Case Ater, cambia il regolamento: salve 5.554 famiglie in tutto il Veneto

Venerdì 6 Dicembre 2019 di Angela Pederiva
Case Ater, cambia il regolamento: salve 5.554 famiglie in tutto il Veneto

VENEZIA - Case Ater. Crollano da 5.823 a 269 le famiglie a rischio sfratto, nel giro di due anni, dalle case popolari in Veneto: si salvano in 5.554. È l'effetto della revisione del regolamento regionale in materia di edilizia residenziale pubblica, voluta dal governatore Luca Zaia dopo le proteste dei mesi scorsi e presentata ieri in commissione Territorio dall'assessore Manuela Lanzarin, per la soddisfazione delle minoranze.

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Alzando le soglie redditual-patrimoniali, introducendo altri correttivi tecnici e verificando uno per uno i casi anomali emersi nel corso della prima applicazione della riforma, ne è uscita una proposta della Giunta su cui giovedì prossimo si esprimeranno i sindacati degli inquilini, dopodiché i consiglieri formuleranno il loro parere e il testo entro fine anno potrà essere adottato da Palazzo Balbi.
 
LE MODIFICHE
È dunque arrivato a compimento il lavoro dei nuclei tecnici di analisi, istituiti in ciascuna Ater per analizzare le situazioni in cui si era verificato un aumento del canone superiore al 30% e per intervenire sull'algoritmo con cui viene calcolato il canone dei 42.590 nuclei beneficiari di un alloggio. La prima conseguenza si era vista sulla legge, con la rimodulazione del tetto Isee per il mantenimento dell'abitazione: 35.000 euro per chi l'ha ottenuta prima della riforma e 26.000 per chi l'ha avuta dopo, con una deroga per gli over 65 e le famiglie con un disabile o una persona non autosufficiente. 
Ora tocca al regolamento di attuazione, con la finalità così evidenziata dall'assessore Lanzarin (Zaia Presidente): «Correggere alcune disuguaglianze e/o storture che rischiano di penalizzare soprattutto le persone anziane e fragili. Le modifiche riguardano anche la sterilizzazione dell'effetto dell'Iva (non sarà applicato l'aumento del 10%, ndr.) La Giunta potrà introdurre misure di contenimento dei canoni. Viene altresì introdotto il concetto di franchigia, per non penalizzare determinati nuclei fragili, che hanno messo da parte un piccolo risparmio da destinare a ineludibili esigenze di vita». Le proiezioni hanno mostrato per 10.000 inquilini una riduzione dell'affitto rispetto alla legge precedente e una pigione inferiore a 90 euro per i nuovi contratti relativi a 734 famiglie con Isee fino a 20.000 euro.
LE REAZIONI
Le opposizioni cantano vittoria e chiedono ulteriori migliorie. Dicono Piero Ruzzante, Cristina Guarda e Patrizia Bartelle (Veneto 2020): «Ko tecnico per la giunta Zaia, costretta ad ammettere che le novità contenute nella legge erano in larga parte fuori per fuori e, di fatto, inapplicabili a meno di non voler causare una vera e propria macelleria sociale. Restano alcune criticità legate alla presenza del canone minimo, uno stratagemma della Regione per scaricare sulle casse comunali le situazioni più delicate». 
Aggiunge Claudio Sinigaglia insieme al capogruppo Stefano Fracasso e ai colleghi Graziano Azzalin, Bruno Pigozzo e Andrea Zanoni (Partito Democratico): «Il nuovo regolamento Ater nel complesso ancora non ci convince, pur essendo soddisfatti per l'accoglimento di alcune nostre proposte: non ha senso, per esempio, mantenere il contratto quinquennale anziché a tempo indeterminato, visto che ci sono le soglie di permanenza». Conclude Erika Baldin (Movimento 5 Stelle): «Accolgo con favore i correttivi apportati di recente alla normativa, anche se credo occorrano investimenti specifici per la ristrutturazione di ulteriori alloggi di edilizia residenziale popolare».
Angela Pederiva
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Ultimo aggiornamento: 7 Dicembre, 11:28 © RIPRODUZIONE RISERVATA