Coldiretti: «La gelata improvvisa ha fatto strage di vigne e frutteti»

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foto Falcetti
La gelata della notte scorsa in Veneto ha fatto "strage"  di vigneti, alberi da frutto e ortaggi in varie zone del Nordest. La consigliera regionale Cristina Guarda (Amp) ha chiesto con urgenza «la dichiarazione dello stato di calamità da parte della Regione Veneto».

La coda invernale, dopo le temperature primaverili dei giorni scorsi, è arrivata la notte scorsa, facendo scendere la temperatura a -1 grado anche in pianura, provocando la formazione della brina e gelate estese nei campi con pesanti danni alle colture. «Il gelo - rileva Coldiretti - ha colpito l’agricoltura proprio mentre in molti territori si stanno facendo i conti della grandine che, in Veneto, ha colpito le coltivazioni di Radicchio di Chioggia Igp, uno dei prodotti vanto dell’ agricoltura regionale mentre nella zona di Venezia una tromba d’aria ha distrutto alcune serre. A Vicenza le grandinate hanno distrutto interi vigneti di merlot, raboso e cabernet e ora il gelo ha piegato interi vigneti compromettendo nella zona dei Colli Berici il 70-80% del raccolto». Secondo la Coldiretti le gelate hanno interessato anche i vigneti dei Colli Euganei colpendo soprattutto le piante più piccole e più giovani. I danni in alcuni vigneti arrivano tra il 70% e l’80% di perdita del raccolto, con qualche punta al 100%.

«In decenni di lavoro agricolo - ha detto il vice presidente di Coldiretti Vicenza Claudio Zambon - non ho mai visto una gelata così dannosa». Gravi danni anche al mais, mentre il frumento ha retto meglio. «Il guaio - spiega Confragricoltura - è che molti agricoltori si erano assicurati per la grandine, ma non per il gelo, ritenendo l’inverno ormai finito e altri stanno ancora attendendo dallo Stato i contributi del 2015. Un momento davvero difficile». Cristina Guarda, è «certa del pronto intervento di Avepa. È urgente la dichiarazione dello stato di calamità da parte della Regione e l’apertura delle procedure per accedere ai finanziamenti previsti dalla Misura 5.2.1 per evitare  vera e propria catastrofe per un territorio che vive di viticoltura». 

Ingenti danni si segnalano anche nelle zone vitivinicole del Veronese e della Franciacorta.

Anche la grillina Silvia Benedetti (M5s), membro della commissione Agricoltura, insiste: "Le temperature  rischiano di compromettere interi raccolti soprattutto per quanto riguarda la produzione vitivinicola. Questo evento  va ad aggiungersi a un quadro già per sé disastroso per via di una siccità senza recenti precedenti e una carenza di risorse idriche complicata ulteriormente in alcune zone da gravi contaminazioni. La produzione agricola di tutto il territorio veneto ha per questo estremamente bisogno di misure straordinarie, a supporto dei danni subiti e per salvare il salvabile". E chiede lo "stato di calamità".
 
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Mercoledì 19 Aprile 2017, 17:32






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5 di 7 commenti presenti
2017-04-20 07:58:12
Beh un lato positivo lo si può intravedere, ci si risparmia un sacco di inalazioni gratuite di diserbanti.
2017-04-20 07:53:07
si chiama "rischio d'impresa", è una forma di principio di economia basata sul capitalismo, vogliamo il comunismo?? questo rischio non c'è più, ma nemmeno la proprietà dei terreni!! quindi perché si chiede lo STATO DI CALAMITà CON relativi sussidi e contributi a fondo perduto se la nostra economia che si basa sul capitalismo e sul principio edonistico ???
2017-04-19 20:56:44
Ma il rischio d'impresa che è??? È una roba che se magna?! Non ho capito perché l'utile lo intascano loro ma i problemi sono a carico della comunità.
2017-04-19 19:24:17
Fatemi capire se va bene ci guadagnano loro se va male paghiamo noi, ma quando andiamo dal fruttivendolo.........
2017-04-20 10:48:29
allora quando avviene un terremoto o una alluvione vale lo stesso principio ? fa parte del rischio abitativo ? maddai ....