Case Ater in vendita: «Ma in alcune usata la sabbia al posto del cemento»

Mercoledì 30 Ottobre 2019 di Marta Gasparon
Mestre. Case Ater in vendita: «Ma in alcune usata la sabbia al posto del cemento»
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MESTRE - Case di sabbia costruite al risparmio. Le case che l'Ater punta a vendere saranno quelle che si trovano in immobili di proprietà mista (pubblica e privata), dunque di difficile gestione, costruiti e terminati prima degli anni 90. Ma il presidente dell'Ater non usa tanti giri di parole: «Non stiamo parlando di immobili di pregio. Per la loro costruzione, in certi casi, è stata utilizzata sabbia al posto del cemento».  Un'affermazione che non lascia indifferenti per le 1.782 case che l'Ater di Venezia ritiene di poter vendere. Alloggi distribuiti in 40 comuni della Città Metropolitana (ad eccezione di Cinto Caomaggiore, Annone, Teglio e Pramaggiore) concentrati soprattutto nel Comune di Venezia, Cavarzere e San Donà di Piave, di cui 1.530 assegnati ed abitati e 252 sfitti. Inquilini che potranno acquistare l'immobile, tra quelli locati già individuati, solamente dopo averci vissuto per 5 anni. Destino diverso toccherà invece alle case sfitte, destinate ad un'asta pubblica. 
 
SFITTI ALL'ASTA«Per gli alloggi sfitti ha detto Raffaele Speranzon, presidente dell'Azienda territoriale di edilizia residenziale veneziana in questi anni non abbiamo ottenuto finanziamenti soddisfacenti per il riutilizzo ed hanno bisogno di importanti interventi in tale direzione. Alloggi il cui rischio sarebbe quello di vedere il proprio valore immobiliare crollare». Un piano di vendita che Speranzon si augura previa autorizzazione della Regione possa concretizzarsi ad inizio 2020. I 1.782 alloggi esclusivamente ad uso residenziale, per 5 anni non vendibili rappresentano circa il 18% del totale delle case Erp, 9.800 in tutto, di proprietà Ater, di cui quasi la metà (il 46%, ossia 828 abitazioni) si trova nella terraferma del Comune di Venezia. E il rimanente (54%) nel resto della provincia. Sul totale, i numeri diventano maggiori arrivando a 11.800 se si considera anche il migliaio di alloggi di proprietà del Comune, oltre ai mille non Erp, parte del patrimonio di quest'ultimo che non risponde alla legge regionale 38. «Ci risulta che siano circa 3.500 le domande di partecipazione al bando Erp, ma in base alla capacità di risposta di Comune ed Ater saranno solo 300-350 gli alloggi disponibili. Solo il 10 per cento». 
OBIETTIVI E INCASSIInsomma, pur avendone diritto, tante famiglie resteranno fuori. E il piano vendite vuole rispondere proprio a questo: recuperare quella parte di patrimonio immobiliare che necessita di importanti interventi e che non ha goduto di finanziamenti negli ultimi 5 anni, per reperire risorse economiche per poter sistemare e assegnare più abitazioni possibili. Sulla base delle esperienze acquisite in passato, Ater ipotizza una vendita di circa 180 alloggi locati a fronte dei 150 venduti tra il 2013 e 2018 a cui vanno sommati quelli destinati all'asta, prevedendo un introito di circa 9 milioni di euro «da destinare all'intero patrimonio Ater», derivanti dal prezzo medio di cessione per alloggio locato che si stima intorno ai 50mila euro, e dai 55mila per quelli liberi ceduti all'asta. «Mi auguro di poter vendere agli inquilini che superano l'Isee e si valuterà con la Regione la soglia per i requisiti. Con quella attuale dei 20mila euro si corre il rischio che la possibilità di vendere sia pari a zero». 
IL CASO VENEZIADiscorso a parte riguarda Venezia per la quale, finora, non è stato inserito alcun immobile nel piano vendita. Un tavolo tecnico sta valutando la questione, soprattutto per quanto riguarda gli alloggi sfitti del centro storico che richiedono spese di manutenzioni altissime che raggiungono anche i 40mila euro, contro i 25mila della terraferma. «Stiamo cercando canali per ottenere finanziamenti per questo nostro enorme patrimonio immobiliare». Intanto, entro fine anno termineranno i lavori per 1 milione di euro su 26 alloggi tra Marghera e Chirignago che, una volta pronti, saranno assegnati in base alla graduatoria. 
Marta Gasparon
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