Il Negrisia completamente in secca: centinaia di pesci morti

Domenica 31 Luglio 2022 di Gianandrea Rorato
Un'immagine della moria di pesci lungo il Negrisia completamente in secca

PONTE DI PIAVE «Un cimitero di pesci lungo un fiume che non c’è più, tranne tre o quattro pozze d’acqua. Qui non ci sarà più pesce per anni». Il grido di allarme è di Tommaso Cappuccio, delegato Fipsas, coordinatore della vigilanza della Federazione pesca sportiva e attività subacquea. Ieri mattina i “vigili dell’acqua” sono stati chiamati lungo il corso d’acqua Negrisia che attraversa l’omonima frazione di Ponte di Piave. La scena era da brividi: corso d’acqua prosciugato, pesci morti ovunque. Alcune pozze, qua e là, in cui boccheggiavano anguille, lucci e poco altro. Una situazione drammatica, tanto che l’intervento dei delegati della federazione è giunto, di fatto, forse troppo tardi.


LA SITUAZIONE

Ha spiegato lo stesso Cappuccio: «Siamo stati avvertiti questa mattina (ieri, nda) e siamo accorsi per salvare il salvabile. Purtroppo la situazione era peggiore di quanto temevamo: il Negrisia è completamente a secco. Non c’è più un vero e proprio corso d’acqua, solo qualche pozza. Stiamo parlando di una ventina di metri quadri in tutto. E abbiamo salvato il salvabile, cioè poco o nulla». E oltre alle pozze solo fango, ovunque. «Nel fango c’erano le carcasse dei pesci morti. Una scena che mai avremmo voluto vedere. Abbiamo raccolto il poco pesce vivo nel giro di un paio d’ore. Parliamo di anguille, cavedani, ma anche lucci e persici reali, oltre a minutaglia. Ma parliamo di pochi esemplari rispetto alla fauna che abbiamo trovato morta. Tra l’altro era anche pericoloso operare tra il tanto fango nel letto del fiume». Sono gli effetti della siccità… «Certo, ma è chiaro che a saperlo prima saremmo intervenuti per tempo salvando più pesce possibile. Invece siamo stati chiamati fuori tempo massimo. Vediamo in giro parecchi trattori che, certo con tutti i permessi del caso, attingono l’acqua per dissetare i campi. Ma ci vuole buonsenso. Basta fare due passi lungo il Negrisia e si vede lo stato del corso d’acqua: è drammatico».


I CONTROLLI

Ieri i delegati hanno dunque raccolto il maggior numero di pesci vivi per portarli in luoghi più sicuri. Mentre nei prossimi giorni continueranno i controlli nella Provincia, visto che sono diversi i fiumi e i torrenti in sofferenza in questa torrida estate, una delle più asciutte degli ultimi decenni. 

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