Maria, la donna che sussurra ai cervi: «Tra noi un affetto ricambiato»

Mercoledì 5 Febbraio 2020 di Raffaella Gabrieli
L'abbraccio di Maria alla cerva (Foto Massimo Rossato)
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BELLUNO  - Maria è la custode dei cervi di San Tomaso. A tutti, senza distinzione, dà premurosamente da mangiare. Mentre a una di loro, in particolare, dona anche tanto affetto. «Ma è ricambiato - precisa Maria De Col -; dopo nove anni che ci conosciamo posso dire, senza paura di smentita, che ci vogliamo bene. È un sentimento che forse non tutti comprendono, probabilmente solo coloro che amano profondamente gli animali». Un legame perfettamente rappresentato dalla foto scattata da Massimo Rossato, vicino di casa della donna, nella quale le teste di Maria e Piccino si toccano. E dove la cerva, con lo sguardo languido, lecca la mano dell’amica umana. 
LE ORIGINI 
Questa è la storia di un legame che dura da quasi dieci anni. «La prima volta che vidi questa cerva - ricorda Maria De Col, 67 anni - ero vicino nei alla mia casa di Pecol di San Tomaso. Era inverno e lei, con ogni probabilità, raggiunse le abitazioni per cercare qualcosa da mangiare. Cominciai quindi a distribuire sul prato antistante gli avanzi organici della cucina come frutta, verdura e pane. A me non costava niente mentre per gli animali del bosco erano piccole preziose risorse in caso di neve e ghiaccio. Un’abitudine che ho mantenuto e che evidentemente ha fatto affezionare l’animale, a cui ho dato il nome di Piccino, alla nostra famiglia. Di certo, rispetto ad altri, questo è un esemplare più mite e docile. All’epoca aveva già due cuccioli». Da quel momento, pian piano, Piccino ha iniziato a venire in casa Sirena-De Col tutti i giorni. «E io tutti i giorni, da allora - sottolinea Maria - le ho fatto trovare un catino pieno di cose da mangiare». Nel tempo è cambiato anche il menu: sì perché se agli esordi erano solo scarti alimentari, ora la signora fa una spesa dedicata. «Ad esempio compro spesso - spiega - intere cassette di mele: ne vanno tutti ghiotti. E poi mi son fatta portare dall’Austria del mangime specifico per rinforzarli nei mesi più freddi. Ringrazio inoltre coloro che mi regalano avanzi vari: tutto è ben accetto. Anche perché Piccino & co si presentano due volte al giorno, tutti i giorni. E posso assicurare che non mangiano poco». 
LA FAMIGLIA 
Piccino, ormai, è di casa. «Appena conosciuta - racconta la Maria - per mesi non mi sono mai avvicinata a lei perché avevo paura di spaventarla. Ma poi è stata proprio lei, centimetro dopo centimetro, a venirmi più vicina. Finché un giorno ho osato: ho allungato la mano e l’ho accarezzata. Lei non si è mossa. Da quella sua reazione ho capito che aveva fiducia in me e che potevamo diventare veramente amiche. E infatti oggi, se non c’è nessuno che ci disturba, ci facciamo reciprocamente delle gran coccole. Ha imparato ad andare d’accordo anche con i miei parenti e pure con i nostri cani e gatti». In questi nove anni la famiglia di Piccino si è ingrandita. «Nel 2019 - spiega Maria - è nato il suo ultimo piccolo. In tutto ne ho contati 11. Capita spesso che venga a trovarci con figli e nipoti: lei è la più vecchia e funge un po’ da capobranco». E a proposito di nipoti, quelli della signora De Col impazziscono di gioia nel vedere Piccino: «Per Ettore e Sveva, di 5 anni e 1 anno e mezzo, lei fa parte di noi». Come del resto si è fatta voler bene da tutta Pecol: gli 8 residenti e i circa altrettanti proprietari di seconde case ormai sono abituati a vederla gironzolare per strade e prati del paese. «Affinché la distinguano anche i cacciatori e non le sparino - conclude Maria - le ho messo un collare color fucsia, ben visibile anche da lontano. Spero che le “doppiette” abbiamo pietà di lei e non le facciano del male. Ne farebbero anche a me». Ultimo aggiornamento: 6 Febbraio, 13:03 © RIPRODUZIONE RISERVATA