Caro bollette, il Comune costretto a chiudere una piscina

Sabato 3 Settembre 2022 di Camilla De Mori
La piscina di via Pradamano

UDINE - Almeno una piscina udinese potrebbe dover essere sacrificata sull'altare del caro-bollette. Via Pradamano, già in passato nel mirino della spending review di Palazzo D'Aronco, potrebbe restare chiusa per evitare al Comune di Udine un salasso epocale, che già ora, stando alle prime stime, solo per il Palamostre, veleggerebbe sul mezzo milione di aumento. Tutti i condizionali sono d'obbligo, visto che la decisione dovrà uscire dalla prossima seduta di giunta, ma la strada che prevede di tenere chiusa la vasca di via Pradamano per salvare almeno il Palamostre e fornire comunque un servizio agli udinesi e alle società sportive, è quella che vorrebbe perseguire l'assessore allo Sport Antonio Falcone.


L'ASSESSORE

Il problema dei rincari è serissimo, tanto che, come spiega Falcone, all'ultima seduta di giunta «sono state bloccate delle delibere per poter fare un maggiore approfondimento del quadro economico. Ne riparleremo la prossima settimana». La vasca interna del Palamostre, infatti, nelle intenzioni, avrebbe dovuto riaprire «il 12 settembre. Ma, avendo fermato la delibera, abbiamo dovuto fermare la riapertura. Qualora noi aprissimo, slitterà di una settimana, il 19 settembre, visto che dovremmo decidere la prossima seduta di giunta». E il 19 è anche la data che le società sportive hanno dato agli atleti. Una sua idea, Falcone, ce l'ha, per far fronte a costi lacrime e sangue senza sacrificare un servizio «che non serve solo all'agonismo, ma è vitale per tante persone che hanno grosse difficoltà a deambulare, oltre che molto utile ai disabili», ed è intenzionato a perseguirla. «Le piscine, come si sa, sono una delle fonti di maggior dispendio energetico fra gli edifici pubblici. Sto studiando la formula migliore, che potrebbe rendere meno scontenti tutti quanti. Stiamo valutando. Via Pradamano ha dei costi esagerati. La chiusura di quella vasca, che stiamo valutando, potrebbe salvare tutto il rincaro che si potrebbe stimare sulla piscina di via Ampezzo. Stiamo parlando anche di un aumento di mezzo milione all'anno», spiega l'assessore.
Insomma, «lasciare chiusa via Pradamano, per salvare via Ampezzo, per poter fare economia e al tempo stesso dare un servizio, potrebbe essere una soluzione, ma dobbiamo avere un quadro economico più preciso. È importante ribadire che la piscina non è solo agonismo ma serve a tante persone che hanno difficoltà a camminare: è essenziale che ci sia una piscina aperta in città. Per certe persone è vitale». I costi, però, sono una spina nel fianco. «Adesso stanno venendo fuori delle botte per il gas soprattutto... Ci sono dei rincari esagerati. Non possiamo rischiare di mettere in difficoltà il Comune. In momenti straordinari come questi vanno prese decisioni straordinarie, che siano in grado di salvaguardare gli enti pubblici e non mettere in difficoltà i cittadini. Non si potrà accontentare tutti, ma la mia volontà è quella di mantenere il servizio, differenziandolo. Ma dobbiamo far quadrare i conti». E i conti, ripete Falcone, non sono il suo referato. «Le volontà dell'assessore allo Sport e degli uffici sono queste. Ma bisogna trovare una sinergia con il resto della giunta e con i punti cardine che sono i dati economici».


LE PRESENZE
Che la piscina piaccia e non poco agli udinesi, lo dicono i dati delle presenze di quest'estate, che, secondo gli ultimi dati aggiornati al 21 agosto scorso, hanno visto un incremento di 4.358 presenze rispetto all'intero periodo estivo 2021 (che, però, comprendeva anche settembre e anche gli ultimi giorni di agosto) nella vasca esterna. Fra giugno e il 21 agosto, quindi, in 22.839 hanno approfittato della piscina all'aperto: il boom a luglio con 10.995 presenze (4.389 in più rispetto al luglio 2021), seguito da giugno a 5.964 e agosto (ancora parziale) a 5.880. Un incremento notevole rispetto al 2021 quando le presenze furono 18.481, di cui 5.956 a giugno, 6.606 a luglio e 619 a settembre. «I numeri sono molto aumentati. Siamo riusciti ad incrementare le capienze pur attenendoci alle norme e abbiamo aumentato i risultati. Abbiamo fatto degli interventi che hanno dato i loro frutti, eliminando il doppio turno, pur mantenendo gli ingressi contingentati».
 

Ultimo aggiornamento: 4 Settembre, 07:32 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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