Marisa Convento, l'"impiraressa" di perle veneziane: «È un'arte»

Sabato 30 Aprile 2022 di Federica Repetto
Marisa Convento impiraressa

VENEZIA - Marisa Convento è una "impiraressa": infila perle e perline di vetro veneziane. Si è avvicinata a questo antico mestiere all'età di trent'anni per curiosità collezionando perle di vetro. Successivamente ha imparato da sola i segreti di quella che è diventata una professione e crea gioielli, decorazioni, ricami. «Ci sono delle difficoltà economiche - racconta Marisa Convento - legate alla crisi sanitaria che imperversa, ormai, da più di due anni. Bisogna però parlare anche del turismo di massa che a Venezia, purtroppo, appiattisce molte delle realtà che si possono definire identitarie locali. La perla di vetro veneziana ha ancora un suo buonissimo mercato intorno al mondo. E' più conosciuta all'estero che qui in città, dove viene data per scontata. C'è ancora un buon potenziale da sfruttare».

Marisa Convento porta avanti la storia e la tradizione dell'impira perle o impiraressa che insieme alla perlaia o perlera, lavorava le perle di Murano. «L'arte della perla di vetro è stata iscritta nella lista rappresentativa Unesco CH per cui è diventata nel 2020 Patrimonio culturale immateriale dell'Umanità – spiega – e questo è avvenuto grazie al Comitato per la Salvaguardia dell’Arte delle Perle di Vetro Veneziane che rappresenta la comunità di perlere, perleri, impiraresse, infilatori di perle ma anche di molatori, maestri vetrai che preparano le canne e tutti coloro che si occupano della creazione della perla e in particolare grazie al lavoro congiunto con l'Association des Perliers d'Art de France che hanno accompagnato la candidatura transnazionale accolta e positivamente giudicata dalla commissione Unesco”. Il suo laboratorio si trova all'interno della Bottega Cini, una sorta di bottega rinascimentale reinterpretata in chiave moderna. «Sono stata recuperata – spiega - perché ho chiuso il laboratorio in Calle della Mandola alla fine del 2019 e sono stata adottata in questo nuovo spazio da Giovanni Alliata di Montereale e Marco Vidal. Entrambi hanno voluto che ci fosse un artigiano che lavorasse qui e che mantenesse un presidio di artigianalità. Quello dell'artigianato è un settore molto vivo e vario che non teme rivali in altre città storiche e nel mondo. Venezia da questo punto di vista ha un ruolo virtuoso nella conservazione dell'artigianato e sicuramente Bottega Cini è un esempio da mutuare anche all'estero di moderno mecenatismo». La qualità della perla è l'espressione di chi la fa. «E' una fotografia dell'anima – conclude - esprime la tecnica, la capacità, l'inventività ma anche la personalità di chi la crea. In questo senso la figura della perlera e del perler, che creano la perla di vetro con la tecnica della lavorazione a lume, e la figura di chi la affianca infilando, componendo e creando un oggetto da queste perle, è una forma di simbiosi molto interessante. In più le perle di vetro in generale creano il “trade union” tra varie comunità al mondo. E' un esempio molto interessante di cultura immateriale condivisa».

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