol dire 400 al giorno. Il problema - spiega - è che ci hanno dato solo AstraZeneca, che purtroppo non sempre riscuote successo».

In termini percentuali i medici parlano di un 15% di rifiuti, segnalando talvolta l’uso di espressioni vagamente sgradevoli. «Dei miei 130 pazienti ho ricevuto una ventina di “no” - prosegue il dottore - Posso anche comprendere certi timori, ma è un vero peccato, e se la cosa può aiutare dico che se mi chiamassero dicendo “porta qui tuo figlio e vaccinalo con questo siero” lo farei subito senza problemi, e spero di poter vaccinare presto anche lei con AstraZeneca».

L’appello del dottor Giaccari non è però rivolto unicamente ai pazienti spaventati, e prende le mosse da una domanda provocatoria: «Sapete oggi quanti non sarebbero venuti senza la nostra opera di convincimento? Chiediamo dunque alla Ulss una maggiore fornitura di vaccini, e possibilmente non solo di AstraZeneca, perché altrimenti serve allargare le categorie e le classi di età, sperando di riuscire a portare qui le persone». Un’altra criticità riguarda il portale web dove prenotarsi. «Abbiamo dovuto telefonare a tutti - racconta Giaccari - chiamandoli uno per uno in modo da inserirli noi nel portale, che al momento non funziona». Il target anagrafico in questione è quello dei settantenni a salire, «più qualche ottantenne che altrimenti sarebbe finito a Cavarzere o giù di lì». In attesa del proprio turno c’è Daniela con la figlia Nicoletta.
«É una bella iniziativa - commenta la signora - siamo vicini a casa, altro che andare a Chioggia». Anche Giorgio si è risparmiato un bel viaggetto grazie all’impegno di questi medici e volontari. «Che bella organizzazione - esclama - Noi saremmo dovuti andare a Dolo». E Giorgio entra. Mentre Giovanni benché «contento e senza timori» si lamenta un po’ per l’attesa all’aperto. «Era meglio se mettevano un tendone - dice continuando a leggere il suo libro - è freschino sta mattina». Per Mario invece «un pochino di paura c’è sempre ma vale la pena di farlo»; per Luigi è «un servizio comodissimo, e pazienza se hanno solo questo vaccino, non esiste alternativa». Poi esce nuovamente un membro del personale, rivolgendosi ad una signora. La più entusiasta è Giuliana, che teme il virus e non il suo rimedio. «Sono molto soddisfatta - dichiara - è il mio medico che mi vaccina e quindi non vedo l’ora: sono tranquilla, di più».

 

Ultimo aggiornamento: 12 Aprile, 14:05 © RIPRODUZIONE RISERVATA