Messaggero di Sant'Antonio, la Regione apre un tavolo: «Testata storica»

Elena Donazzan, assessore veneto al lavoro
VENEZIA - La Regione Veneto istituirà un tavolo di crisi per l'annunciato licenziamento degli otto giornalisti del Messaggero di sant'Antonio. Lo annuncia l'assessore regionale al lavoro, Elena Donazzan, che ha preso contatto con il segretario del Sindacato veneto dei giornalisti, Monica Andolfatto, durante un incontro a Padova con gli interessati alla decisione della proprietà. «Si tratta di una testata storica - sottolinea in una nota Donazzan - che ha migliaia di abbonati. Stabiliremo entro la settimana la data di convocazione del tavolo nell'ambito del quale approfondiremo anche la situazione debitoria».

Nel pomeriggio di oggi, 8 dicembre, i giornalisti, insieme alla segretaria del Sindacato giornalisti veneto Monica Andolfatto, sono stati ricevuti in municipio dal sindaco Sergio Giordani, al quale è stata spiegata la situazione. «Ho voluto approfondire la vicenda - ha detto Giordani - per contribuire alle soluzioni. Sul tavolo c'è la difesa dei posti di lavoro di una realtà editoriale che si lega all'identità cittadina: il Santo è Padova e Padova si identifica nel Santo. Questa vicenda è dannosa anche per l'immagine della nostra città». I giornalisti del Messaggero di Sant'Antonio parteciperanno lunedì 10 dicembre alla manifestazione sotto il ministero dello Sviluppo economico, indetta da Fnsi e Ordine dei giornalisti contro la precarietà e per il pluralismo.

 
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Sabato 8 Dicembre 2018, 20:35






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5 di 14 commenti presenti
2018-12-11 12:38:56
Quella Basilica è una bottega infinita. Tutti i ceri che i fedeli portano in chiesa e che vengono obbligatoriamente collocati in una cassa vicino al sacello e che una minima parte saranno utilizzate per le accensioni sui vari altari, vengono rivendute alle bancherelle e faranno lo stesso tragitto fintanto son siano consumate.... oppure rivendute nella opulente bottega di paccottiglia religiosa all'interno. Andare per credere!
2018-12-09 18:23:07
Bisogna parlare con il sottosegretario alla famiglia, il quale in un intervista sostiene che il problema ecologico dato dal riscaldamento del pianeta va ricercato nel diavolo, nel belzebù che ci fa fare cose non consone alla nostra terra. Forse anche lo sperpero di denaro che molti preti, frati fanno, non ultimo quello che si è guocato 900mila € alle sloto machine. Perciò ben fa la regione veneto, fatta di catecumenali e timorati, che farà pagare a tutti i suoi concittadini il salvataggio della storica testato in fondo il frati fanno voto di povertà e non hanno case palazzi alberghi scuole, negozi. Vivono delle offerte dei fedeli ed i fedeli devono combattere contro il diavolo che oltre a riscaldare il nostro pianeta blocca anche la storica editoria eclesiastica. ano al portafoglio dai su in quesati giorni di festa.
2018-12-09 17:57:48
Aprano anche due tavoli,basta che non ci sia da tirar fuori soldoni,noi l'IMU lo paghiamo.
2018-12-09 15:25:43
Con migliaia di abbonati quasi sicuramente gia' ricevevano aiuti pubblici all'editoria ! Se vogliono salvare la testata comincino ad allienare alcune delle loro proprieta'! Prendono denaro dai fedeli e dallo stato e,come sempre, nessuno sa per cosa viene utilizzato . (vi ricordate i 50 milioni ,frutto di elemosine ,spariti a dei frati e credo mai ritrovati ?)
2018-12-09 14:14:34
La "testata storica" da cosa si deduce?! Dalla anzianità per caso? O dall'aver lasciato un significativo segno sulla cultura e la storia d'Italia?