Caso Crisanti, le "invasioni di campo" e i legami poco graditi con Londra

Lunedì 25 Maggio 2020 di Alda Vanzan
Luca Zaia, secondo da sinistra, e Andrea Crisanti (al centro)
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VENEZIA - «Gli scienziati sono come gli artisti, genio e sregolatezza. Ci sta tutto fintantoché non ci sono invasioni di campo». Quale campo? Il presidente della Regione del Veneto, Luca Zaia, non l'ha specificato ieri mattina, quando nella consueta conferenza stampa dall'Unità di crisi della Protezione civile di Marghera, è stato nuovamente richiesto di spiegazioni sul caso Crisanti, il direttore della Microbiologia dell'Azienda ospedaliera di Padova che ha sbeffeggiato la responsabile della Prevenzione della Regione Veneto Francesca Russo («Dire che aveva un piano sui tamponi è una baggianata») e accusato non è ben chiaro chi (la Regione? l'Università?) di aver ostacolato la campagna sui tamponi («Se non avessimo usato i reagenti dell'Imperial College, ci avremmo messo un mese e mezzo a sviluppare i tamponi, con tutta la burocrazia che ci hanno messo»).

Certo è che la frase di Zaia - «invasioni di campo» - per certi versi è rivelatrice di un clima non solo tra il professore e la Regione, ma tra il prof e l'ambiente che lo circonda, un ambiente chiuso, complesso. 

Ad esempio: chi si è inventato di definire il professor Andrea Crisanti virologo? Raccontano a Padova di non aver neanche mai letto una pubblicazione di virologia di Crisanti. Oggi Crisanti è indicato come l'uomo che ha salvato il Veneto, come il padre dei tamponi? Nell'ambiente specificano: a Padova è arrivato come parassitologo, guardando il curriculum, doveva dedicarsi alla riproduzione delle zanzare, specificamente della malaria. Senonché si è trovato, nel bel mezzo di una emergenza sanitaria da Covid-19, a capo di un laboratorio super attrezzato, quello di Microbiologia a Padova all'epoca creato dal professor Palù, che nel resto d'Italia è visto come una Ferrari, anzi, di più, se si considera che il brodo, cioè il sistema per farsi in casa i reagenti, qui era una prassi. E allora: perché Crisanti dice di essere stato costretto a usare i reagenti dell'Imperial College di Londra, il centro universitario di ricerca da cui proviene (e dove sul sito Internet si possono trovare tutti i suoi incarichi) e, raccontano, pure mandato i tamponi effettuati adesso a Vo'? Un cordone ombelicale con l'Inghilterra che in Veneto pare non essere troppo gradito.

LE DOMANDE
E a proposito di Vo': è stata quella la salvezza del Veneto oppure, come rivendica la squadra di Zaia, la chiusura immediata dell'ospedale di Schiavonia, il lockdown del paese, l'istituzione di triage, reparti ed ospedali ad hoc per Covid-19, un dipartimento di prevenzione ed un servizio epidemiologico regionale di prim'ordine, un controllo di public health diffuso nel territorio e, tra le tante cose, aver ricoverato solo il 20% e non il 70% come altrove dei positivi? Obiettivamente, c'è chi riconosce: Crisanti si è trovato al posto giusto nel momento giusto. Ma, come ha ammonito Zaia, occhio a travalicare i ruoli.

Ultimo aggiornamento: 12:42 © RIPRODUZIONE RISERVATA