Luca Zaia in diretta: cosa ha detto oggi. Veneto torna alla normalità. Il caso dell'ospedale del Qatar. Nuova ordinanza. Elezioni: Costituzione non rispettata

Giovedì 28 Maggio 2020 di Beatrice Mani
Luca Zaia in diretta: cosa ha detto oggi. Le ultime sul coronavirus in Veneto
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Coronavirus Veneto. Luca Zaia in diretta Facebook oggi, giovedì 28 maggio 2020. Ecco gli argomenti principali trattati dal governatore del Veneto. Nuova ordinanza in arrivo prima del primo giugno, per le Terme, i dispositivi e altre messe a punto su questioni che riguardano i cittadini, è già scritta all'80% e verrà firmata tra domani e sabato. I dati sul contagio fanno ben sperare, per il presidente stiamo procedendo ad ampi passi verso un ritorno alla normalità, anche negli ospedali che, tuttavia, dopo questa pandemia, saranno rivoluzionati con forti investimenti.

Si apre invece il caso dell'ospedale donato dal Qatar al Veneto: ad oggi la struttura è vuota, deve essere ancora allestita. Toccato ancora una volta il tema delle elezioni, che per Zaia devono essere fatte a luglio, non esiste un dibattito politico, su questo tema per il governatore noon viene rispettata la Costituzione. Ultime note gli spostamenti fra regioni, che si auspica vengano aperte al più presto, così come le frontiere, con un ripristino dell'area Schengen, e infine Zaia ha parlato della polemica che si è sviluppata sui quotidiani con il dottor Andrea Crisanti, chiarendo il suo punto di vista.
 

Zaia in diretta: cosa ha detto oggi

Il bollettino
632mila tamponi fatti ad oggi. dimessi 3336 (+18), in isolamento 2142 (-103), ricoverati 426, in terapia intensiva 34 persone (-2), 19125 positivi (+12), morti 1898 (+3), nati 92... (LEGGI TUTTO)
 

Veneto, contagio minimo: ritorno alla normalità

«Tutto fa pensare che si vada verso una tenuta, attendiamo il 15 giugno, ma ad oggi non abbiamo avuto carico nelle terapie intensive, neppure nei ricoveri, e nemmeno esplosioni nei contagiati. I presupposti ci sono tutti. Stamani riunione con i direttori generali, abbiamo parlato della partita dei tamponi, confermando di andare avanti con il piano di sanità pubblica fino al 15 giugno. Stiamo implementando anche la sperimentazione dei pool di provette per eseguire le analisi». Lo ha reso noto il presidente del Veneto, Luca Zaia, riepilogando la situazione del contagio da Covid-19 in regione.
 

«Stiamo andando verso la normalizzazione negli ospedali. Resta il tema del punto nascita di Asiago, ma lo riapriremo, come abbiamo fatto con quelli che avevano chiuso. Anche con l'ambulatoriale stiamo viaggiando verso la normalità pre covid. Investiamo molto sulla prenotazione delle visite».

Ospedali rivoluzionati post Covid
«Cambia la filosofia di approccio: chiunque entri in ospedale come degente deve essere tamponato, fino all'esito del test viene considerato apziende Covid. Adegueremo le strutture per creare percorsi separati e realizzeremo tutti i progetti per le terapie intensie e semi intensive. L'immagine del pronto soccorso non sarà più quella di prima: saremo preparati ad eventuali nuove pandemie ed epidemie».
 

Regalo a metà: ospedale del Qatar vuoto

Si apre un caso, quello della struttura donata al Veneto dal Qatar: «Resterà montato fino al passaggio di una eventuale seconda ondata di epidemia. Deve ancora finire di essere allestito, per ora è un tendone vuoto: dovevano arrivare i posti letto, le terapie intensive, e tutto il necessario perché fosse "chiavi in mano". E non ho motivo di pensare che non venga completato, visto che ci hanno chiesto l'elenco del necessario, devono arrivare posti letto e attrezzature».

Tre nuovi spot della Regione
Oggi lanciamo tre spot nuovi, dopo quello sull'happy Hour. (IL VIDEO Coronavirus, lo spot della Regione Veneto con immagini choc della movida e la domanda "Happy hour?")

