Luca Zaia in diretta oggi. Arriva il calendario dei vaccini per tutti i veneti. «Il 5% degli over 80 non vuole vaccinarsi. Siamo una macchina da guerra senza munizioni, servono dosi»

Venerdì 16 Aprile 2021 di Beatrice Mani
Luca Zaia in diretta oggi
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Luca Zaia in diretta oggi, venerdì 16 aprile 2021, per le ultime notizie sul Coronavirus in Veneto. Oggi è il giorno della valutazione delle zone delle regioni italiane, non dovrebbero esserci grosse sorprese, visto che le uniche fasce possibili sono la rossa e l'arancione. E il Veneto, nonostante da giorni i dati siano da zona gialla, resterà in arancione. Si guarda intanto alle riaperture delle attività da maggio: in giornata ci sarà la cabina di regia sulle linee guida proposte dalle Regioni al Governo. La questione vaccini resta sempre in primo piano, così come le forniture scarse e talvolta incerte di tutti i tipi di sieri, ma la notizia di oggi è il rischio di non avere più AstraZeneca sul mercato, questo perché l'Unione europea sta valutando di non rinnovare i suoi contratti con il gruppo farmaceutico, come ha rivelato oggi dalla ministra francese dell'Industria, Agnès Pannier-Rinacher, intervistata da radio RMC.  A questo proposito Zaia oggi ha ribadito: «Adesso servono vaccini, non possiamo essere una macchina da guerra senza munizioni». In conferenza è emerso un altro dato curioso, quello degli over 80 decisi a non vaccinarsi: in 18mila circa hanno categoricamente rifiutato qualsiasi tipo di vaccino e resteranno scoperti. 


Riaperture, zona gialla da maggio, via a bar e ristoranti (ma palestre solo da metà mese) 

Zaia in diretta oggi

Il bollettino

Tamponi molecolari fatti ad oggi 4milioni 802mila, test rapidi 4milioni 110 mila, 906 nuovi casi registrati nelle ultime 24 ore. Attualmente positivi 27.479. Incidenza 2,54%. Sono 1870  i ricoveri in ospedale (-80), 261 terapie intensive (-5), 1.609 in area non critica (-75). Sono 23 le vittime nelle ultime 24 ore. IL BOLLETTINO INTEGRALE DI OGGI - LEGGI

 

Covid in Veneto

Continua la discesa, seppur lenta, del virus sul nostro territorio: «Diminuiscono gli attualmente positivi - ha riferito Zaia -, i dati dei ricoveri totali a -80 sono incoraggianti, mostra che il trend è in calo, ovvio è che l'infezione c'è e dobbiamo essere rigorosi nel rispetto delle regole che vanno rivendicate tanto quanto rivendicare le aperture. Aprire senza rispettare le regole ci porterebbe a precipitare di nuovo», ha ammonito il governatore, proseguendo: «Noi abbiamo un vantaggio, il fattore climatico: il Coronavirus ha una sua stagionalità, con la bella stagione, con l'innalzamento delle temperature la sua forza diminuisce, in questa terza ondata la sua forza è inferiore a quella di dicembre, e anche rispetto a marzo 2020». 

«Vaccinare è strategico»
«L'altro giorno in un'intervista ho detto che vaccinare è strategico - ha poi raccontato il governatore -, chi prima vaccina anche dal punto di vista economico ha un vantaggio di riposizionamento sui mercati, che ci sarà un nuovo ordine mondiale. Ecco, per aver usato le parola "ordine mondiale" è accaduto il disastro... sapete? La "cultura del Bignami" ci ha portato a questo».

