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Nicolò Favaretto Rubelli, damaschi e velluti da cinque generazioni

Domenica 15 Maggio 2022 di Federica Repetto
Nicolò Favaretto Rubelli

VENEZIA - Da 5 generazioni, i damaschi, i broccati, i lampassi ed i velluti di Rubelli, antica azienda familiare veneziana, rappresentano l'eccellenza dei tessuti per l'arredamento. «E' un grande privilegio – racconta Nicolò Favaretto Rubelli, amministratore delegato - poter continuare la nobilissima arte della seta veneziana ed essere considerati ambasciatori della storia del tessuto nel mondo. Si avvicina il Salone del Mobile. Milano è la vetrina internazionale che aspettiamo con grande trepidazione. La divisione Rubelli Casa proporrà una collezione nuova di mobili imbottiti disegnata dall'architetto milanese Matteo Nunziati, che ha impostato il suo lavoro creativo tenendo conto dell'anima dell'azienda. L'archistar Peter Marino firmerà la collezione tessile, una sfida tecnica, progettuale e all'avanguardia che si ispira ai vasi di ceramica realizzati da un artista francese di fine Ottocento. A portare una ventata di freschezza è Luke Edward Hall, giovane artista e designer che conquisterà l'attenzione di un nuovo pubblico». Fondata nel 1889 da Lorenzo Rubelli, la ditta produce tessuti con ogni tipo di filato, utilizzando sia i macchinari più sofisticati sia i telai del Settecento tuttora funzionanti. Le sue produzioni arredano oltre che le più belle case del mondo anche teatri di fama. Basti pensare all’imponente sipario d'oro commissionato dal Teatro Bolshoi, ai preziosi damaschi per il museo Albertina di Vienna, ai broccati per i Palazzi Reali di Monza, Venezia, Genova, così come nell’hôtellerie il Gritti Palace, l’Excess Venice, l’Excelsior Gallia a Milano, o l’Hotel Alabriga in Spagna; senza dimenticare i progetti speciali nella nautica e cantieristica. «Ci piace vestire le scene – aggiunge Nicolò Favaretto Rubelli- con costumi realizzati con i nostri preziosi tessuti e che sembrano usciti da un dipinto della grande “maniera” veneziana e, rivestire i teatri. All'indomani dell'incendio che, nel gennaio 1996, distrusse il teatro La Fenice mio padre, Alessandro Favaretto Rubelli, si impegnò a donare tutte le decorazioni tessili delle splendide Sale Apollinee come anche gli interni del teatro. I grandi registi e scenografi hanno utilizzato i nostri tessuti per i costumi all'Arena di Verona e in molti altri teatri». L'azienda di famiglia è per Nicolò Favaretto Rubelli una seconda casa. «Non mi sono subito reso conto – fa presente – delle opportunità che avrei avuto essendone coinvolto. Gli studi di ingegneria sono nati da una mancata presa di coscienza di questa occasione. Non mi rendevo conto che fosse una cosa così eccezionale far parte dell'azienda di famiglia, adesso ne sono conscio». Il rapporto dei Rubelli con la città di Venezia è storico. «Noi consideriamo – spiega - Venezia il nostro territorio. Quando parliamo di grandi progetti noi ci siamo. Rubelli è inoltre amica dell'arte e quando si tratta di rinnovare palazzi veneziani abbiamo un occhio di riguardo. Il maestro Pier Luigi Pizzi (architetto, regista, scenografo e costumista di fama internazionale, ndr) sa bene come ridare vita ai palazzi veneziani. Ci coinvolge sempre nei suoi progetti, sa che possiamo fare il prodotto che serve a lui. A breve si potranno invece ammirare al Museo Correr, già Palazzo Reale, alcune sale che sono state arredate tutte con i nostri tessuti grazie al Comité français pour la sauvegarde de Venise presieduto da Jérôme-François Zieseniss». Rubelli ama la seta e l'oro – che tutt’ora utilizza per le produzioni più tradizionali – ma, guardando al futuro e alla sostenibilità, ha avviato anche una produzione cospicua con filati tecnici. «I filati tecnici – sottolinea Nicolò Favaretto Rubelli– non bruciano, non si consumano, sono certificati Ecotech e Greenguard Gold. Rubelli ha una grande attenzione nei confronti dell'ambiente. Di recente abbiamo introdotto un nuovo filato resistente come il nylon, non deriva dal petrolio bensì da un estratto dell'olio di ricino ed è a tutti gli effetti è ecologico». La sede storica di Rubelli, Ca’ Pisani Rubelli (dalla metà dell’Ottocento la casa di famiglia) oltre ad accogliere lo showroom monomarca, ospita al suo interno anche la Fondazione Rubelli, con l'archivio storico che custodisce oltre 7mila documenti tessili e 3mila disegni e bozzetti e che è aperto al pubblico su prenotazione. «La Fondazione è aperta alle visite – conclude Nicolò Favaretto Rubelli- e nasce da un'idea di mio padre che ha voluto garantire un futuro alla collezione di tessuti antichi, si possono vedere quelli che ha collezionato come anche le eccellenze prodotte da Rubelli nei suoi cento e più anni di vita. A Ca' Pisani Rubelli, sede dello showroom, viveva il mio trisnonno che ha acquisito l'azienda ed è qui che è conservato questo antico nostro tesoro».

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Ultimo aggiornamento: 16 Maggio, 10:50 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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