SPOT 1 Sanità veneta, accessi agli ambulatori: ecco le regole
SPOT 2 Sanità veneta, accessi al pronto soccorso: ecco tutte le regole
SPOT 3 Sanità veneta, accesso agli ospedali: ecco le regole
 

Spostamenti fra regioni: le novità

Come funzionerà lo spostamento fra regioni dal 3 giugno? Quali saranno le regole? Cosa ha deciso di fare il Veneto? Esiste uno schema di riapertura? «Questo compete al Governo, è probabile che ci sarà un Dpcm per l'apertura dei confini regionali, in virtù dei dati sul contagio. Noi abbiamo stipulato accordi territoriali. Io auspico che la riapertura sia regolamentata a livello comunitario. Faccio un esempio, la Svizzera ha emanato l'apertura per il 6 giugno ma per l'Italia resta chiusa. Capite che io spero che le regioni possano riaprire tutte e il tema dei tamponi, in questo scenario, è solo una fotografia dell'istante. Non possiamo dire al mondo che siamo sani solo perché facciamo il tampone al turista o all'operatore», ha concluso Zaia. 
 

Elezioni, riunione nella notte con Lamorgese

Resta aperto lo scontro fra Regioni e Governo sul tema elezioni, i toni si fanno sempre più pesanti: Costituzione violata, tavolo che salta, queste le parole chiave di oggi. «Stanotte c'è stata una videoconferenza urgente con governatori di Regione, insieme al ministro Luciana Lamorgese: in primis dicendo che non c'è stato alcun accordo con le Regioni, abbiamo una richiesta di fare quanto prima, di fare in fretta e votare a fine luglio. Abbiamo scritto a Mattarella, che conosce la vicenda e con il quale ho parlato, lui è il garante della Costituzione e noi crediamo che la Carta non sia rispettata con questa convocazione alle urne. La tensione è alta, potrebbe saltare anche il tavolo della Conferenza Stato-Regioni, ed è grave il fatto che sia tradotto in dibattito politico il rapporto fra noi e il Governo. Questo non è un dibattito, è una questione inerente alla Costituzione. Restiamo in fiduciosa attesa». 

Turismo, bisogna riaprire le frontiere
Gli operatori sono preoccupati per le disdette degli Austriaci. Sebastian Kurz sta facendo passare l'idea che se vengono in Italia poi dovranno fare la quarantena al ritorno. Credo che i turisti torneranno, ma bisogna riaprire le frontiere, il 23% del turismo veneto è tedesco, capite bene quale perdita abbiamo. E aggiungiamo russi, inglesi, danesi. A noi servono i turisti. Una Schengen sanitaria? Credo che dovrebbe operare il commissario agli Esteri e quello alla Salute, per ripristinare Schengen e attivare una messa in sicurezza sanitaria, manca un minimo coordinamento fra Stati. Veneto regione covid free. Il progetto di Zaia: «Così faremo tornare i turisti da noi»
 

Centri estivi: quando riaprono?

Centri estivi, scuole, gestione dei bambini ora che i genitori sono tornati al lavoro ma tutte le strutture dedicate ai minori sono ancora chiuse. Il Veneto per primo ha dichiarato di voler garantire supporto alle famiglie, ma ancora le tempistiche non sono del tutto chiare: «Noi vogliamo aprire già lunedì primo giugno, si sta muovendo qualcosa a Roma, spero che in 24-48 ore si muova qualcosa».

Inps
«Ho parlato ieri con Antonio Pone, direttore dell'Inps regionale, siamo il numero uno a livello nazionale: pagato l'84% delle casse integrazione. Per i marittimi, non dipende dall'Inps regionale, si è azionata quella nazionale e spero che si possa sbloccare questa partita».

Recovery Fund
«Non ho ben capito come funziona, l'erogazione e i vincoli». Lo ha detto il presidente del Vento Luca zaia, a proposito del Recovery Fund annunciato dalla Commissione Ue. «Al momento - ha aggiunto, interpellato dai giornalisti - ho letto notizie dalle agenzie, da mesi si parla di mega interventi ma nei conti della Regione non ho visto niente finora. Mi fermo qui». 

 

La questione Crisanti-Zaia e l'intervista scomoda

Proseguono i botta e risposta fra il professor Andrea Crisanti e il governatore Luca Zaia: «Questa mattina ho visto la mia intervista del Fatto, che è fedele, ma il titolo non lo è. Alle 7 ho scritto al dottor Andrea Crisanti, dicendo che il titolo che hanno messo è una frase che non c'è e che non avrei mai detto. Mi dispiace per queste polemiche, perché Crisanti ha fatto la differenza dal punto di vista microbiologico e ci ha dato idee sui tamponi, su Vo', sui macchinari, questo gli va riconosciuto. Attribuire meriti anche agli altri non credo che sia una colpa. L'Università, se c'è, dica anche la sua. Per noi il dibattito è corretto, rispettoso e io non vedo negativamente il professor Crisanti»... (LEGGI TUTTO)

Andrea Crisanti: «Il Covid sta mutando molto meno di quanto ci si aspettasse»

 

Ultimo aggiornamento: 29 Maggio, 14:20 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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