 

Over 80, quelli che non vogliono il vaccino

Esiste una fascia di popolazione che ha rifiutato il vaccino anti Covid, qualsiasi tipo di siero. E si tratta di un segmento che appartiene proprio della fascia che, in caso di infezione, corre i rischi maggiori: «Oggi posso dire con certezza che il 5% degli over 80 non si vuole vaccinare, quindi il target di 358.540 persone (da 80 a 101 anni) ha 18mila persone che non si vaccineranno», ha riferito ancora il governatore. Le vaccinazioni in Veneto continuano: «Andiamo anche con i 70-79 che sono al 60% vaccinati con la prima dose e sono 494.443. A questi si aggiungono le categorie dei fragili. Oltre 1milione 244mila dosi sono quelle inoculate fino ad oggi, 889mila sono le prime dosi inoculate e 354mila le seconde. Adesso servono vaccini, non possiamo essere una macchina da guerra senza munizioni. Abbiamo i motori al minimo e facciamo 30mila vaccinazioni al giorno, se avessimo dosi saremmo in grado di garantire 80mila dosi al giorno. E dobbiamo avere certezze sugli arrivi di qui ai prossimi mesi, per programmarci».


Calendario dei vaccini in Veneto

Arriva il calendario mese per mese e fascia di età delle vaccinazioni dei veneti, lo ha annunciato Zaia in diretta: «La prossima settimana darò la tabella con la previsione per fasce di età dei vaccini, perché i cittadini sappiano quando avranno la possibilità di vaccinarsi, in quale mese almeno, fino ai 16-19 anni. Si tratta di oltre 4milioni di persone, ossia gli abitanti del Veneto sopra i 16 anni. Poi speriamo di poter riferire date ancora più precise». 

Hub vaccinale vuoto a Padova

A Padova Hub vaccinale vuoto, ieri si vaccinavano i 65-79enni ma non si sono presentati i pazienti (LEGGI il nostro articolo), per Zaia questo non è correlato ai timori legati ad AstraZeneca, «forse aver aperto con poco preavviso e con una modalità informatica non agevole per tutti, può aver inciso. I rifiuti legati ad Astra non sono così importanti».

Passaporto vaccinale

Come si tornerà a viaggiare? Sono mesi che Zaia parla di passaporto vaccinale ma dalle istituzioni ancora nessuna risposta concreta: «Noi rilasciamo una certificazione con il lotto e la data della vaccinazione, per adesso, ma deve esserci una normativa generale, qualcuno deve decidere qualcosa di ufficiale. Io resterei nell'ambito del passaporto, metterei lì il timbro, a meno di non fare un passaporto vaccinale con tutte le vaccinazioni fatte, sembra brutto dirlo ma negli animali in settore veterinario funziona così, per fare un mero esempio di organizzazione sanitaria. A livello internazionale ed europeo, se si aspetta ancora un po', ce ne saranno altri che lo faranno prima, e vi ricordo che l'Europa del "politically correct" si è indignata di fronte al passaporto vaccinale».

Riaperture

Ripresa delle attività, il governatore aspetta le decisioni di Roma ma commenta così il tema, partendo dalla distanza minima fra tavoli nei locali, argomento di dibattito in queste ore: «I 2 metri di distanza da tavolo a tavolo? Così non si riaprono i ristoranti, si chiudono, ma ieri sono intervenuto su questo punto e aspettiamo ma sono fiducioso che un accordo verrà trovato. Attenzione perché non è un "liberi tutti", il rischio è sempre dietro l'angolo e il monitoraggio ci sarà sempre, così come una classificazione delle zone di questo Paese. Questo virus è inclemente e sorprendente, per cui dobbiamo mantenere sempre la massima cautela». Anticipare le riaperture? Il decreto scade il 30 aprile, per cui dal primo maggio deve subentrare qualcosa di nuovo e Zaia vede «difficile reiterare la condizione delle zone solo arancioni o rosse. Quindi è verosimile che da quella data qualcosa cambi, basti pensare che  le linee guida delle Regioni prevedono aperture anche in zona rossa». Ristorazione, palestre e piscine sono i settori prioritari da riaprire il prima possibile, tale è l'indicazione data nel documento della Conferenza delle Regioni.

Anticipare le riaperture con un'ordinanza?

