L'assessore De Berti: «Grandi navi, ministro nel panico nell'unica riunione»

Martedì 4 Giugno 2019
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VENEZIA - Sui progetti per le Grandi navi nella laguna di Venezia «la riunione, l'unica, si è tenuta il 19 febbraio al Ministero dei Trasporti. Il ministro Toninelli è arrivato con un'ora di ritardo, chiedendoci se avevamo già finito». Lo rivela l'assessore regionale alle Infrastrutture del veneto, Elisa De Berti. «Alla nostra risposta che stavamo aspettando lui per iniziare la riunione - aggiunge - è entrato nel panico, non si è nemmeno seduto davanti a noi per attendere, invece, i tecnici, facendo intuire che da solo non sapeva da che parte iniziare».

«Di riunioni tecniche, e nell'aggettivo c'è il motivo per cui il Presidente aveva delegato me a partecipare, se ne è svolta soltanto una - prosegue l'assessore - e a questo punto vale la pena raccontarne anche il patetico svolgimento. Trovo giusto intervenire anche per dire che se il Ministro ha, come dice, una soluzione rapida la esponga subito all'istante; fino ad ora non è riuscito a convocare nemmeno un 'Comitatone', l'unica sede che decide davvero qualcosa».

«All'arrivo dei tecnici - nota De Berti - è arrivato anche l'avvocato Colonna, una componente del suo staff. Quest'ultima ha cominciato a parlare, soltanto lei, tanto che il sindaco Brugnaro ha cominciato sarcasticamente a chiedere chi fosse. Visto però che, pur alla presenza del Ministro, era l'unico interlocutore che avevamo, il primo cittadino ha proseguito a interloquire soltanto con la collaboratrice. In tutta questa situazione imbarazzante - aggiunge - il ministro Toninelli si è limitato a darci una lettera puramente tecnica che voleva condividere con noi per mandarla al presidente dell'Autorità di sistema portuale, in cui gli chiedeva di fare uno studio di fattibilità tecnica ed economica sui tre progetti riguardanti Malamocco, il Lido e Chioggia, comprendente anche la richiesta di una pagina di approfondimenti. A questo punto il sindaco Brugnaro ha contestato che non aveva senso essere stati convocati a Roma per una cosa simile, mentre Regione e Comune peroravano la necessità di provvedere celermente all' allontanamento immediato delle grandi navi dal Bacino di San Marco e allo scavo del canale Vittorio Emanuele; questo pur in attesa degli approfondimenti sulle tre ipotesi che, però, avrebbero richiesto tempi troppo lunghi. Cosa ha risposto il ministro? Ha risposto che la soluzione celere era da ritrovare nei tre progetti, che tutto poteva essere fatto velocemente e sul canale Vittorio Emanuele ha solo glissato. E torniamo così al vecchio mantra del rapporto 'costi-beneficì - conclude - buono per ogni occasione».
Ultimo aggiornamento: 14:02 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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