Svuota il conto della zia: farmacista condannata a restituire 170mila euro

Sabato 18 Gennaio 2020
LO CHOC L'anziana ha scoperto all'improvviso di non avere più soldi in conto
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VITTORIO VENETO La nipote, farmacista nel Bellunese, svuota il conto in banca della zia vittoriese, giustificando l’ammanco per spese sostenute per conto della stessa parente, ma non è vero e il tribunale la costringe a rifondere tutto, oltre 170mila euro. Tutto sarebbe iniziato alla fine dell’anno 2016, quando l’anziana, T.A. oggi 89enne, si era trovata nella necessità di dover assumere una badante e di dover sostenere alcune spese sanitarie. Una volta in banca, dove si era recata accompagnata da altri due nipoti per avere l’estratto conto e verificare di persona la propria disponibilità economica, la signora T.A. e i due nipoti si sono resi conto che nel corso degli ultimi tre anni erano state movimentate dal conto ingenti somme di denaro, tutte a favore di altra nipote, I.T, farmacista cinquantenne residente e operante nella val zoldana.

ANNI DI AMMANCHI
Di fatto I.T. aveva da anni la delega a operare in fiducia sul conto corrente della zia, però al riepilogo dei movimenti risultavano essere stati emessi bonifici bancari ed assegni circolari per un valore complessivo di 170mila euro. Decisamente troppo rispetto al normale. Mentre altre somme risultavano essere state sottoscritte dall’anziana T.A., ovviamente in modo inconsapevole, anche per due polizze vita, del valore pari ad euro 150mila, i cui beneficiari secondo le informazioni ottenute dalla banca stessa erano proprio la nipote I.T. e la figlia. Una volta preso atto della situazione e comprendendo anche da parte degli altri nipoti a questo punto la necessità dell’anziana zia di essere adeguatamente gestita nella gestione del proprio patrimonio, è stata presentata una richiesta al Tribunale di Treviso che ha provveduto alla nomina di un amministratore di sostegno. Quest’ultimo è stato quindi autorizzato dal giudice tutelare del Tribunale di Treviso ad agire nei confronti della nipote della signora, la farmacista I.T., per il recupero delle somme prelevate dal conto corrente in modo non del tutto trasparente e all’insaputa dell’anziana.

LA BATTAGLIA LEGALE
Assistita dagli avvocati Stefano Arrigo e Claudia De Pellegrini dello studio legale vittoriese Caldart & Arrigo e rappresentata dall’amministratore di sostegno, la signora T.A., ha deciso di portare in giudizio la nipote, ottenendo alla fine la condanna della stessa alla restituzione delle somme che erano state incamerate tramite gli assegni e i bonifici, per complessivi 170mila euro più gli interessi e le spese legali. La farmacista insomma dovrà quindi rimborsare all’anziana zia quanto dalla stessa ha ricevuto: a nulla sono valse le difese presentate dalla professionista, la quale ha sostenuto che l’ingente somma di cui si era appropriata e che praticamente aveva azzerato il patrimonio dell’anziana zia, fosse solo il rimborso delle spese sostenute dalla nipote per conto della stessa. Il giudice non le ha creduto decidendo che il maltolto doveva tornare nella disponibilità della signora T.A., che ora avrà la possibilità di assicurarsi anche la badante.  © RIPRODUZIONE RISERVATA

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