Ospedali, nella Marca oltre 21 milioni di euro in più per luce e gas

Sabato 1 Ottobre 2022 di Mauro Favaro
Gli ospedali nella Marca hanno un rincaro di oltre 21 milioni di euro per luce e gas

TREVISO - Oltre 21 milioni di euro in più per illuminare e riscaldare gli ospedali, i distretti e i centri poliambulatoriali. A tanto ammonta la spesa aggiuntiva, dovuta al caro-energia, messa complessivamente in conto per quest'anno dall'Usl della Marca. «Procederemo con uno scostamento di bilancio - spiega Francesco Benazzi, direttore generale dell'azienda sanitaria- dopotutto possiamo risparmiare qualcosa negli uffici, prestando attenzione a luci e computer, ma di certo non sul fronte delle apparecchiature, dei reparti, degli ambulatori e delle sale operatorie». Senza un nuovo intervento pubblico per coprire almeno parte delle spese aggiuntive, il bilancio dell'Usl stavolta è destinato a essere chiuso in perdita.
C'è sempre una parte dedicata agli imprevisti. In questo caso, però, l'imprevisto è gigantesco. Per dare una dimensione, il valore del rincaro delle bollette di luce e gas corrisponde già a poco meno del 10% del maxi project financing da oltre 250 milioni per la costruzione del nuovo ospedale di Treviso. E non mancano altre incognite. Alcuni centri privati stanno alzando le proprie tariffe per far fronte al caro-energia. Per il momento, però, non verranno chiesti più soldi alla stessa Usl per l'erogazione delle prestazioni in convenzione. «Anche se si vedono degli aumenti, per quanto ci riguarda resta in vigore il tariffario regionale», sottolinea Benazzi. Ognuno fa quello che può. La casa di cura Giovanni XXIII di Monastier, in particolare, per ora ha escluso rincari nelle tariffe legati alle bollette grazie al sistema di produzione di energia alternativa e sostenibile attivato nel polo socio-sanitario, che conta oltre 10mila pazienti l'anno e 800 tra dipendenti e collaboratori.


IMPIANTI ALTERNATIVI
Il centro servizi per anziani Villa delle Magnolie è dotato del più grande impianto di geotermia del Veneto: le sonde impiantate nel sottosuolo sfruttano il calore dell'acqua e della terra per produrre energia pulita per i 178 ospiti e oltre 185 tra operatori e dipendenti. Questo già prima prima dell'esplosione del caro-energia aveva consentito di ridurre del 40% il costo per riscaldamento, condizionamento e acqua calda. Non è tutto. Nello stesso centro servizi è stato realizzato un impianto di trigenerazione grazie al quale è possibile produrre elettricità e calore, così come aria o acqua fredda, che sotto il profilo elettrico alimenta anche la casa di cura Giovanni XXIII. In più, sono stati previsti una serie di nuovi investimenti nel fotovoltaico per oltre 300kW. 

Ultimo aggiornamento: 2 Ottobre, 10:04 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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