Lunedì 17 Giugno 2019, 09:18

Luciano, il veneto nella scorta di Falcone: «Salvo solo perché quel giorno cambiai il turno»

Luciano Tirindelli, il veneto nella scorta di Falcone: «Salvo solo perché quel giorno cambiai il turno»
«Giovanni Falcone era un uomo allegro, intelligente, attento a tutto e preciso, molto preciso. La sua passione era il lavoro, usciva presto per andare nel suo ufficio blindato al primo piano del Tribunale di Palermo e ci restava fino alla sera, quando passava a prendere la moglie per la cena con gli amici. Non rinunciava al nuoto, d'inverno andava nella piscina olimpionica coperta, ed era un nuotatore bravissimo. Il suo rapporto con la scorta era di fiducia assoluta e di rispetto reciproco».



Luciano Tirindelli, 56 anni, nato a Treviso, faceva parte della scorta Falcone. Si è salvato soltanto perché il suo amico Antonio Montinaro gli aveva chiesto di cambiare il turno: «Ho figli piccoli, ho bisogno di fare straordinari». Così quella sera del 23 maggio 1992, sull'autostrada per Capaci, Luciano non c'era. Con Falcone
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