Nei giorni scorsi si è diffusa l'idea, in Trentino, di riaprire bar e ristoranti all'aperto qualora l'andamento dei contagi lo consenta, l'assessore al turismo della Provincia autonoma di Trento, Roberto Failoni, aveva incontrato le associazioni di categoria di commercio, esercizi pubblici e turismo e commentato: «È un ragionamento che facciamo da qualche giorno. Se la situazione sanitaria va migliorando e si possono provare soluzioni all'aperto e in stretta sinergia con la sanità trentina, noi qualche tentativo vorremmo proporlo». Ancor prima il presidente della Provincia, Maurizio Fugatti, aveva detto che «le riaperture in sicurezza sono le nostre priorità. Questa settimana capiremo le intenzioni del governo, se ci sono spiragli agiremo in tal senso». Oggi il presidente del Veneto Zaia si è espresso sul caso, rispondendo alla domanda - anche il veneto potrebbe forzare la mano per riaprire prima? - e ha affermato: «La provincia autonoma di Trento ha prerogative diverse dalle nostre, noi non riusciamo a forzare, fermo restando che come Regione abbiamo già presentato il programma delle riaperture, quindi staremo a vedere. 
 

 

Il caso Speranza

Mozione di sfiducia al ministro Roberto Speranza,  FdI presenterà una mozione di sfiducia nei suoi confronti, lo ha annunciato su Facebook il presidente del partito, Giorgia Meloni. «Questa è una attività parlamentare della politica, per cui non voglio entrare nel merito e dare adito a strumentalizzazioni - ha commentato Zaia -. Ho massimo rispetto per il Parlamento, se la vedranno loro e ne discuteranno».

Bufera Oms

«Premetto una cosa, io il dottor Francesco Zambon l'ho conosciuto dopo il Covid, non sapevo nulla di lui prima - ha affermato Zaia -, e resto allibito perché siamo davanti a un ente regolatore che ad ombrello dà le regole, l'Oms è l'Onu della Sanità e dovrebbe certificare l'evidenza. Va ricordato, Zambon è il medico che ha denunciato lo scandalo della censura e delle pressioni all'interno dell'Organizzazione mondiale della sanità (LEGGI). Originario di Vittorio Veneto, e fino allo scorso 31 marzo coordinatore dell'Oms per le Regioni per l'emergenza Covid, il 48enne era il capo dei ricercatori che il 13 maggio 2020 diffusero dalla sede di Venezia il contestato rapporto (An unprecedented challenge - Una sfida senza precedenti) sulla risposta dell'Italia alla prima ondata pandemica. «Aver appreso dai giornali, se è vero, dico che è inquietante - ha proseguito Zaia -, perché stiamo parlando di una pandemia con morti e contagi, di un incubo. Deve essere fatta chiarezza fino in fondo e se tutto sarà confermato, a cose chiuse, credo che una ristrutturazione nell'Oms ci voglia. Sinceramente non me lo aspettavo, vi dico la verità».

Il presidente del Veneto, Luca Zaia, è favorevole ad una commissione d'inchiesta sull'Oms. «Si - ammette - perché il cittadino ha diritto ad una cosa: la chiarezza. E penso che la verità sia fondamentale». Zaia ricorda le polemiche per il fatto che «Whuan non dava i dati e perciò abbiamo detto subito che noi non volevamo agire così. Succeda quel che succeda, ho deciso di fare il punto stampa quotidiano dicendo le cose come stavano: col numero dei decessi, i casi positivi e così via. Sono stato redarguito - ricorda Zaia - perché a marzo 2020 ho criticato l'Oms per la mancanza di indicazioni. E i media ribattevano "Zaia trova scuse". È come la giustizia: un riferimento deve essere solido. Ma oggi l'Oms sta facendo trasparire dei retroscena inquietanti. Dopodiché, che uno ci metta anche lo zampino perchè un presidente di Regione ha visibilità o altro».

 

 

Ultimo aggiornamento: 17 Aprile, 09:08 © RIPRODUZIONE RISERVATA