Ilenia uccisa dal virus senza nemmeno un tampone: ricoverati gravi marito e suocero. I funerali della 39enne

Domenica 9 Gennaio 2022 di Davide Piol
I funerali di Ilenia Turrin ieri 8 gennaio

FELTRE - Una bara in legno chiaro coperta da un cuscino di fiori colorati. Sopra la foto, incorniciata d'argento, racconta di una ragazza strappata troppo presto ai suoi affetti più cari. All'ultimo saluto a Ilenia Turrin, a Pren di Feltre, ieri non c'erano né il marito Oscar né il suocero. Entrambi sono ricoverati nel reparto di pneumologia dell'ospedale di Belluno e stanno lottando contro il virus che non ha lasciato scampo alla 39enne. Una battaglia complicata la loro, non solo perché il virus si è dimostrato particolarmente aggressivo ma anche per lo stato d'animo in cui il lutto ha trascinato tutti quelli che vogliono bene a Ilenia. La donna non aveva ricevuto alcuna dose di vaccino e lo stesso aveva deciso il marito.


LA RICOSTRUZIONE

«Mia figlia stava male e presumibilmente è morta con il covid. È così al 99% ma non vi è certezza perché non ha mai fatto il tampone» ricostruisce Graziano Turrin, padre della ragazza. L'incubo inizia il 27 dicembre scorso quando il marito Omar scopre di essere positivo tramite un tampone eseguito al lavoro. Qualche giorno dopo Ilenia comincia ad avere i primi sintomi e contatta il medico di base che le prescrive antipiretici e analgesici e le fornisce due numeri da chiamare in caso di necessità. L'operatrice dell'Ulss le consiglia di andare a eseguire un tampone ma né lei né il marito sono nelle condizioni di mettersi in auto e guidare fino al drive-in più vicino. Ad ammalarsi, nel frattempo, sono anche i genitori di Omar che abitano al piano di sopra. Loro riescono a mettersi in contatto con l'azienda sanitaria che invia una squadra per l'esecuzione dei tamponi a domicilio: esito positivo.


SITUAZIONE PRECIPITATA

Poi Ilenia peggiora e la vigilia dell'Epifania soccombe al virus. «Qualcosa non ha funzionato spiega papà Graziano perché nessuno ha più richiamato per capire come stessero? Se i genitori di mio genero, che abitano nell'appartamento di sopra, sono stati visitati a domicilio, perché per loro non è successo? E il servizio per le cure domiciliari?». Ilenia e Oscar, durante l'isolamento-quarantena, sono rimasti a casa. Non avevano le forze per spostarsi fino al drive-in ma, in ogni caso, il tampone non avrebbe cambiato le loro condizioni di salute. Semmai solo confermato una positività, quella di Ilenia, che già sospettavano. Rimane però il dolore per la perdita. «Non so come funziona ha aggiunto il papà Graziano tra dolore e rabbia sono già al massimo della sopportazione. Possono dire quello che vogliono ma lei non c'è più... il 7 sono andati a visitare il mio genero perché c'era il morto. Se fosse stato accidentale tutto sarebbe finito con un grande dolore. Purtroppo c'è anche la rabbia».


LA VERSIONE ULSS

Ieri a fornire una ricostruzione è stata anche l'Ulss Dolomiti sottolineando che durante il periodo natalizio è sempre stato attivo, con accesso libero, almeno un punto tamponi anche nelle giornate festive, oltre alla piena e completa attività di tutti servizi di primo intervento.
«Risulta - scrive una nota l'azienda sanitaria - che la signora Turrin abbia contattato il proprio medico di medicina generale che, pur in giornata prefestiva, ha risposto e dato le informazioni necessarie. La signora aveva riferito il contatto col marito positivo e aveva dichiarato di essere asintomatica. Il medico di medicina generale aveva concordato di essere ricontattata per aggiornamenti e per il monitoraggio. Non sono seguiti ulteriori contatti col medico di famiglia né notizie di peggioramento clinico».
«Il 118 - riferisce sempre l'Ulss - è stato contattato il 5 gennaio e ha potuto solo constatare il decesso della signora Turrin. Lo stesso 118 ha attivato gli Usca che come di prassi, si sono recati al domicilio per la valutazione clinica dei contatti familiari».

 

Ultimo aggiornamento: 10 Gennaio, 11:52 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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