Crociere, Venezia punta a 300 navi per il 2023: «Soddisfazione per gli approdi diffusi tra Porto Marghera, Fusina e Chioggia»

Mercoledì 14 Settembre 2022 di R. Br.
Crociere, Venezia punta a 300 navi per il 2023: «Soddisfazione per gli approdi diffusi tra Porto Marghera, Fusina e Chioggia»
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VENEZIA - «Abbiamo fatto 200 navi quest'anno, ne faremo almeno 300 nel 2023». Il presidente dell'autorità portuale di Venezia, Fulvio Lino Di Blasio, ieri a Marghera ha snocciolato i numeri della crocieristica e si è detto ottimista su come lo scalo lagunare sta superando quello che ha chiamato il «terremoto», ovvero lo stop imposto dal Governo al passaggio dei giganti del mare davanti a San Marco. «Fare il paragone con le 500 e passa navi del 2019 è un errore ingenuo - ha precisato - È successo il terremoto che ha distrutto la crocieristica, e miracolosamente abbiamo dato non due ormeggi, ma tre e addirittura quattro, con Chioggia. Possiamo dire che Venezia is back». In procinto di partire per Malaga, dove è in programma una fiera del settore, Di Blasio ha precisato che qualcosa di più dettagliato sugli arrivi del prossimo anno si saprà proprio dopo questo appuntamento, in cui Venezia presenterà la sua offerta per il 2023.

LA NOVITÀ FUSINA

Intanto il presidente ha ribadito la sua soddisfazione per gli approdi diffusi ricavati tra Porto Marghera, Fusina e Chioggia. In particolare per quel via libera arrivato ad agosto dal ministero dell'ambiente che consentirà di utilizzare anche la banchina sud di Fusina «nelle more della emissione della nuova Via» chiesta dallo stesso ministero dell'ambiente. «Caso unico in Italia. Un grosso risultato, passato sotto traccia» ha annotato. Per il momento, però, navi da crociera in questa nuova banchina non si sono viste. «La banchina è operativa, ma le navi non sono arrivate perché le crociere hanno una programmazione biennale - ha spiegato Di Blasio - Dall'anno prossimo vedremo le crociere anche a Fusina». Sarà da capire che tipo di richiesta ci sarà per questa banchina, «perché la domanda è elevata, ma qui possono attraccare solo navi più piccole rispetto a quelle che possono entrare in Tiv e Vecon, ma che comunque non possono passare per il Canale della Giudecca».

LA RADA NON È NEI PIANI

Di Blasio ha anche chiarito che l'ormeggio in rada non è nei programmi del porto per il prossimo anno. Il caso di quest'estate, con la nave che si era fermata davanti al Lido e aveva trasbordato a Venezia i 1.500 passeggeri con i lancioni, aveva, come si ricorderà, sollevato grandi perplessità e molte preoccupazioni. «L'autorizzazione per la crociera in rada era stata data dalla capitaneria di Porto, per una nave che aveva chiesto e non trovato una possibilità negli ormeggi - ha ricostruito il presidente - Noi lavoriamo per creare banchine per il porto. Questa è stata una sperimentazione, ci siamo confrontati con tutti e l'operazione è stata condotta in sicurezza. Ma non è una modalità preferita, non è nei piani per il 2023, è da valutare...».
Anche sulla paventata concorrenza di Trieste, Di Blasio ha gettato acqua sul fuoco: «Le risorse assegnate a Triste per ospitare le navi che non potessero ormeggiare a Venezia per il vento, sono pensati per avere più navi, non meno. Venezia è il porto hub dell'Adriatico, venendo meno il quale soffrirebbe tutta la crocieristica dell'Adriatico, italiana e straniera. La volontà nostra e del Governo è di riportare le navi a Venezia a beneficio di tutti. Con Trieste non c'è competizione, ma collaborazione. E Venezia resta il porto più bello del mondo».
 

Ultimo aggiornamento: 15 Settembre, 09:38 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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