Lupi inseguiti col suv: l'autore si scusa "ma non basta"

Domenica 10 Gennaio 2021 di Federica Fant
Un fotogramma preso dal video realizzato dall'allevatore di Cortina che con il suv ha inseguiti i lupi
12

CORTINA D’AMPEZZO - «Non sono un mostro, ero solo emozionato. Lo rifarei. Mi scuso solo di aver detto “li scanno” che da noi significa sfinirli». Si difende così Luca Ghedina, all’allevatore di Cortina, fratello del campione di sci Kristian, che a bordo di un suv, in località Cimabanche, ha inseguito un branco di lupi impossibilitati a fuggire dalla strada per la presenza di muri di neve. Una corsa senza di via di scampo durata tre minuti, e documentata con un video, che ha indignato non solo gli animalisti più convinti, ma anche parte del mondo venatorio come dichiara oggi Lorenzo Lotto della Riserva di Caccia di Belluno, appassionato ed esperto di fauna. 


DISTURBO E MALTRATTAMENTO
«Io non inseguo un branco di lupi per sfinirli e poi chiedo scusa - afferma -. L’intenzionalità di creare disturbo c’era tutta». E proprio su disturbo della fauna selvatica e maltrattamento di animali stanno indagando i Carabinieri forestali e le Polizia provinciale dopo l’esposto del gruppo Centopercento Animalisti.
«Una cosa c’è da dire - spiega Lotto -: se è vero che i lupi possono correre velocemente quando sono a caccia, bisogna anche sapere che in quel momento possono desistere quando vogliono. Invece quella notte non potevano farlo, perché erano intrappolati da due metri di neve. A qualcuno potrebbe essere venuto un infarto, per lo spavento, per lo sforzo dopo quella corsa e per la paura di essere inseguiti. E poi, che sarebbe accaduto, se fosse arrivata un’auto in senso opposto?». 


REGOLE PER CIASPOLE E SCI
Ma Lotto interviene anche sul disturbo antropico nei boschi. «Così come i cacciatori sottostanno, giustamente, a leggi e regolamenti, ritengo che sarebbe ora che anche altre attività che si svolgono in montagna vengano normate, sci alpinismo e ciaspolatori compresi. Soprattutto chi frequenta il bosco nelle ore notturne, che non fa certamente bene agli animali. Quest’anno che gli impianti di risalita sono chiusi e quindi la maggioranza si riversa nei boschi il problema si fa serio». Boschi che sono il naturale rifugio di ungulati e predatori che, quando svernano, trovano meno cibo e quindi riducono al minimo lo spreco di energie. «Energie che devono conservare e che invece ogni qual volta sentono rumori, li costringe ad allontanarsi. Ma un conto è correre su un prato, un altro su un manto di neve – spiega il cacciatore -. Da qui in avanti le femmine degli ungulati cominciano a sentire anche il peso della gravidanza, anche questo è un buon motivo per evitare ogni disturbi». Buona regola è sempre stare loro distanti, evitando qualsiasi rumore, anche minimo. No anche al foraggiamento, dice Lotto, perché l’assembramento di specie diverse in uno stesso punto favorisce la trasmissione di malattie e di infezioni.


«Ora speriamo che la giustizia faccia il suo corso - commenta Centopercento Animalisti -, anche se le pene sono irrisorie. Molti si sono arrogati il merito di aver portato a galla questa brutta azione: per amore di verità precisiamo che il video apparve sul profilo di un altro cacciatore, e venne poi subito ritirato. Ma era stato salvato da un nostro simpatizzante che lo ha girato al presidente del movimento Paolo Mocavero. Il quale lo ha subito “passato” alle forze dell’ordine. Ci sono molte associazioni che sporgeranno denuncia». Il Movimento ricorda anche un altro caso di Cortina che fece clamore, quando il titolare di una pasticceria intrappolava con il vischio gli uccellini per evitare che sporcassero.
 

Ultimo aggiornamento: 11 Gennaio, 10:22 © RIPRODUZIONE RISERVATA